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Da la Bohème (1986) a Rent (1996): intertestualtà e dialettica dei generi nel teatro musicale

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Margiotta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Arti e scienze dello spettacolo
  Corso: Scienze Umanistiche
  Relatore: Emanuele Senici
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

La tesi tratta il rapporto che lega due generi apparentemente opposti del teatro musicale: l'opera lirica classica e il rock musical attraverso l'analisi della Bohème di Puccini e Rent di Jonathan Larson, che è una riattualizzazione dell'opera pucciniana. Entrambe le opere narrano la storia di un gruppo di giovani Bohèmiennes contemporanei, che combattono contro la povertà. Nell'opera lirica però la protagonista muore di tisi, mentre nel musical larsoniano a fare paura è l'aids, che deriva dall'uso di droga. Oltre ad un chiarissimo mutamento di stile musicale (dalle arie di puccini si passa a musiche totalmente rock) le differenze riguardano soprattutto la trama ed il suo sviluppo. NElla stesura sono stati utilizzati per lo più testi americani. Il primo capitolo analizza Rent: la trama, la struttura e la composizione musicale. Nel secondo capitolo si analizza La Bohème, l'idea originale e gli apporti dei co-autori, la realtà nella quale è stata composta e presentata al grande pubblico e i temi principali dell'opera per poi cercare peculiarità e le similitudini che legano i due spettacoli, giungendo a conclusioni ninet'affatto scontate.

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INTRODUZIONE Nel panorama teatrale contemporaneo oltre agli spettacoli di prosa, particolare successo riscontra in Italia e all‟estero il genere del musical, che al talento recitativo dell‟artista in scena affianca una necessaria preparazione in discipline quale il canto e la danza. Il nuovo genere, “figlio” della più antica forma dell‟opera e dell‟operetta italiana, nasce in America negli anni Venti del Novecento, per poi conoscere un momento di particolare fioritura nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta sia in patria che nel Vecchio Continente. 1 Nel corso dei decenni, critici e compositori hanno distinto differenti tipologie di musical, a seconda dello stile musicale utilizzato, delle coreografie e del soggetto portato in scena. Tra questi, particolare importanza ai fini di questo mio lavoro assume il cosiddetto “Rock musical”, teorizzato per la prima volta dal critico americano John Rockwell, che indicò con questo termine gli spettacoli nei quali “L‟idioma musicale utilizzato sia il rock and roll.” 2 Rispetto alla più antica rappresentazione lirica, distintivi risultano, nel genere del musical, i dialoghi recitati che interrompono il fluire della musica (che non mira solo ad enfatizzare il sentimento del protagonista ma contribuisce a portare avanti la narrazione) nonché la danza, che diventa protagonista della scena quanto musica e parola, fino ad essere talvolta il centro della trama dello spettacolo (A Chorus Line, Dancin’) 3 richiedendo all‟artista in scena di avere maggiore confidenza con l‟arte coreutica che con quelle prettamente teatrali della recitazione e del canto. Anche lo stile musicale, d‟impronta moderna, con melodie ed accompagnamenti d‟impronta pop o rock, è assolutamente peculiare, così come innovativo è lo stile canoro, lontano dalle arie e dalla tecnica dello stile operistico, sostituite da un canto “naturale” (come nel caso di Rent, Tutti insieme appassionatamente, Cabaret) o semi-impostato (The Panthom of the opera, Cats, Anything Goes), lontano dalle ricercatezze dei vocalizzi 1 AAVV, The Cambridge Companion to the Musical, a cura di William Everett e Paul R. Laird, seconda edizione, Cambridge, Cambridge University Press, 2008 2 Scott Warfield, From Hair to Rent: is a rock a four-letter word on Broadway?, in The Cambidge companion to the musical, cit. pp.235-236 3 Laird, ivi pp. 220-232

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