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Il ruolo della cultura nella traduzione

La tesi consiste nella traduzione di un articolo di Robert Bascom dedicato al ruolo della cultura nella traduzione, con particolare riferimento alla traduzione della Bibbia. L’autore parte dai concetti di «frame culturale» e «framing» tratti dalle opere di Katan e dal concetto di «modelli cognitivi idealizzati» di Lakoff e fornisce alcuni esempi di parole inglesi di uso comune («night», «key») per spiegare come ogni cultura crei mappe mentali differenti per classificare e descrivere la realtà e come la traduzione non possa prescindere dalla diversità delle esperienze e delle categorie mentali degli individui e delle comunità. Il resto dell’articolo è dedicato alla descrizione di come i concetti di reciprocità e di frame e confini fungano da nesso tra un’ampia gamma di termini chiave nell’ambito biblico. Dall’analisi di queste parole ricorrenti delle Sacre Scritture emerge la culturospecificità di queste ultime, che è alla base delle difficoltà traduttive che esse da sempre presentano, obbligando i traduttori a scegliere tra una traduzione parola per parola avulsa dal contesto culturale e sociale contemporaneo, necessariamente diverso da quello dell’antico Israele, compensando questo divario con l’uso di un pesante apparato metatestuale, e una traduzione meno pedissequa che, pur rispondendo a un criterio filologico, sia improntata alla chiarezza e alla comprensibilità per il lettore contemporaneo. La tesi si conclude tracciando un’analogia tra la traduzione della Bibbia e la traduzione giuridica, anch’essa soggetta agli stessi vincoli di culturospecificità, risultanti dai diversi ordinamenti («common law» vs. «civil law») che esprimono una diversa concezione della società.

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Prefazione: L’importanza dell’aspetto culturale nella traduzione della Bibbia Questa tesi verte sull’importanza dell’aspetto culturale nella traduzione, in particolare in due settori in cui la molteplicità e la varietà delle culture implicano la presenza di innumerevoli realia e di termini difficilmente traducibili senza l’ausilio di apparati metatestuali: il settore religioso (traduzione delle Sacre Scritture) e il settore giuridico (raffronto tra ordinamenti di civil law e ordinamenti di common law). La tesi consiste nella traduzione integrale dell’articolo di Robert Bascom «The Role of Culture in Translation» («Il Ruolo della Cultura nella Traduzione»): nella prima parte di questo articolo, Bascom ripercorre le teorie principali emerse nel corso dell’annoso dibattito sul nesso tra cultura e traduzione, concentrandosi in particolare sul testo del 1999 di Katan Translating Cultures e sul testo del 1987 di Lakoff Women, Fire, and Dangerous Things; dal piano teorico passa quindi a esempi pratici di parole di uso quotidiano (tra gli altri, le parole inglesi night e key) per dimostrare come gli esseri umani classifichino la realtà in categorie che differiscono da una cultura all’altra, con implicazioni sulla lingua e di conseguenza sulla traduzione interlinguistica. Tale concetto si rifà agli studi di Benjamin Lee Whorf, da cui si evince che già il pensiero, a seconda della lingua madre della persona che lo formula, è diverso e che il linguaggio lo esprime di conseguenza.. «Perciò l’esistenza delle parole a cui siamo abituati, che a prima vista sono un modo “ovvio” e “naturale” di suddividere il mondo in categorie, influisce in realtà sul nostro modo di pensare» (Osimo 2004: 30). Nella seconda parte dell’articolo, l’attenzione si concentra su alcuni concetti biblici, suddivisi in tre categorie fondamentali: la reciprocità (tsedeq/tsedaqah, ‘emet/’emunah/he’emin, go’el, hesed), la creazione di frame e confini (santità e profanazione, rispettivamente come conservazione e violazione dei confini religiosi- 6

Diploma di Laurea

Facoltà: Scuola sup. di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori

Autore: Cristina Rosa Nazarri Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

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