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«Das ist natürlich nur eine Umschreibung der Wahrheit». L'autobiografia nell'opera di Albert Drach

Informazioni tesi

  Autore: Michela Gregoris
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Lingue straniere per la comunicazione internazionale
  Corso: Lingue straniere per la comunicazione internazionale
  Relatore: Luigi Reitani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

La tesi presenta l’analisi della trilogia autobiografica dell’autore e avvocato ebreo austriaco Albert Drach che si compone di tre volumi: Z.Z. Das ist die Zwischenzeit, Unsentimentale Reise e Das Beileid. Drach, nato a Vienna nel 1902, sopravvisse fortunosamente alla deportazione nei campi di concentramento durante la Seconda guerra mondiale, periodo nel quale visse in esilio in Francia, facendo ritorno in Austria solo dopo la fine del conflitto. L'opera di inserisce in quella tradizione letteraria austriaca caratterizzata da un linguaggio che non riesce a essere indipendente dalla lingua delle istituzioni. Ma è proprio tale linguaggio a renderla peculiare. Si può vedere il linguaggio di Drach come estremo esempio di questa dipendenza: l’autore utilizza infatti uno stile definito "protocollare", come se invece di raccontare le vicende dei protagonisti dei suoi romanzi ne stesse stilando un vero e proprio verbale giudiziario. Diventa allora interessante vedere quale sia l’effetto di tale stile sulle sue opere autobiografiche.

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7 Introduzione La letteratura austriaca e il linguaggio del potere Nel presente lavoro si propone un‘analisi di tre opere autobiografiche scritte dall‘autore ebreo austriaco Albert Drach. Le opere in esame coprono il periodo che va dalla metà degli anni Trenta del Novecento fino ai primi anni del secondo dopoguerra. In esse ritroviamo dunque una testimonianza diretta del clima che imperversava in Europa, in particolare in Austria tra il 1935 e il 1938 prima, in seguito in Francia, dove l‘autore si trasferirà negli anni centrali della guerra fino alla sua conclusione, e poi ancora nell‘Austria postbellica. Questo è sì lo sfondo storico delle tre opere, ma la prospettiva della narrazione si concentra invece in tutte e tre le opere soprattutto sulla dimensione privata del protagonista. In tale dimensione agiscono e impongono però la loro determinante influenza gli avvenimenti storici, dall‘annessione dell‘Austria al Reich, agli eventi bellici, alle persecuzioni contro gli ebrei perpetrate dai nazisti. Anche se le tre opere sono state scritte durante il periodo bellico o poco dopo, esse hanno trovato un editore soltanto molto tardi, a partire dagli anni Sessanta. Va in ogni caso tenuto presente che questo autore si inserisce nel solco della particolare tradizione letteraria austriaca. A inizio secolo l‘impero austro-ungarico, o meglio ciò che di esso era ancora rimasto in piedi, si trovava al centro di spinte che lo portarono inevitabilmente verso il suo definitivo declino. «Wiener Jahrhundertwende» («il cambio di secolo viennese») è una definizione che indica non solo il passaggio da un secolo a quello nuovo, ma anche il tramonto di un‘epoca. Si iniziano a percepire i primi segnali dell‘instabilità della «Cacania», ormai ben noto termine coniato dallo scrittore Robert Musil e che sta a indicare la monarchia delle due k, la «k. und k. Monarchie» (kaiserlich und königlich, a indicare il doppio titolo di Francesco Giuseppe, imperatore e re): l‘entità sovranazionale più longeva è ormai divisa in impero d‘Austria e regno d‘Ungheria, da quando nel 1867, anno successivo alla sconfitta subita da parte della

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Parole chiave

autobiografia
campi di concentramento
deportazione degli ebrei
letteratura austriaca
linguaggio protocollare
seconda guerra mondiale
vichy

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