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La lingua di Dio. Anselmo e Gödel alla prova.

La nostra trattazione si interroga su Kurt Gödel e su come costui si approcciò alla prova dell’esistenza di Dio.Tale studioso non si limitò ad apportare nuovi tasselli nel grande ed incompleto mosaico della conoscenza logico – matematica, in particolare, e della conoscenza epistemica, in generale; ma apportò un’effettiva rivoluzione, unica nel suo genere, che solo una mente massimamente impegnata nella ricerca, come quella di Gödel, poteva conquistare.Ci inoltreremo nei fili della contorta matassa, per alcuni versi, che è la vita di tale studioso scoprendo che una figura così semplice e complessa simultaneamente non poteva che rivestire le spoglie di un genio.Il nostro excursus dovrà innanzitutto fronteggiare quelle che potrebbero apparire, in un secondo momento, difficoltà cognitive e, per poter far fronte a ciò, dovremmo percorrere un sentiero particolare.In virtù di tutto ciò la prima cosa che faremo sarà interrogarci circa il rapporto tra matematica e filosofia: cercheremo di chiarire se vi è un effettivo relazionarsi delle due discipline e qualora vi fosse, indagare quale tipo di rapporto vi è.Inoltre, ci sospingeremo in quello che può essere considerato un baratro buio dilagante tutt’ora: matematica e filosofia, si tratta di un rapporto controverso?Noteremo, a tal punto, che, probabilmente, è proprio la domanda da noi congetturata a muovere studiosi come Wang e Weyl che nelle loro opere, rispettivamente From Mathematics to Philosophy e Philosophy of Mathematics and Natural Science, indagano proprio ciò apportando significativi contributi per la nostra trattazione. Ci avvarremo anche dell’ausilio dei testi di Cellucci e dell’opera di Mangione – Bozzi così da poter gettare delle solide basi per il nostro excursus.Dopo il profilarsi di tale indagine che ricoprirà il ruolo, per noi, di punto di riferimento, andremo a focalizzare la nostra attenzione su Kurt Gödel.Indagheremo, quindi, sulla sua vita in quanto essa stessa strettamente connessa agli sviluppi della sua ricerca.
In merito a ciò ci affideremo ai tre volumi delle Opere e, per avere un quadro ancora più ricco e per riuscire a cogliere meglio la singolare figura di questo studioso, ricorreremo agli scritti di Dawson, Casti e De Pauli, e Berto certi del fatto che ci hanno consegnato, seppur ogni studioso in modo differente, una introduzione interessante e a noi utile, sia per quanto concerne la personale vita di Gödel, sia per il modo di tale studioso di approcciarsi allo studio, sia come avviamento per la nostra conoscenza circa l’effettivo e singolare, di volta in volta, studio dei suoi contributi.A tal punto non possiamo non parlare dell’opera di Nagel e Newman in concomitanza con la trattazione degli studi di Hilbert, in modo da evidenziare il percorso e il peso effettivo delle scoperte di Gödel e del significativo apporto che stravolse il precedente procedere della logica stessa e avviando quella che possiamo definire “rivoluzione gödeliana”. Introdurremo, quindi, i suoi maggiori contributi sul campo della ricerca e dell’applicazione facendo riferimento ai suoi saggi e ponendoli in concomitanza con alcuni risultati di Tarski riportati negli stessi anni.
Solo dopo aver ben spianato il nostro percorso introdurremo una trattazione che si mostrerà meno inconsueta di quanto, ad un primo sguardo, possa sembrare: la tematica di Dio e la prova logica della sua esistenza.Perché un matematico dovrebbe trattare una tematica che sembra così distante da ciò che ogni giorno generalmente, si pensa, che tratti?La logica può accostarsi alla teologia?Perché un logico dovrebbe avvicinarsi a tematiche come l’esistenza di Dio?Noteremo, fin da principio, che Gödel non fu l’unico “matematico” ad interrogarsi circa il concetto di Dio: infatti cercheremo di mostrare che l’oggetto Dio venne indagato da non pochi studiosi, siano stati filosofi o matematici, appunto, siano stati credenti o atei.A tal punto accoglieremo come scialuppe le opere di Timossi e di Henrich, che ci forniscono un utile excursus non solo tematico ma soprattutto storico dei maggiori autori che presero in considerazione l’esistenza di Dio e la sua dimostrabilità.Tratteremo tale tematica da diversi punti di vista cercando di cogliere cosa apportano pensatori differenti posti di fronte a quella che ci appare una tematica universale.Ciò che a tal punto ci appare di notevole rilevanza è il rapporto, da noi posto come di contrappunto, tra Anselmo D’Aosta e Gödel.Investigheremo, dunque, se si tratta davvero di un rapporto di contrappunto, e, nel fare ciò, ci addentreremo direttamente nelle rispettive opere concernenti l’argomento ontologico: il Proslogion e l’Ontologisches Bewies.Infine apporteremo il punto di vista di Peirce così da rendere il nostro mosaico, finalmente, completo in quanto coglieremo quel coniugarsi tra sintassi e semantica da noi ricercato.

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Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valentina Tarsitano Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 923 click dal 07/03/2011.

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