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Propaganda e ideologia di Stato: la cultura popolare televisiva come strumento di creazione del consenso e del legame identitario in Cina

Tra il 1980 e il 2000, la crescita vertiginosa dei possessori di apparecchi televisivi in Cina è aumentata di pari passo con il numero di ore e di stazioni televisive. La rapida evoluzione ha suggerito al governo di Pechino di concepire nella televisione il nuovo ambito dove mettere in atto la comunicazione fra il centro di potere e le masse. L’avvento del capitalismo, della globalizzazione e del consumismo ha successivamente posto problematiche di natura etica e di indirizzo filosofico.
Il problema che si è cercato di affrontare è quanto appaiano articolate e variegate le visioni offerte dalla narrativa televisiva cinese, e quale rapporto si stabilisca attraverso di esse tra l’autorità centrale e le masse, o quali meccanismi scatenino nel pubblico.
La prima parte di questo lavoro verte sulla presentazione generale del panorama organizzativo e legislativo della televisione cinese, tracciando un profilo degli organi preposti al controllo della produzione e delle più recenti legislazioni in vigore (di cui si fornisce una traduzione) in materia di contenuti narrativi.
Se l'intrattenimento sembra avere un rapporto molto forte con l'indirizzo politico dominante, in particolare con l'impostazione filosofica neoconfuciana che ha fatto da ideologia alle rinnovate istanze nazionaliste del governo, ci sono tuttavia “luoghi televisivi” che fungono da spazi per un discorso antigovernativo.
La figura femminile e la sua evoluzione all'interno della narrativa di questo genere televisivo ha rappresentato poi il centro per un ulteriore approfondimento: la televisione cinese ha proposto inizialmente modelli di madre e moglie virtuosa, ma l'entrata nell'era del consumismo ha visto un riadeguamento dei valori sociali e del suo ruolo nel dibattito fra tradizione e modernità.
Con questo lavoro, si è sperato infine di aprire almeno una finestra sullo sviluppo dell'industria televisiva in uno dei paesi destinati a influenzare, sul piano politico-economico e di riflesso culturale l'incerto “progredire” italiano ed europeo.

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Introduzione Differenti incontri, persone ed esperienze sfiorati in un arco di tempo piuttosto lungo sono la causa principale di questo lavoro. Riassumere le idee che essi mi hanno suscitato è un compito gravoso al quale riconosco dal principio di non poter rendere giustizia. Tuttavia, il breve paragrafo che qui segue potrebbe trovare una sua utilità ricordando alcuni pensieri chiave che potrebbero essere d‘aiuto al coraggioso lettore che volesse proseguire in questo breve seppur non sempre gradevole cammino. Il nucleo di questa ricerca è la volontà di indagare e delineare in maniera generale i processi scatenati dai mezzi di comunicazione di massa, in particolare la televisione, in seno alla società cinese. Una serie domande ha ulteriormente tracciato il percorso che avrei seguito: qual è la relazione che si instaura tra un bacino allargato di spettatori che non hanno alcuna relazione fra loro ma che si rapportano tutti allo stesso mezzo di comunicazione di massa? E quale influenza questo mezzo produce poi sulla loro organizzazione sociale, sulla loro maniera di pensare e concepirsi come gruppo? E ancora, aveva davvero

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Stefano Centini Contatta »

Composta da 251 pagine.

 

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