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Gli Ainu. Passato e presente di una minoranza etnica del Giappone

Durante questa tesi mi sono occupata degli Ainu, unico popolo indigeno del Giappone di cui non si sa ormai nulla. La politica di esclusione da parte del governo giapponese e la sua presunta unicità come popolo hanno negato agli Ainu la possibilità di vivere la propria cultura che è stata distrutta piano a piano. La tesi ripercorre la vita tradizionale degli Ainu, impregnata di animismo e rispetto per la natura, fino al completo decadimento dovuto all'assimilazione forzata del governo giapponese.

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Introduzione La civiltà umana ha prodotto, nella sua lunghissima storia, una varietà immensa di culture, ognuna delle quali completamente diversa l'una dalle altre. Ogni singolo popolo si è trovato di fronte a determinate caratteristiche ambientali, sociali e culturali che lo hanno modellato, creando così la propria specifica identità attraverso elementi comuni come la lingua, la religione, gli usi, i costumi e le tradizioni, una cultura quindi che accomuna una particolare popolazione invece che un'altra. La pluralità porta inevitabilmente al confronto e la storia dell'uomo è stato un continuo susseguirsi di lotte per la conquista di un territorio. Alcune culture hanno prevalso su altre, in alcuni casi la scomparsa di altre culture è da imputare alle avversità dell'ambiente circostante. A volte nuove istituzioni statali nascono in seguito all'immigrazione o al colonialismo, ma in ogni caso la presenza di più culture all'interno di uno stesso spazio ha determinato un rapporto, spesso contrastante, tra minoranze e maggioranze. Oggi il problema etnico è molto sentito perché il concetto di nazione è stato generalizzato, intendendosi con questo anche una comunità composta da un gran numero di etnie. Sorgono per questo delle posizioni diverse rispetto alla questione. C'è chi considera degno di tutela qualsiasi minoranza e che quindi la varietà sia necessaria, compiendo ogni sforzo per conservare e preservare le differenze e lasciando esprimere tutti i segni caratteristici delle culture: questa è detta teoria protezionista. Dal lato opposto, contro chi crede che ogni cultura abbia apportato il suo contributo alla storia, c'è invece chi appoggia la teoria abolizionista secondo la quale solo una cultura ha conseguito il modello ideale di sviluppo che deve essere seguito anche dalle altre, premendo per un'assimilazione forzata di ogni cultura. 1 Una delle questioni centrali è la competizione che verte sulle risorse, distribuite su uno spazio geografico: nascono così molti conflitti oppure altri modi di distribuzione delle risorse come il commercio. La teoria evoluzionistica prevede proprio la competizione e la selezione delle specie che hanno imparato ad adattarsi all'ambiente e al corso degli eventi, ma nella specie umana si ragiona in termini di varietà culturale e non biologica, il che comporta che ogni differenza sia fondamentale all'evoluzione e il mescolarsi delle diverse culture porta ad un maggiore sviluppo. 2 3 1- Cerreti C., Geografia e minoranze , Roma, Carocci, 2007, pp. 9-22 2- Cerreti C., op. cit., 2007, pp. 11-18

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Anna Tortorella Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

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