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La valutazione delle immobilizzazioni materiali

Informazioni tesi

  Autore: Angelo Quaranta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Marco Bisogno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 71

Le immobilizzazioni materiali rappresentano una delle categorie di maggior rilievo all’interno dell’attivo patrimoniale; è opportuno, infatti, rilevare che questa serie di cespiti costituisce una parte considerevole del patrimonio di numerose imprese e può essere definita come elemento essenziale per la comprensione della situazione patrimoniale e finanziaria delle stesse.
La tesi è composta da tre capitoli.
Nel primo capitolo sono illustrate, in generale, le regole contabili che disciplinano la redazione del bilancio susseguite da una descrizione analitica delle voci che compongono la categoria delle immobilizzazioni materiali.
Nel secondo capitolo viene approfondita la tematica della valutazione partendo da una descrizione globale dei due criteri adottabili, il criterio del costo e il criterio del fair value, fino ad affrontare nello specifico i principali problemi, dei quali alcuni, come la determinazione del valore originario e l’ammortamento, sono sviluppati in maniera simile dai due modelli mentre altri, come le svalutazioni, i ripristini e le rivalutazioni, sono sottoposti ad un diverso trattamento a seconda del criterio di valutazione adottato. E’ stato, inoltre, ritenuto doveroso fornire anche delle informazioni su una proposta formulata dall’OIC volta ad armonizzare il quadro normativo che ad oggi si presenta poco uniforme e non privo di sostanziali differenze, infatti, come vedremo, disciplina codicistica e principi contabili internazionali presentano sì dei punti di contatto, ma in relazione ad alcuni argomenti sono distanti.
Il terzo capitolo, infine, ha lo scopo di illustrare i risultati di una ricerca empirica sui bilanci dell’anno 2005 di alcune imprese quotate nei mercati regolamentati italiani, mostrando come queste aziende hanno affrontato i problemi di valutazione esposti nel capitolo antecedente.

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3 Presentazione Le immobilizzazioni materiali rappresentano una delle categorie di maggior rilievo all’interno dell’attivo patrimoniale; è opportuno, infatti, rilevare che questa serie di cespiti costituisce una parte considerevole del patrimonio di numerose imprese e può essere definita come elemento essenziale per la comprensione della situazione patrimoniale e finanziaria delle stesse. Le immobilizzazioni materiali sono dei beni, immobili e mobili, di uso durevole, fisicamente individuabili che costituiscono parte dell’organizzazione permanente dell’impresa. Tali beni vengono normalmente impiegati come strumenti di produzione del reddito nella gestione caratteristica per cui non possono essere né strumenti destinati alla vendita 1 né oggetto di processi di trasformazione per l’ottenimento di prodotti dell’impresa. La categoria è caratterizzata anche dal fatto di essere formata da costi, anticipati o sospesi, comuni a più periodi amministrativi la cui utilità economica sarà ripartita per più esercizi consecutivi. E’ questa la definizione che ci viene fornita dal Principio Contabile nazionale, l’OIC 16 “Le immobilizzazioni materiali” 2 . 1 Poiché se fossero destinati alla vendita dovrebbero essere inseriti nell’attivo circolante. 2 L’OIC 16, nella sua ultima versione del 13 luglio 2005, costituisce la revisione del Principio Contabile n. 16 emanato nel marzo 1996 dal CNDC - CNR

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