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Psicobiologia dell'invecchiamento cerebrale e demenza di Alzheimer

Molte malattie neurologiche, come le demenze e la malattia di ALZHEIMER, aumentano la loro incidenza con l'aumentare dell'età. Risulta, quindi, importante saper distinguere le modificazioni fisiologiche dell'invecchiamento da una vera patologia neurologica, meritevole di approfondimenti diagnostici. Nell'invecchiamento cerebrale si assiste a una modificazione morfologica e funzionale delle cellule nervose, che comporta una riduzione del numero e del volume dei neuroni e del numero delle sinapsi, con associata atrofia cerebrale.Oltre a ciò, sia nel cervello di anziani sani che nel cervello di pazienti con demenza di Alzheimer, si assiste alla comparsa delle placche senili, anche se in concentrazioni e distribuzioni differenti.Dal punto di vista neuropsicologico, l'invecchiamento cerebrale comporta un rallentamento nei processi di apprendimento e una
riduzione della velocità di esecuzione di compiti e risoluzione di problemi, senza tuttavia comportare seri danni funzionali, in quanto solitamente il soggetto anziano riesce a compensare efficacemente tali limitazioni. Con l'avanzare dell'età, si osservano deficit della memoria, in particolare della memoria anterograda, mentre non si osservano alterazioni tipiche della demenza quali afasia, aprassia costruttiva
ideomotoria, rallentamento motorio e bradicinesia. La distinzione fra invecchiamento fisiologico e patologico non risulta tuttavia netta, includendo vari stadi intermedi tra invecchiamento cognitivo fisiologico e sindrome dementigena vera e propria, in cui solo l'osservazione nel tempo può consentire di discriminare le forme in grado di sfociare in stati di demenza.

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1 INTRODUZIONE L’invecchiamento della popolazione, caratterizzato da un prevalente aumento della componente piø anziana, sta comportando una preoccupante crescita di soggetti malati, così come un progressivo allungamento dell’aspettativa di vita in condizioni di disabilità cronica. La dimensione demografica dell’invecchiamento della popolazione mette in evidenza le conseguenze di ordine economico, sociale ma soprattutto psicologico e umano legate a questo fenomeno. Tali conseguenze stanno comportando una nuova ristrutturazione sociale, politica, economica, nonchØ un attento esame in ambito psicologico. Le condizioni dell’anziano, i suoi specifici bisogni e le strategie politico-sociali per rispondervi in maniera adeguata, costituiscono un problema cruciale della società contemporanea. Attualmente, vi è una forte spinta a negare l’inevitabile precarietà della condizione umana; inoltre, l’uomo ha sempre cercato di contrastare i processi degenerativi connessi con l’invecchiamento, percepito come un declino progressivo che conduce inevitabilmente alla morte dell’individuo. Fra gli aspetti di questo declino, quello che maggiormente preoccupa per la massiccia perdita di controllo sulla realtà è il deterioramento cognitivo, legato all’involuzione delle strutture nervose superiori. Pertanto, esplorare i meccanismi cerebrali che degenerano nell’età avanzata, analizzare i processi cellulari, i fattori genetici e ambientali che determinano o accelerano i normali processi di senescenza, e sviluppare e migliorare le tecniche utili a fronteggiare le numerose patologie che colpiscono frequentemente l’anziano, assume un’importanza strategica.

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Valentina Turco Contatta »

Composta da 83 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.