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I processi di integrazione nei mercati regolamentati

La struttura dei mercati finanziari ha subito negli ultimi dieci anni profondi cambiamenti.
La creazione dell’area Euro, lo sviluppo di nuove tecnologie e l’avvio del processo di demutualizzazione sono stati sicuramente fattori che hanno favorito i processi integrativi dei mercati finanziari europei.
Il processo di demutualizzazione, in particolare, è stata una forte spinta per accelerare l’integrazione dei mercati che era stata avviata agli inizi degli anni Novanta.

I modelli organizzativi precedenti trovavano un fondamento logico in due diversi approcci all’attività di borsa: da un lato un approccio mutualistico, dall’altro un approccio continentale.
L’approccio mutualistico si basa fondamentalmente sull’aspetto relazionale degli scambi, la borsa viene vista come una cooperativa di intermediari. Questo tipo di concezione era propria dei mercati anglosassoni.
L’approccio continentale, invece, attribuisce alla borsa una funzione pubblica e in quanto tale si riteneva opportuno dovesse essere svolta da soggetti di natura pubblica. Questo concetto scaturisce dal fatto che lo scambio di valori mobiliari coinvolge direttamente il pubblico risparmio. Il riconoscimento del risparmio come bene da tutelare è un motivo sufficiente a giustificare la presenza diretta dello Stato nella gestione dei mercati mobiliari. La borsa viene quindi gestita in base a logiche e con le finalità tipiche della pubblica amministrazione.
Con il processo di demutuliazzazione è stata affermata quindi la natura imprenditoriale della gestione dei mercati, separando, almeno concettualmente, i soggetti che gestiscono i mercati da coloro che lo utilizzano.
Nel presente lavoro si è proceduto ad analizzare in che modo si è sviluppato il processo di integrazione nei mercati finanziari regolamentati europei, quali processi integrativi sono stati scelti e le modalità con cui sono state effettuate tali scelte.
Da questa analisi sono stati evidenziati i motivi che hanno favorito i processi di integrazione, cioè l’utilizzo di un’unica moneta europea e lo sviluppo e la condivisione di nuove tecnologie, la possibilità di sfruttare econome di scala e la diminuzione dei costi delle operazioni per i soggetti che utilizzano il mercato. Sono emersi anche i motivi per i quali alcuni processi integrativi non sono giunti a conclusione come ad esempio il progetto International Exchange (IX).

A causa dei problemi che sono sopraggiunti in seguito alla crisi finanziari che si è avuta negli ultimi due anni si è reso ancora più evidente la necessità di un organo di vigilanza a livello europeo.
Il Parlamento Europeo nella seduta del 20 settembre 2010 ha dato il via libera per l’istituzione di tre authority che dovranno vigilare su banche, assicurazioni e mercati finanziari.

Nel presente lavoro sono stati analizzati processi di integrazione falliti (IX), e le integrazione che invece sono giunte a buon fine come il progetto Euronext.
L’ultima integrazione riuscita, da un punto di vista temporale, è la creazione del London Stock Exchange Group, risultato della fusione tra Borsa Italiana e il London Stock Exchange.

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1 CAPITOLO 1 La struttura dei mercati finanziari 1.1 L'approccio Mutualistico e approccio Continentale Negli ultimi dieci anni la struttura del mercato mobiliare ha subito profondi cambiamenti. Tra gli elementi principali di innovazione vanno richiamati l’avvio dell’ Unione monetaria europea, l’ampliamento delle potenzialità operative dell’Information and Communication Technology (ICT), l’evoluzione del contesto normativo a livello internazionale. Con riferimento al primo punto possiamo affermare che l’introduzione della moneta unica costituisce un elemento che ha accelerato i processi di integrazione dei mercati nazionali, ciò anche dovuto all’eliminazione del rischio di cambio nell’area Ume. Le tecnologie, poi, rendono disponibili sistemi di negoziazione telematici che consentono agli operatori di effettuare direttamente scambi su mercati anche diversi da quelli nazionali di riferimento a condizioni altamente competitive rispetto a transazioni svolte su mercati domestici. Il quadro normativo, infine, fornisce la legittimazione istituzionale ai cambiamenti precedentemente accennati. La direttiva europea sui servizi di investimento (Ce 22/93) ha avuto infatti l’intensificazione dei processi di integrazione fra mercati finanziari. Le innovazioni che hanno interessato le Borse Valori europee hanno prima di tutto modificato il concetto stesso di borsa. Infatti gli interventi normativi, le novità tecnologiche e l’utilizzo di un’unica moneta hanno contribuito ad abbattere le barriere d’ingresso tra i vari mercati e a ridurre la segmentazione del mercato mobiliare europeo. Si è passati da un concetto di borsa alla quale si riconosceva natura privata ad un orientamento al profitto. I modelli organizzativi precedenti trovavano un fondamento logico in due diversi approcci all’attività di borsa: da un lato un approccio mutualistico, dall’altro un approccio continentale.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Serena Gaeta Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

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