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Lavoro autonomo, dipendente e sicurezza sociale nell'UE - Il caso italiano e spagnolo

Informazioni tesi

Traduttore: Ilaria Colella
  Tipo: Traduzione
  Anno: 2008
  Università: Università di Barcellona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 16

Questo documento è una traduzione dall'originale:

"Trabajo autónomo dependiente y seguridad social en la Ue - Los casos italiano y español"

-Gli importanti cambiamenti delle ultime due decadi hanno mutato profondamente il sistema produttivo delle economie capitaliste europee. Come sottolineano molti analisti, la società contemporanea si è convertita in una società dei lavori, in sostituzione della società del Lavoro. La organizzazione della produzione nel contesto delle nuove economie post-fordiste sta potenzialmente mettendo in crisi il concetto giuridico della subordinazione del lavoro dipendente, sul quale si sono costruiti i sistemi di sicurezza sociale occidentali. In tutti gli stati membri della Ue, nonostante le differenze tra loro, sta crescendo un' “area grigia” di lavoratori tra la subordinazione e l'autonomia. Sebbene questo collettivo di lavoratori sembri avere un'autonomia maggiore rispetto al lavoro subordinato, in realtà si trovano in particolari situazioni di debolezza nel mercato del lavoro, che non è coperta dal sistema giuridico generale e che spesso nasconde un vero utilizzo di falsi autonomi. In realtà sembra che da questi collettivi di lavoratori stiano emergendo un insieme di nuovi fattori di dipendenza economica e sociale che configurano una speciale relazione lavorativa di tipo precaria. Quindi, l'obiettivo di questo lavoro è analizzare un preciso fattore della debolezza dei detti “lavoratori autonomi dipendenti”, cioè la sicurezza sociale. Allora nella prima parte analizzerò come i paesi della UE stanno affrontando a livello giuridico la crescita di questo collettivo di lavoratori e sottolineeremo se e come le istituzioni dell'Unione affrontano questo tema.
Nelle due parti seguenti l'analisi si concentrerà su due paesi: Spagna e Italia. Vedremo come i sistemi di sicurezza sociale dei due paesi hanno trattato il problema della sicurezza sociale dei lavoratori autonomi dipendenti e tenteremo di comparare i due casi analizzati.

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3 Gli autonomi dipendenti nell'Unione Europea. In tutti i paesi europei il diritto del lavoro e della sicurezza sociale si è strutturato, sin dall'inizio della rivoluzione industriale, sopra la distinzione tra il lavoro per conto di altri e il lavoro per conto proprio. Il carattere binario di questa classificazione si è sviluppato grazie ai concetti giuridici di subordinazione e autonomia. Definendo i concetti caratteristici delle due relazioni lavorative, il diritto del lavoro e della sicurezza sociale si è occupato principalmente del lavoro subordinato, vista come una relazione diseguale dove il lavoratore merita tutela dato che è considerato soggetto debole di fronte all'imprenditore, mentre il lavoro per conto proprio o autonomo è stato storicamente oggetto del diritto commerciale e contrattuale generale “Non è un caso che la storia del diritto del lavoro sia stata finora identificata, in sostanza, con la stessa storia del concetto di subordinazione” 1 . Sebbene tutti gli stati europei operino in questo contesto di distinzione binaria, non tutti lo fanno nello stesso modo. Si possono distinguere un approccio legislativo, cioè quello che definiscono lavoro autonomo e/o subordinato tramite la legge, e un approccio giurisprudenziale, nella quale sono i tribunali, tramite indici e criteri di individuazione, a creare questa distinzione. I due approcci possono essere usati in forma combinata. Nel primo approccio ricadono Austria, Belgio, Finlandia, Italia, Norvegia, i Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia. Mentre i paesi che si basano su indici giurisprudenziali sono Danimarca, Francia, Germania, il Regno Unito, Grecia, Irlanda e Lussemburgo. Nonostante le differenze si può sottolineare che lo sviluppo socioeconomico e i cambiamenti del mercato del lavoro andranno a porre ogni volta di più in crisi questa distinzione binaria. Secondo uno studio della fondazione di Dublino EIRO 2 , in tutti gli stati membri dell'Unione Europea va crescendo il numero dei lavoratori che con difficoltà possono essere considerati lavoratori per conto di altri o in proprio. Questi da un lato lavorano in un regime di autonomia maggiore rispetto al lavoro tipico per conto di altri, dall'altro lato molto frequentemente hanno una relazione continuativa con pochi clienti. Quello che si configura è allora una dipendenza di questi lavoratori che invece, formalmente ricadrebbero nell'area del lavoro autonomo. Sebbene la stessa ambiguità del collettivo di questi lavoratori renda difficile relazionarlo a determinati settori lavorativi, lo studio citato precedentemente sottolinea che molti di loro si trovano nel settore dei servizi. Questo ci dice che la sua diffusione è strettamente legata allo sviluppo delle società post-induatriali dei servizi. Le attività con maggiore diffusione sembrano essere la comunicazione, il telemarketing, la pubblicità, la ristorazione, il catering, lo spettacolo e in alcuni casi, per esempio in Italia, la pubblica amministrazione. Invece l'emergere di questa “zona grigia” tra il lavoro dipendente ed autonomo, si caratterizza per una rilevante diseguaglianza interna e, sebbene a livello europeo si parli espressamente di dipendenza economica, questo è solo un aspetto della debolezza nel mercato del lavoro. Adalberto Perulli nel suo studio giuridico comparato sui lavoratori economicamente dipendenti commissionato dal Parlamento Europeo 3 , sottolinea la distinzione tra falsi autonomi e lavoratori autonomi economicamente dipendenti. I falsi autonomi sarebbero lavoratori autonomi che in realtà stanno chiaramente lavorando in una situazione di subordinazione. Si tratta allora di un lavoro subordinato mascherato da lavoro autonomo, il che è possibile grazie alla stessa difficoltà di classificare nuove relazioni lavorative post-fordiste e nella maggioranza dei casi imposto al lavoratore in una prospettiva di fuga dalle onerose tutele lavorative del lavoro subordinato 4 . Quello 1 Marco Biagi, Michele Tiraboschi, Istituzioni di diritto del lavoro, Giuffrè, 2004, p. 100. (Traduzione propria). 2 Osservatori Europeo delle Relazioni Lavorative (EIRO) “Economically dependent workers, employment law and industrial relations, 2002 http://www.eurofound.europa.eu/eiro/2002/05/study/index.htm 3 Adalberto Petrulli, El trabajo económicamente dependiente (parasubordinacion) http://www.europarl.europa.eu/hearings/20030619/empl/study_es.pdf 4 Il concetto di “fuga del lavoro subordinato” in Italia è stato molto sviluppato dalla dottrina giuslavorista, alla

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