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Definizioni e caratteristiche delle diverse dimensioni della personalità: tipi diurni e tipi notturni

Ognuno di noi ha un suo particolare modo di vedere la realtà, di reagire agli stimoli, di pensare, provare emozioni, porsi obiettivi e finalità… in una parola, possiede una sua specifica “personalità”.
Conoscere il nucleo della propria individualità, ciò che, pur nella condivisione dei tratti comuni della natura umana, ci rende assolutamente unici e diversi da qualsiasi altra persona, è stata sempre una delle aspirazioni fondamentali dell’uomo. A tale bisogno ha cercato di rispondere la psicologia della personalità e delle differenze individuali.
Già dagli inizi del secolo le differenti personalità erano oggetto di studio e si differenziavano, in base agli stili di vita, i tipi del mattino e i tipi della sera. Attualmente la tipologia circadiana, cioè essere un tipo del mattino (mattutino) o della sera (serotino), è considerata in ambito cronobiologico che cronopsicologico, tra le più importanti fonti di differenze individuali. Numerosi i parametri fisiologici e psicologici studiati.
In base ai ritmi di attività-riposo gli individui possono essere distinti in diversi livelli cronotipici: mattutini, intermedi e serotini. La differenziazione cronotipica, all'interno di questo continuum, si stabilisce su diversi stili di vita. I mattutini preferiscono, per svolgere a pieno attività fisiche e mentali, la mattina. All'opposto i serotini preferiscono la sera. La tipologia intermedia non esibisce una chiara preferenza per la prima o la seconda parte della giornata. Gli aspetti che distinguono maggiormente la tipologia circadiana sono l’ora del giorno di massima efficienza cognitiva e fisica e, tendenzialmente, l’ora del risveglio quando l’individuo non deve rispettare obblighi sociali.
Per quanto riguarda le relazioni tra la dimensione diurna-notturna e i tratti di personalità si evince che i tipi diurni, detti anche “allodole”, sono in genere persone ordinate, diligenti, precise, laboriose e scrupolose; per contro i tipi notturni, detti anche “gufi”, sono dotati di maggiore anticonformismo, originalità, apertura alle novità e all’esperienza.
Le importanti differenze comportamentali osservate tra i livelli cronotipici estremi ha indotto i ricercatori a cercare spiegazioni non soltanto in ambito biologico. Il seguente lavoro fornirà una rassegna di dati relativi alle differenze individuali come il sesso, l’età, la performance cognitiva, la tipologia circadiana, l’introversione-estroversione ed altre ancora che sono state oggetto di studi negli ultimi trent’anni.

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4 CAPITOLO I Dalla Cronobiologia alla Cronopsicologia 1.1. Cronobiologia La cronobiologia (dal greco kronos, tempo, "studio dei tempi biologici") è la scienza che studia il bioritmo, cioè le fluttuazioni periodiche di funzioni e parametri biologici degli organismi viventi. Il tempo rappresenta una dimensione essenziale negli esseri viventi, il tempo biologico è sia lineare (tempo cronologico) che ciclico (tempo periodico). La cronobiologia prende in considerazione gli eventi biologici e ciclici, o periodici, che si ripetono con diverse frequenze e che vengono quindi definiti ritmi biologici. L‟attività ritmica è fondamentale per gli esseri viventi; un organismo, cosi come tutte le sue componenti, non funziona costantemente, ma presenta oscillazioni qualitative e quantitative nei suoi processi biologici. L‟esistenza di ritmi biologici è una caratteristica peculiare di tutti gli organismi viventi da quelli unicellulari a1l‟uomo e sono presenti a tutti i livelli di organizzazione: dall‟organismo, ai tessuti, alle cellule e alle strutture subcellulari. I termini correlati cronomica e cronoma sono stati utilizzati in alcuni casi per descrivere sia i meccanismi molecolari coinvolti nei fenomeni cronobiologici o gli aspetti più quantitativi della cronobiologia, particolarmente quando è necessario confrontare i cicli di diversi organismi. Tra i ritmi biologici più studiati, in quanto giocano un ruolo fondamentale nelle funzioni degli esseri viventi, vi sono quelli con periodicità di circa 24 ore, definiti ritmi circadiani (circa dies: quasi un giorno). Tali ritmi sono di estrema importanza in quanto consentono all‟organismo di sincronizzarsi e reagire ai cambiamenti ambientali. Gli studi cronobiologici trovano ausilio in diverse discipline come anatomia comparata, fisiologia, genetica, biologia molecolare ed etologia degli individui. Le variazioni dei tempi e della durata dell'attività biologica negli organismi viventi si verifica per molti processi biologici essenziali. Ciò si verifica negli animali (il mangiare, dormire, l‟accoppiamento, l‟ibernazione, la migrazione, la rigenerazione cellulare, ecc...) e nelle piante (movimenti delle foglie, reazioni fotosintetiche, ecc…).

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Simona Casula Contatta »

Composta da 43 pagine.

 

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