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Il Mercato Alternativo del Capitale (MAC) per le PMI

Negli ultimi decenni l’evoluzione tecnico-organizzativa della maggior parte dei mercati finanziari mondiali è stata impressionante, guidata da un lato dallo sviluppo delle tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni, dall’altro dalla crescente complessità dei prodotti finanziari. Tuttavia, una caratteristica della realtà italiana è rimasta invariata: il binomio “PMI - mercati azionari” non è mai decollato.
Borsa Italiana, nel tentativo di attrarre le aziende di minori dimensioni, ha perseguito diverse politiche volte alla creazione di un listino maggiormente articolato: sono stati modificati i criteri di ammissione alle negoziazioni con l’intento di premiare le possibilità di crescita prospettica delle imprese anziché rigidi e retrospettivi criteri di redditività e, parallelamente, si sono segmentati i mercati (prima con il lancio del Nuovo Mercato, poi con l’istituzione dei segmenti Star ed Expandi) al fine di offrire servizi specifici in base alle diverse esigenze mostrate dalle diverse tipologie di emittenti.
Nonostante questo, però, sia per effetto della storica ritrosia degli imprenditori domestici ad aprire il proprio capitale a soci esterni, sia a causa dell’eccessiva complessità della disciplina giuridica riguardante le società quotate, appesantita a seguito dei numerosi scandali finanziari e senza alcuna differenziazione per le piccole realtà produttive, i risultati conseguiti si sono sempre rivelati al di sotto delle aspettative e ben lontani da quelli registrati in altri Paesi.
Ispirandosi all’esperienza anglosassone dell’Alternative Investment Market (AIM), l’Mtf più importante a livello mondiale, e di altre piattaforme alternative europee che ne hanno adottato la logica di base, il MAC si pone l’obiettivo di promuovere quel definitivo “salto culturale” che potrebbe permettere di annoverare l’Italia nell’ambito di quei Paesi che si affrancano da un tipo di cultura imprenditoriale basata solamente sulla proprietà familiare, le cui imprese tendono ad inserire manager esterni nel proprio assetto organizzativo e considerano il capitale di rischio, l’equity, una valida alternativa che contribuisce a strutturare fortemente la finanza d’azienda.

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Introduzione Il 17 settembre 2007 è diventato operativo il Mercato Alternativo del Capitale (MAC), il primo listino alternativo di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese. Il MAC rientra nella categoria dei cosiddetti Multilateral Trading Facilities (Mtf), sistemi autonomi di negoziazione promossi e organizzati dalla medesima società di gestione dei mercati regolamentati, con l’obiettivo di segmentare la propria offerta attraverso l’istituzione di circuiti di scambio adatti a particolari tipologie di emittenti ed investitori 1 . Il panorama borsistico italiano si è così arricchito di un nuovo comparto concepito e strutturato in base alle peculiarità e agli specifici bisogni delle realtà che costituiscono l’asse portante del sistema produttivo nazionale: le PMI. L’esigenza di creare uno strumento volto a favorirne la capitalizzazione trova fondamento nel fatto che le piccole e medie aziende italiane, tradizionalmente caratterizzate da un eccessivo ricorso all’indebitamento, presentano una dotazione media di capitale di rischio molto spesso inadeguata per far fronte ai cambiamenti che il contesto economico impone e, comunque, inferiore rispetto a quella delle altre imprese comunitarie operanti nei Paesi trainanti (30% del passivo contro il 35% nelle PMI della Germania, il 40% in Francia e il 48% in Spagna). “Si aprono nuovi mercati, aumentano gli scambi internazionali, cambia la geografia della produzione. Lo scenario economico evolve rapidamente e offre opportunità per crescere: le piccole e medie imprese italiane hanno le qualità per coglierle, ma servono soluzioni finanziarie a supporto” 2 . In effetti, a fronte della riconfigurazione continua e sempre più accelerata delle condizioni competitive indotta dal processo di globalizzazione, gli ormai imprescindibili imperativi con cui le piccole realtà produttive si devono confrontare - crescita interna ed esterna, raggiungimento e mantenimento di elevati livelli di concorrenzialità, realizzazione di nuove idee imprenditoriali, maggiore investimento in innovazione tecnologica - mettono in luce i condizionamenti derivati dalle caratteristiche dimensionali e palesano la necessità di un processo di sviluppo teso non solo ad un irrobustimento operativo delle PMI ma, prima ancora, ad un’ottimizzazione 1 I Multilateral Trading Facilities, o Sistemi Multilaterali di Negoziazione, sono regolati in dettaglio dalla direttiva 2004/39/CE sui mercati degli strumenti finanziari, conosciuta meglio con l'acronimo inglese MIFID (Market in Financial Instruments Directive). 2 Il Mercato Alternativo del Capitale per le piccole e medie imprese, presentazione disponibile sul sito Internet gestito da PRO MAC, la società di promozione del mercato.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Sara Riolfo Contatta »

Composta da 211 pagine.

 

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