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L'arte svelata. La madonna del Rosario: la ricerca della materia attraverso strumenti tecnologici

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Di Ganci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2010-11
  Università: Accademia di Belle Arti e del Restauro Abbazia di San Martino delle Scale
  Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali
  Corso: Pittura, sperimentazione, restauro pittorico
  Relatore: Belinda Giambra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 77

Un piccolissimo tassello di un enorme mosaico, ma anche documento di riferimento per prossime e future ricerche di opere non autografe in ambito madonita o comunque siciliano.
Con questa ricerca si è voluto, sottolineare che non c’è conoscenza della realtà in cui si vive se non c’è conoscenza del proprio passato, un atto dunque che possa servire a vivere la conoscenza del proprio passato d’arte e che sia d’aiuto a coniugare l’arte alla storia.
È stato infatti percorso il periodo storico corrispondente agli anni in cui avvenne il trasferimento di marchesato dei Ventimiglia a Castelbuono, l’avvento dei domenicani, le donazioni, la committenza, la fondazione della chiesa del S.S. Rosario e le relative modifiche avvenute nel passare dei secoli.
Sono state attuate delle analisi diagnostiche sulla pala d’altare del SS. Rosario con strumentazioni sofisticate, ad alto ingrandimento quali microscopio ottico, e microscopio a scanzione elettronica SEM e con microsonda elettronica EDX, Xgrafia.
Dunque indagini invasive che ci sono sembrate opportune per il riconoscimento di alcuni materiali compositivi e della tecnica pittorica eseguita. Tale riconoscimento si è reso necessario anche per identificare il processo di degrado della pittura prima che questo conducesse l’opera a ulteriori perdite gravissime. Tali analisi hanno anche soddisfatto esigenze di scelta del metodo più opportuno di restauro.
Infine sono state elencate e discusse tutte le fasi di restauro.

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1 INTRODUZIONE Nei “Canti Pisani” Ezra Pound ha detto: “ciò che l’uomo veramente ama rimane, il resto è scoria ….”, un postulato fondamentale che tutti noi dovremmo tenere sempre ben presente. Soprattutto le nostre istituzioni, che troppo spesso dimenticano di valorizzare, una delle più grandi risorse del nostro paese ,“l’opera d’arte”, il manufatto di valore artistico e storico, il bene culturale, che come ci hanno insegnato, “avente valore di civiltà”, considerato fino ad oggi essenzialmente oggetto di fruizione, ma che non si è mai realmente provveduto, se non a parole, ad un impegno adeguato di uomini e mezzi per la sua conservazione. È cosi l’arte viene dimenticata, resa invisibile, lasciata in perenne silenzio a subire le modifiche e le aggressioni che il tempo gli impone. É su questo presupposto, che si presenta, l’urgenza del restauro della pala d’altare di Castelbuono, nella Chiesa di SS. Rosario, il cui soggetto è la Madonna del Rosario, oggetto di questa ricerca. Una vera fortuna mettere le mani su questa opera, dove ho potuto vedere nella tela quanto ha sofferto l’artista per concepirla, d'altronde Michelangelo, Donatello, lo stesso Giuseppe Salerno a cui probabilmente viene attribuita la tela, non è che lavorassero otto ore per poi andarsene subito dopo a casa!! lavoravano sempre. Nelle loro creazioni immortali hanno messo la loro stessa anima, che ,al momento del restauro ritroviamo; come? osservando le fattezze di una pittura o il segno gestuale lasciato dal pennello sulla materia o ancora individuandone le sfumature, persino le piccolissime imperfezioni, che ci dicono i momenti di crisi di un genio mentre crea un capolavoro. Quest’opera con accezione negativa, risulta essere di uno stile “popolaresco” d'altronde parte della pittura siciliana è popolare, cosi come la poesia, nel senso che vive tutta di sentimento e su tutto stende una velatura melanconica parlando più al cuore che alla fantasia. … Il dipinto, arrivato a noi a prezzo di infiniti sforzi, purtroppo, non ben conservato, per il fatiscente stato della Chiesa del SS.Rosario oggi ripristinata. Il dipinto su tela ha subito attacchi biologici diretti, manifesti con attacchi fungini e indiretti manifesti da deterioramenti causati da deiezioni animali; quest’ultime hanno eroso con la loro acidità grandi zone del dipinto, dalla pellicola pittorica agli strati preparatori fino a giungere al supporto in tela. Oltre alle offese causate dall’attacco biologico si sommano i problemi conservativi derivati da restauri o manutenzioni troppo invasive, che con le numerose ridipinture e durissime stuccature stese anche sull’originale, creavano numerose tensioni superficiali con conseguenti sollevamenti degli stati pittorici; inoltre fornivano una falsa lettura dell’opera. Questa tesi, dal titolo “arte svelata” 1 ha il compito di illustrare il restauro della pala d’altare della Madonna del Rosario in tutte le sue fasi, e i metodi di indagine diagnostica attraverso il quale si è potuto progettare ed attuare il restauro. 1 L’ARTE -SVELATA fu il titolo di una mostra realizzata nel 2007 dal museo civico di Castelbuono, una mostra dell’intero patrimonio artistico esistente nella Chiesa, dove per l’occasione le opere pittoriche fortemente degradate furono completamente velinate , per assicurare un trasporto sicuro dalla chiesa del Rosario, al vicino museo nel Castello dei Ventimiglia.

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