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Appetibilità del mercato cinese: percorso evolutivo e modalità d'ingresso

Questa tesi si propone di analizzare nel suo complesso il modello economico della Repubblica Popolare Cinese e, cercando di comprenderlo, ripercorrerà il processo di riforme economiche e strutturali che hanno reso la Cina una potente economia capace di influenzare il mondo, ma anche di attirare investimenti dall’estero.
Il lavoro parte con un’iniziale indagine storica su quello che è stato il processo di liberalizzazione cinese partendo dalle prime riforme di fine anni ’70, arrivando all’ingresso nella WTO, ovvero attraverso quella che è stata la strada verso la membership all’organizzazione mondiale del commercio.
Senza ripercorrere il processo storico iniziato con la “politica della porta aperta” di Xiaoping, non si riuscirebbe a capire come uno stato basato su un’economia agricola e pre-industriale di stampo socialista, possa essere diventato un concorrente vincente per i Paesi industrializzati.
Sempre nel primo capitolo verrà affrontato il tema della politica commerciale cinese, ormai matura e pronta a incontrarsi e scontrarsi con le altre. Verranno dunque analizzate le partnership fino a qui formatesi e quali effetti la politica commerciale cinese ha avuto e continua ad avere sul mondo.

Nella seconda parte, invece, verrà svolta un’indagine sulle caratteristiche interne dell’economia cinese. Verranno affrontati uno alla volta temi quali il sistema bancario, quello finanziario e fiscale, le aziende di stato, il loro peso e la loro gestione; si proseguirà poi analizzando i vantaggi competitivi dell’economia cinese e verrà fatta una panoramica anche su aspetti socio-economici: il progresso tecnologico in corso, la differenza di sviluppo tra le province, la corruzione e la Guanxi.

Il terzo capitolo è la parte fondamentale di questo lavoro; dopo un percorso approfondito, che ha portato all’estrapolazione di molti aspetti della storia e della vita economiche cinesi, si va ad indagare sui flussi di investimento diretti in Cina. Da dove vengono, a che zone sono destinati, perché arrivano e quale impatto hanno sull’economia cinese; verranno mostrate e studiate le varie modalità con cui le aziende straniere possono entrare nel mercato cinese e trarre profitto.
Verrà dunque dimostrato che la Cina è un gigante economico ormai presente, che, però, come tutte le economie presenta punti di forza e di debolezza. La sfida per le imprese del resto del mondo non è quella di non farsi schiacciare, nemmeno quella di sopravvivere, ma entrare a far parte di un sistema che può essere usato anche a proprio vantaggio.

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9 CAPITOLO 1 1.1 EVOLUZIONE STORICO-ECONOMICA DELLA R.P.C. 1.1.1 L’apertura al mondo e le riforme strutturali Per avere una visione completa dell’economia cinese dovremmo analizzare la Repubblica Popolare Cinese almeno dall’epoca del colonialismo inglese. Questo però non è l’intento del presente lavoro; dato per assodato il fatto che la R.P.C. è arrivata ad avere un economia socialista nel dopo-guerra, l’indagine si pone l’obiettivo di stabilire quale evoluzione abbia fatto mutare la situazione in quella che conosciamo oggi. Per una panoramica storica si può considerare l’analisi fatta da Li Gongyou, il quale ha diviso in varie fasi lo sviluppo dell'economia cinese negli ultimi sessant’anni. [1] La prima fase, quella pre-comunista, fino alla proclamazione della Repubblica Popolare Cinese avvenuta nel 1949, viene definita a economia semicoloniale e semifeudale, in cui l’economia era nelle mani dei signori locali e delle colonie inglesi e portoghesi. La seconda, comunista vera e propria, fino alle riforme di Deng Xiaoping, fu caratterizzata dal tentativo di realizzare un'economia pianificata centralizzata; il primo piano quinquennale, di stampo sovietico, fu quello 1953-1957. La terza fase, partita con il programma delle "Quattro Modernizzazioni" (agricoltura, industria, scienza e tecnica, forze armate), è durata fino metà degli anni Novanta e ha coinciso con l'apertura a un'economia socialista di mercato. Autore di questi cambiamenti è stato Deng Xiaoping, storico leader del Partito Comunista Cinese, Vice-Primo Ministro e Capo di stato Maggiore dell’esercito. Nel 1978 la situazione economico-sociale cinese, dopo secoli di impero e una prima esperienza marxista-leninista, era drammatica. Per cercare di costruire una nazione moderna, mantenendo fede alla dottrina socialista, Deng Xiaoping propose di adottare “un socialismo con caratteristiche cinesi”. Tale soluzione prevedeva la riduzione del ruolo e del peso dell'ideologia per quanto riguardava le decisioni economiche e l'efficacia delle linee di condotta da seguire. [1] http://www.corriereasia.com/cina/storia_della_cina.shtml

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Simone Scarpellini Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

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