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Il ruolo della fiaba nello sviluppo del bambino

Informazioni tesi

  Autore: Alice Fantino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche dello sviluppo e dell'educazione
  Relatore: Gabriella Borca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 33

Ho trattato il tema della fiaba perché ritengo che ricopra un ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo sano del bambino. Ho analizzato le caratteristiche principali, le funzioni e l'importanza della fiaba, con particolare attenzione alla magia, elemento fondamentale che permea il contenuto delle storie: il pensiero magico è tipico dell’organizzazione mentale del bambino e dei suoi scambi con la realtà.
Da ciascuna fiaba ognuno può trarre un insegnamento adeguato alla propria situazione del momento, una propria morale personale che possa fungere da aiuto ai problemi e ai conflitti interiori, e così attraverso la fiaba il bambino, oltre che esercitare ed amplificare la propria immaginazione, coglie messaggi personali da applicare alle sue difficoltà, che anche se possono apparire banali, sono per lui insormontabili.
Mi sono servita del pensiero di grandi scrittori, come Bettelheim, Propp e Rodari. La fiaba non è “tutto” ciò che serve al bambino, ma è sicuramente un mezzo essenziale per sviluppare la sua creatività, la sua immaginazione e la sua flessibilità mentale.
La fiaba costituisce un validissimo strumento educativo, grazie a numerose sue caratteristiche e funzioni, in primis perché va a toccare nel bambino la molla dell’immaginazione, essenziale per la formazione di un uomo completo: il bambino cresce e sviluppa il proprio intelletto giocando e divertendosi.

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1. LA FIABA 1.1 Definizione e origini La fiaba è un tipo di narrativa originaria della tradizione popolare, caratterizzata da componimenti brevi e centrati su avvenimenti e personaggi umani reali o fantastici, come fate, orchi, giganti, maghi, streghe, gnomi. Si distinguono dalle favole, i cui protagonisti sono in genere animali, e il cui intento morale è maggiormente esplicito. Alla loro nascita le fiabe erano un piacevole intrattenimento per chiunque, e “davanti il fuoco” erano gradite ad adulti e bambini di entrambi i sessi, erano storie popolari o tradizionali, patrimonio orale delle classi meno colte. Balie e inservienti non istruite trasmisero poi queste narrazioni ai bambini di classi alte e medie di cui si prendevano cura (Cook, 1974). In Italia la fiaba letteraria come forma di racconto breve scaturì dall’attività che era fiorita a Firenze durante il XIV secolo e che aveva portato alla produzione di varie raccolte di novelle in italiano e in latino sotto l’influenza del Decamerone di Boccaccio. Egli istituì un modello per tutti i futuri scrittori di tale genere, con la sua cornice narrativa e il suo stile sofisticato. Grazie al lavoro di Boccaccio la novella divenne un genere letterario interessante di cui molti altri autori, italiani ed europei, fecero esperienza. Fu una sorta di reazione a catena che culminò nell’opera dei fratelli Grimm, i quali all’inizio dell’Ottocento seppero descrivere con sobrietà e attendibilità le storie del loro tempo, permettendoci oggi di avere accesso ad un repertorio autentico e fedele di racconti popolari. Tali opere si differenziano dalle “fiabe d’autore”, come quelle di Perrault o Andersen, i quali si presero invece delle libertà rispetto alla tradizione: essi crearono le loro fiabe in gran parte per esprimere le proprie visioni circa i bambini e i giovani e per prepararli ai ruoli che ritenevano dovessero idealmente assumere nella società. Vi è dunque un velato intento di civilizzare i lettori, di regolamentare la natura interna ed esterna dei bambini: due fiabe più di altre sono rivelatrici di tale aspetto, “Cappuccetto rosso” e “Cenerentola” (Zipes, 2006). La fiaba risulta particolarmente importante per lo sviluppo del bambino, per la sua forte capacità evocativa, e per tanto formativa, sia sul piano narrativo che su quello dell’immaginario: la fiaba non è “tutto” ciò che serve al bambino, ma è sicuramente un mezzo in grado di stimolare la sua creatività. Ed è per questo che viene ritenuto un importante strumento che ieri come oggi deve essere utilizzato da parte degli adulti - soprattutto i genitori - nonostante il progredire della tecnologia: spesso infatti le fiabe vengono accantonate e il loro posto viene preso da strumenti

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