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L'accoglienza dei titolari di protezione internazionale a Roma. Il caso degli afghani

Informazioni tesi

  Autore: Luciana Taddei
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Antonio Fasanella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

L'Afghanistan è un paese dalla storia complessa, che ha visto passare sul proprio territorio una molteplicità infinita di genti; questo l'ha reso una nazione debole, assogettata da sempre al potere delle altre nazioni. Il paese vive in una costante instabilità poiché non esiste al suo interno un unico popolo con un'unica cultura: ogni singolo gruppo etnico-politico-religioso-territoriale cerca di arrogarsi il diritto di governare, con la forza o con la corruzione.
L'Occidente ha riscoperto i problemi degli afghani solo dopo gli attentati dell'11 Settembre, o meglio, dopo l'intervento militare sul territorio. Parte rilevante della popolazione afghana è in fuga dalle proprie case già dai primi anni '80 a causa dell'invasione russa, e la situazione non sembra migliorare. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati conta tutt'oggi tra i suoi assistiti soprattutto soggetti di nazionalità afghana, sia che si parli di rifugiati che di sfollati interni. La particolarità che si rileva negli ultimi anni è la lenta e costante tendenza a spostarsi verso l'Europa, abbandonando i paesi limitrofi, usuali luoghi di rifugio.
L'Europa è storicamente la culla dei diritti dell'uomo, i paesi membri sono stati infatti i primi ad impegnarsi per promuovere la tutela internazionale degli individui perseguitati nel mondo. Oggi, sotto pressione dell'immigrazione regolare e irregolare, sembra che anche i paesi europei vogliano limitare l'ingresso agli stranieri, con lo scopo di garantire la propria sicurezza interna. Le emergenti paure, figlie del terrorismo, ledono anche coloro che avrebbero pieno diritto, per legge, ad essere accolti. Il diritto internazionale fornisce però solo delle direttive, che devono essere recepite da ogni singolo paese sotto forma di legge ordinaria.
L'Italia è stata recentemente ripresa dalle Nazioni Unite per i metodi utilizzati nei confronti di potenziali richiedenti asilo, ed è anche il Paese che vede moltiplicarsi il numero di richieste di asilo negli ultimi anni. Tra le popolazioni che maggiormente fanno domanda ci sono gli afghani; dallo scoppio della guerra in avanti l'immigrazione afghana infatti cresce esponenzialmente, soprattutto a Roma, capitale diplomatica del Paese.
L'Italia dovrebbe garantire procedure rapide nello svolgimento delle pratiche di asilo ma anche un'accoglienza adeguata a questi individui, costretti ad abbandonare il proprio paese. Sempre maggiore è il decentramento delle politiche pubbliche in Italia, ed anche in ambito migratorio le competenze degli enti locali aumentano. Far fronte ai bisogni di rifugiati e richiedenti asilo, soprattutto a Roma, non è compito facile, e sono sempre di più gli organismi del Terzo Settore a doversi occupare di garantire questi servizi sociali.
La ricerca svolta si concentra sull'analisi delle esperienze migratorie degli afghani titolari di protezione internazionale che si trovano a risiedere nei centri di accoglienza convenzionati con il Comune di Roma. Si cercherà di capire chi siano, cosa vogliano e cosa hanno trovato in Italia con l'obiettivo di migliorare l'accoglienza almeno sul territorio della Capitale. La ricerca è solo un punto di partenza per lo sviluppo di un progetto più ampio; l'indagine potrà inoltre essere successivamente estesa anche alle altre popolazioni richiedenti asilo sul territorio di Roma. La Lega Italiana per i Diritti dell'Uomo si pone infatti l'obiettivo di divenire, in un prossimo futuro, punto di riferimento sul territorio per tutti i titolari di protezione internazionale.
Il primo capitolo sarà dedicato alla comprensione storico-sociale e politica dell'Afghanistan. Il secondo capitolo renderà conto delle diverse tipologie di migrazioni forzate e fornirà una stima del fenomeno. Nel terzo capitolo si chiarirà il processo storico attraverso cui si è formalizzato il diritto di asilo in ambito internazionale e come l'Italia lo abbia incorporato nel suo ordinamento, sottolineando come lo Stato deleghi l'accoglienza concreta agli enti locali, che a loro volta si affidano al privato sociale. Nel quarto capitolo si illustrerà il disegno che ha dato vita alla ricerca. Infine, nel quinto capitolo, si analizzaranno i dati raccolti e si renderà conto del risultato finale.

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Introduzione L'Afghanistan è un paese dalla storia complessa, che ha visto passare sul proprio territorio una molteplicità infinita di genti; questo l'ha reso una nazione debole, assogettata da sempre al potere delle altre nazioni. Il paese vive in una costante instabilità poiché non esiste al suo interno un unico popolo con un'unica cultura: ogni singolo gruppo etnico-politico-religioso-territoriale cerca di arrogarsi il diritto di governare, con la forza o con la corruzione. L'Occidente ha riscoperto i problemi degli afghani solo dopo gli attentati dell'11 Settembre, o meglio, dopo l'intervento militare sul territorio. Parte rilevante della popolazione afghana è in fuga dalle proprie case già dai primi anni '80 a causa dell'invasione russa, e la situazione non sembra migliorare. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati conta tutt'oggi tra i suoi assistiti soprattutto soggetti di nazionalità afghana, sia che si parli di rifugiati che di sfollati interni. La particolarità che si rileva negli ultimi anni è la lenta e costante tendenza a spostarsi verso l'Europa, abbandonando i paesi limitrofi, usuali luoghi di rifugio. L'Europa è storicamente la culla dei diritti dell'uomo, i paesi membri sono stati infatti i primi ad impegnarsi per promuovere la tutela internazionale degli individui perseguitati nel mondo. Oggi, sotto pressione dell'immigrazione regolare e irregolare, sembra che anche i paesi europei vogliano limitare l'ingresso agli stranieri, con lo scopo di garantire la propria sicurezza interna. Le emergenti paure, figlie del terrorismo, ledono anche coloro che avrebbero pieno diritto, per legge, ad essere accolti. Il diritto internazionale fornisce però solo delle direttive, che devono essere recepite da ogni singolo paese sotto forma di legge ordinaria. L'Italia è stata recentemente ripresa dalle Nazioni Unite per i metodi utilizzati nei confronti di potenziali richiedenti asilo, ed è anche il Paese che vede moltiplicarsi il numero di richieste di asilo negli ultimi anni. Tra le popolazioni che maggiormente fanno domanda ci sono gli afghani; dallo scoppio della guerra in avanti l'immigrazione afghana infatti cresce esponenzialmente, soprattutto a Roma, capitale diplomatica del Paese. L'Italia dovrebbe garantire procedure rapide nello svolgimento delle pratiche di asilo ma anche un'accoglienza adeguata a questi individui, costretti ad abbandonare il proprio paese. Sempre maggiore è il decentramento delle politiche pubbliche in Italia, ed anche in ambito migratorio le competenze degli enti locali aumentano. Far fronte ai bisogni di rifugiati e richiedenti asilo, soprattutto a Roma, non è compito facile, e sono sempre di più gli organismi del Terzo Settore a doversi occupare di garantire questi servizi sociali. La ricerca svolta si concentra sull'analisi delle esperienze migratorie degli afghani titolari di protezione internazionale che si trovano a risiedere nei centri di accoglienza convenzionati con il Comune di Roma. Si cercherà di capire chi siano, cosa vogliano e cosa hanno trovato in Italia 7

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