Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'apprendimento nel gruppo Intesa SanPaolo. Analisi e critica dei metodi formativi nel principale gruppo aziendale bancario italiano.

Come insegnano gli studiosi della prospettiva culturale e situata, non è possibile distinguere nell'operato di chi lavora i momenti dedicati all'apprendimento e quelli nei quali si opera soltanto. Infatti fare, è sempre anche imparare. L'analisi che propongo ha comunque l'ambizione di andare oltre lo studio del contesto lavorativo e di apprendimento dell'azienda, per porre al centro dell'interesse la capacità squisitamente umana di attribuire significato agli eventi.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione La tesi proposta adotta una visione del lavoro come attività culturale e situata. Secondo tale prospettiva i contesti lavorativi sono considerati “complessi sistemi di pratiche sociali e come uno dei contesti più importanti di mediazione culturale con il mondo, permettendo di tenere uniti lo studio delle pratiche di apprendimento, di comunicazione e lavoro.” [Zucchermaglio, 1996] A partire da tali assunti, appare illuminante il pensiero di Vygotskij, secondo il quale l’apprendimento ha luogo attraverso l’interazione con altri membri della società, membri più competenti nelle pratiche sociali e nell’uso di quegli strumenti essenziali per mediare le attività cognitive individuali. Anche Dewey, nel 1916 assumeva una posizione molto simile, affermando che: “Ogni individuo è cresciuto e sempre dovrà crescere, in un medium sociale. Le sue risposte diventano intelligenti, o hanno senso, semplicemente perché egli vive e agisce in un medium di significati e valori condivisi.” E ancora: “L’ambiente sociale […] è realmente educativo nei suoi effetti proprio nel grado con cui un individuo condivide partecipa a molte attività congiunte. Nel condividere forme di attività associate, l’individuo si appropria degli scopi per cui le svolge, diventa familiare con i suoi metodi e contenuti, acquisisce le abilità necessarie e si riempie del suo spirito emotivo.” Nella ricerca svolta mi sono basata sui principi della teoria dell’attività di Leont’ev (1959/1963), che sposa la concezione culturale della realizzazione delle funzioni cognitive umane. Tale teoria considera l’acquisizione delle conoscenze come aspetto centrale nei sistemi di attività, anche se non finalizzati formalmente alla formazione. Tali conoscenze vengono acquisite individualmente ma sono strettamente legate alla specifica natura dell’attività nella quale l’individuo è coinvolto. Il come e il perché noi interagiamo con le persone, gli strumenti e i concetti danno forma a come impariamo e comunichiamo in quel contesto di attività. Ecco perché gli scopi e le condizioni delle attività sono essenziali per spiegare le differenze nei modi in cui gli individui costruiscono le conoscenze in diversi domini di competenza, dato che le condizioni possono essere più o meno funzionali a sostenere certe forme di acquisizione delle conoscenze. Infine, secondo la teoria dell’attività tutti i sistemi di conoscenze sono formati sulla base delle pratiche sociali condivise da particolari gruppi sociali. In questo ambito per sistema di conoscenze si 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Laura Medici Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 526 click dal 19/04/2011.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.