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Il contratto collettivo aziendale

L’obiettivo della tesi è quello di tracciare una linea di continuità al fine di individuare la direzione verso cui si sta orientando il sistema contrattuale italiano che, prima con il Protocollo Giugni del 1993 e poi con il recente accordo interconfederale del 22 aprile 2009, attribuisce alla contrattazione aziendale un ruolo sempre più importante all’interno del sistema delle relazioni industriali italiane, pur risentendo, nel suo sviluppo non uniforme, delle diverse fasi di centralizzazione e decentramento del sistema stesso.
Rispetto al 1993 le priorità sono cambiate e la sfida è puntare ad un incremento della produttività e, insieme ad essa, delle retribuzioni reali affidando un ruolo principe alla contrattazione decentrata, sia essa aziendale o territoriale. Tanto è ancora più vero nell’attuale contesto economico dove la promozione di una crescita reale la quale, tenendo conto dei livelli di produttività assicuri che questi contribuiscano alla crescita dei salari reali e alla regolazione sociale, è particolarmente importante per contrastare i rischi di dumping sociale nel quadro dell’Unione europea.
I contributi, più che utili e abbastanza rappresentativi, si occupano di taluni settori, di alcune specifiche aree geografiche, di specifiche realtà aziendali, concludendosi con uno sguardo al diritto comunitario e comparato circa il rapporto tra contrattazione decentrata ed uno specifico istituto del rapporto di lavoro (orario di lavoro).
La tesi è composta da tre capitoli: il primo riguarda la distinzione tra i contratti collettivi e quindi specificamente sono state analizzate le fonti del diritto del lavoro in generale per poi analizzare il contratto collettivo e quindi descrivere l’evoluzione della contrattazione collettiva a partire dalle sue origini, per poi passare alla descrizione delle diverse tipologie di contratti collettivi; il secondo capitolo riguarda specificamente l’oggetto del lavoro, il contratto collettivo aziendale, analizzato dal punto di vista giuridico in particolare considerandolo come parte del fenomeno di negoziazione collettiva di livello decentrato e quindi analizzando la fattispecie sindacale, i soggetti stipulanti, il contenuto; il terzo capitolo infine tratta il tema della contrattazione aziendale o decentrata in Italia dal punto di vista dei suoi effetti sul sistema economico nazionale;
In particolare è stato analizzato il suo sviluppo attuale, motivazione principale dello studio condotto, data dalla considerazione fatta da più parti, della necessità di riformare la struttura della contrattazione collettiva per renderla più efficiente e rispondente alle mutate esigenze; infatti, negli ultimi anni è stata oggetto del dibattito economico e accademico e da alcuni considerata come una priorità per colmare il divario dell’Italia rispetto al resto dei paesi UE e per riallinearla agli obiettivi di Lisbona. Invero, con l’obiettivo di rilanciare la crescita economica del Paese si cerca di potenziare la contrattazione territoriale, quale sede decentrata e via per migliorare le condizioni salariali e normative di interi comparti produttivi.

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3 Introduzione Il nostro sistema di relazioni sindacali ha sviluppato progressivamente una molteplicità di livelli di negoziazione, distinti in funzione della qualità dei soggetti partecipanti, delle materie oggetto di confronto e dell'ampiezza del campo di applicazione. In particolare, la contrattazione collettiva si presenta articolata verticalmente nei seguenti livelli, in genere corrispondenti ai livelli organizzativi dei soggetti negoziali: quello interconfederale, nazionale di categoria e decentrato. L'accordo interconfederale si trova al vertice del sistema contrattuale, giacché viene stipulato direttamente dalle confederazioni datoriali e sindacali, e disciplina determinati istituti (ad esempio oggi le rappresentanze sindacali unitarie) per i quali le parti ritengono necessaria od utile una regolamentazione uniforme per una pluralità di categorie. Il contratto collettivo nazionale di categoria costituisce il fulcro del sistema contrattuale. Esso è stipulato periodicamente (attualmente ogni quattro anni) dalle organizzazioni sindacali nazionali di categoria dei lavoratori e dei datori di lavoro e disciplina i minimi di trattamento economico-normativo (c.d. contenuto normativo) applicabili ai contratti individuali di lavoro riconducibili a quelle categorie di cui esso si occupa, nonché i rapporti tra i soggetti stipulanti (c.d. contenuto obbligatorio). Il contratto collettivo nazionale di categoria può altresì rinviare al contratto collettivo di settore. Il contratto decentrato è quello che viene stipulato a livello territoriale (provinciale o regionale) ovvero a livello di luogo di lavoro. Questo normalmente coincide con l'azienda,

Diploma di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Riccardo Campa Contatta »

Composta da 118 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.