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I criteri di ripartizione del territorio europeo ai fini della Politica Regionale Europea

Informazioni tesi

  Autore: Sara Holst
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Raimondo Cagiano de Azevedo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 218

Con il presente lavoro si intende approfondire la relazione tra il concetto di disparità regionali all’interno dell'Unione europea e le sfide dell’attuale metodo di classificazione regionale usato da Commissione Europea e Eurostat.
La nomenclatura europea delle unità territoriali per la Statistica, di cui NUTS è l’acronimo francese, presenta caratteristiche piuttosto eterogenee. Piccole isole, città, grandi regioni rurali e Stati interi vengono considerati unità comparabili ai fini dell'analisi.
Sarebbe interessante ipotizzare una diversa riformulazione dei confini regionali ed analizzare le eventuali disparità regionali che emergerebbero all’interno dell’UE, e verificare la coerenza della stessa nomenclatura regionale dell'UE essendo questa usata come base per le politiche di sviluppo regionale.
Tuttavia, a causa della scarsa disponibilità di dati e degli strumenti necessari a tale tipo di analisi, il presente lavoro, articolato in quattro capitoli, si propone di effettuare un’osservazione delle performance regionali registrate nell’arco temporale 2000-2007, compiendo però una distinzione tra i diversi livelli di classificazione, in particolare verranno considerate le suddivisioni regionali e sub regionali corrispondenti rispettivamente ai livelli NUTS 2 e NUTS 3.
Nel primo capitolo si ripercorrono le diverse fasi che hanno caratterizzato l’evoluzione della Politica Regionale Europea, prestando particolare attenzione sulla crescente importanza assunta dalle regioni nel corso degli anni all’interno di tale processo e sulle conseguenti riforme degli strumenti finanziari e di programmazione necessari agli obiettivi finali della stessa politica, denominata ormai Politica di Coesione Economica e Sociale.
Nel secondo capitolo, si passa da una prospettiva prevalentemente storico-politica ad un’osservazione più tecnica del ruolo e della posizione assunta dalle regioni all’interno del territorio europeo. Vedremo come quest’ultimo viene suddiviso, e come tali ripartizioni territoriali vengano utilizzate ai fini dell’implementazione della Politica di Coesione e della relativa valutazione da parte della Commissione Europea che la dirige. Verranno evidenziate, dunque, le funzioni di Eurostat e del Sistema Statistico Europeo, di carattere fondamentale in tale contesto, in relazione soprattutto all’implementazione della Nomenclatura delle Unità Territoriali a fini Statistici (NUTS) al centro dell’analisi svolta nel capitolo terzo.
Quest’ultimo, infatti, rappresenta il fulcro del lavoro ed è dedicato all’osservazione del Prodotto Interno Lordo (PIL) procapite (misurato in parità di potere d’acquisto) rilevato a livello regionale e sub regionale (definiti in base alla nomenclatura suddetta). In particolare, ci soffermeremo sulle regioni considerate arretrate economicamente dalla Politica di Coesione, e perciò ammissibili all’Obiettivo convergenza nell’attuale periodo di programmazione, esaminandone le componenti di livello inferiore, attraverso un confronto diretto con la media comunitaria. L’obiettivo principale di tale analisi riguarda esclusivamente l’osservazione delle performances economiche delle componenti sub regionali che vanno poi ad influenzare la stessa performance della regione che le comprende, protagonista principale delle valutazioni effettuate dalla Commissione Europea riguardo agli effetti della Politica Regionale attuata.
Infine, il lavoro si conclude con un quarto capitolo, il quale apre una panoramica sulla questione demografica relativa all’Unione Europea in tutti i suoi livelli territoriali. Particolare attenzione è volta verso gli effetti del cambiamento demografico che l’interro territorio europeo sta affrontando, attraverso i quali è possibile ampliare la riflessione sulle performances regionali avviata nel terzo capitolo, permettendo di affrontare la questione regionale da un punto di vista d’insieme che tenga conto di componenti economiche e demografiche.

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I criteri di ripartizione del territorio europeo ai fini della Politica Regionale Europea • Obiettivi: approfondire la relazione tra disparità regionali all’interno dell’Unione europea e le sfide del metodo di classificazione regionale usato da Eurostat e Commissione Europea, NUTS. • Metodi: osservazione delle performance delle ripartizioni territoriali all’interno delle regioni • Dati: database Eurostat

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nuts
politica regionale europea
ue 27
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