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La cultura come fattore determinante per il nuovo posizionamento di Brescia

In questo elaborato mi sono posta l’obiettivo di indagare lo stato culturale della città di Brescia e della sua estesa Provincia. Negli ultimi dieci anni circa è stato attuato dall’Amministrazione Comunale della città, e da diversi partner collaboratori, un piano per rafforzare e creare un’immagine di Brescia sotto il profilo culturale: si tratta di un progetto a lungo termine che vuole dare un valore aggiunto al territorio, al fine di poter posizionare Brescia come una città d’arte. Nell’elaborazione della tesi mi sono quindi chiesta se il posizionamento è realmente avvenuto, quali azioni sono state attuate e se queste possono ritenersi positive o meno. Ho analizzato i dati sui visitatori dei Musei Civici di Brescia e li ho messi a confronto con quelli sulle “grandi mostre”, esposizioni che rientrano nel progetto di posizionamento della città. Ogni paragrafo espone un tassello significativo della storia di questo posizionamento ed ho messo a confronto le teorie dell’economia dei beni culturali recenti con i reali sviluppi in campo culturale messi in atto per Brescia. Ho voluto concentrare l’attenzione principalmente sui Musei della città, sulle Gallerie d’Arte, sulle Associazioni di Artisti, sui Sistemi Museali della Provincia e sulle mostre temporanee. Ho aggiunto alla tesi i pareri, scaturiti dal mutamento della città, che sono sorti nei cittadini ed ho inoltre effettuato interviste all’Assessore alla cultura attualmente in carica, l’Avvocato Andrea Arcai, ed a quello precedente il Professore Paolo Corsini. Il comune denominatore di questi interventi è definibile con il sostantivo di cultura (il fattore determinante), poiché ogni progetto portava e porta in campo iniziative artistiche, aggiungendo così nuovi stimoli alle già presenti realtà museali del territorio. L’obiettivo che mi sono posta ed i risultati che ho potuto esporre mi hanno portato inoltre a sviluppare la proposta di un progetto culturale per la città, nato sulla base di considerazioni reali del mondo dell’arte. Ho scelto di trattare questo tema nella mia tesi perché ha avuto un grande eco nella realtà mediatica, sono stati contrapposti pareri spesso contrastanti e a volte si è creata confusione nei fruitori. Molto spesso infatti il nuovo posizionamento di Brescia è stato identificato con l’inizio delle mostre-evento, ma non è stato così infatti anche precedentemente sono stati attuati eventi più ridotti, ma che hanno avuto grande rilevanza nel panorama culturale cittadino. In letteratura si possono trovare vari studi sull’argomento delle grandi mostre ed ancora maggiori sono gli apporti che trattano della gestione delle aziende culturali. Minori sono invece gli studi sugli impatti economici che questi eventi hanno e per indagare l’ambito strettamente territoriale, oltre che formare una bibliografia specifica, ho cercato notizie ed informazioni in prima persona: mi sono recata al Centro Servizi Musei della Provincia di Brescia, che mi ha fornito il censimento dei musei presenti sul territorio aggiornato a febbraio 2010; alla Fondazione Brescia Musei, dove ho svolto lo stage curricolare, ho potuto reperire molti testi e studi sulle realtà culturali della città, oltre che comprendere in prima persona la gestione dei Musei Civici di Brescia e varie azioni riguardanti la promozione. Ho inoltre seguito la conferenza svoltasi a Brescia di Federculture nell’aprile 2010, reperendo dati fondamentali per l’elaborato. Le interviste sono state un ulteriore e fondamentale stimolo per aggiungere nuovi temi all’elaborato e confrontare le idee che avevo sviluppato con gli esperti nel campo.
La tesi è stata divisa in due parti: la prima parte è composta da sette capitoli, che seguono una logica sequenziale, nei quali ho voluto prendere in esame i casi specifici pensati e messi in pratica a Brescia. Nella seconda parte della tesi ho sviluppato la proposta di un progetto culturale per la città.

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1 Capitolo 1 – Prima Parte 1. Il posizionamento di Brescia Ogni territorio può vantare caratteristiche che lo rendono unico rispetto ad altri luoghi. Simboli, contenuti, leggende, personaggi, valori che ne alimentano la fama: Giulietta e Romeo sono riconosciuti internazionalmente nella loro città, Verona, insieme alla storica Arena. Se penso a Cremona associo immediatamente la città a Stradivari ed alla liuteria, come Mantova alla storica famiglia dei Gonzaga. Quasi ogni città d’Italia ha avuto la fortuna di restare ben impressa nella memoria della sua gente ed anche di poter estendere la sua riconoscibilità ad un pubblico di turisti esteri. Un simbolo che diventa per la città un valore importante nell’invogliare alla sua visita: Pisa e la sua Torre, Padova e la Cappella della Scrovegni. Tra le città del Nord Italia, purtroppo, Brescia rimane senza una “leggenda” nella propria lunga storia. Non ha un’aura culturale ed artistica che la renda identificabile ed inoltre non è mai stata meta del Grand Tour. A mio parere un simbolo che potrebbe caratterizzare Brescia potrebbe essere il suo Castello. Già sede di due musei: il “Museo delle Armi Luigi Marzoli” e il “Museo del Risorgimento”; costruzione di valore storico, artistico ed architettonico. Un’area, quella del castello, che per Brescia ha rivestito durante la storia dell’unione d’Italia momenti di importanza nazionale. Purtroppo il Castello non è visibile dal centro città, ma rimane nascosto dalla vegetazione che lo circonda. Forse questa sua dislocazione non ha consentito di renderlo simbolo della città, sempre se si sia mai pensato a ciò. In termini tecnici i contenuti della città sono la marca che la connotano e costituiscono il presupposto per una politica di differenziazione sulle qualità reali del territorio e i valori psicologici ad esso assegnati dai fruitori, che comprendono sia i residenti che i turisti. La creazione della cosiddetta marca territoriale o brand deve fondarsi su caratteristiche distintive che riflettano la cultura del territorio, queste devono tenere conto della percezione che gli individui hanno del territorio, inoltre devono seguire un lungo termine di sviluppo e specialmente “uscire dal mucchio” della concorrenza. La marca è l’immagine, il simbolo del

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Carlotta Righettini Contatta »

Composta da 161 pagine.

 

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