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Il Rischio di credito nell'analisi dei dati andamentali bancari: gli Early Warning System

Informazioni tesi

  Autore: ANDREA NICO COSTA
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari
  Relatore: Ugo Pomante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 214

Il contributo positivo, offerto all’economia in generale, dall’applicazione di sistemi di allarme preventivo (early warning system) nella misurazione del rischio di credito e nel processo di valutazione dell’affidabilità creditizia dei soggetti, viene sottolineato e confermato continuamente dagli studi che si sono succeduti in questo campo. Al tempo stesso, e pericolosamente vicino all’entrata in vigore del Nuovo Accordo sul Capitale, si registra una diffusa indifferenza, dettata principalmente dalla scarsa “conoscenza”, da parte degli utilizzatori del canale creditizio. Eppure, la banca è da sempre la principale interlocutrice di tali soggetti; trasmette la politica monetaria ed appiana i problemi legati all’asimmetria informativa. Complessità e rischiosità sono risultati i caratteri più forti e crescenti dell’intermediazione finanziaria; tanto da richiedere con urgenza un ridisegno complessivo della regolamentazione.

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5 Introduzione. Il contributo positivo, offerto all’economia in generale, dall’applicazione di sistemi di allarme preventivo (early warning system) nella misurazione del rischio di credito e nel processo di valutazione dell’affidabilità creditizia dei soggetti, viene sottolineato e confermato continuamente dagli studi che si sono succeduti in questo campo. Al tempo stesso, e pericolosamente vicino all’entrata in vigore del Nuovo Accordo sul Capitale, si registra una diffusa indifferenza, dettata principalmente dalla scarsa “conoscenza”, da parte degli utilizzatori del canale creditizio. Eppure, la banca è da sempre la principale interlocutrice di tali soggetti; trasmette la politica monetaria ed appiana i problemi legati all’asimmetria informativa. Complessità e rischiosità sono risultati i caratteri più forti e crescenti dell’intermediazione finanziaria; tanto da richiedere con urgenza un ridisegno complessivo della regolamentazione. Col capitolo primo il lavoro compie, nella prima parte, una breve disamina sul concetto di rischio, collegandolo con la definizione di “incertezza” così come è intesa nella finanza moderna. Oggi le banche devono fare i conti con una situazione radicalmente cambiata: bisogna rendere conto al mercato del risultato reddituale e del rischio insito nelle attività; le regole impongono che si presti la necessaria attenzione alla trasparenza, così nelle azioni come nella contabilità; così nella capacità gestionale come nell’efficienza. Il rapporto tra la banca ed il cliente è spesso inficiato dall’esistenza di asimmetrie informative che influiscono negativamente sulla capacità della banca di analizzare il merito creditizio della clientela stessa. Seguono delle riflessioni analitiche sui rischi bancari, dapprima distinti nelle macrocategorie dei rischi “economici” e dei rischi “finanziari”. La seconda parte affronta, nello specifico, il tema dell’inadeguatezza del vecchio Accordo. Per individuare i driver e gli effetti dell’opera di revisione delle regole, viene detto che, il modo migliore è partire proprio dall’analisi dei principali limiti dell’impianto regolamentare e dei dubbi che accompagnano il Nuovo Accordo. Il rischio di credito è il tema principale del secondo capitolo che, come accadrà per i successivi, inizia con opportuni chiarimenti terminologici. Se a prima vista può apparire abbastanza scontato, nella realtà il significato di “rischio di credito”

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