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Geopolitica della presenza israeliana in Cisgiordania. Analisi delle modalità di sottrazione della terra alla popolazione palestinese.

Il proposito di questo elaborato è di fornire un’analisi completa ed esaudente degli avvenimenti successivi al 1967, dal punto di vista storico, geopolitico e giuridico, al fine di documentare il mutamento del territorio della Cisgiordania e la conseguente impossibilità di creare uno Stato indipendente per la popolazione palestinese. In particolare l’analisi si concentra sulle modalità di sottrazione della terra messe in atto dall’amministrazione israeliana per la costruzione di insediamenti e la protezione degli stessi.
Da più di un secolo ebrei e palestinesi sono protagonisti nella storia del Medio Oriente. Sebbene all’inizio del Novecento la convivenza fra i due popoli fosse in linea generale pacifica e le violenze sporadiche, la situazione è andata peggiorando e oggi, dopo i primi dieci anni del XXI secolo, si presenta come una lotta fra la popolazione palestinese, confinata in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, e lo Stato di Israele, responsabile dell’occupazione dei Territori palestinesi dalla fine della Guerra dei Sei Giorni nel 1967 .
Il diritto all’autodeterminazione dei palestinesi è negato da una presenza israeliana che è andata aumentando con il passare del tempo, mutando peraltro la sua natura. Mentre nei primi anni l’occupazione era tendenzialmente solo militare, in seguito ha assunto un carattere civile. In violazione di diverse convenzioni internazionali, infatti, lo Stato di Israele ha messo in atto un’opera di trasformazione dei Territori palestinesi conquistati durante la guerra del 1967, costruendo insediamenti, infrastrutture, servizi e favorendo il trasferimento in essi di parte della sua popolazione. Queste misure sono perpetrate seguendo procedure collaudate e generalmente regolate da leggi appositamente approvate dallo Stato di Israele.
La trasformazione della Cisgiordania è, come vedremo, ancor più evidente se si considera l’impatto che può avere sul territorio una Barriera di separazione costruita in metallo e cemento armato lunga ben 680 chilometri. Giustificata da motivi di sicurezza, la costruzione della Barriera è stata approvata nel 2002 dal governo di Ariel Sharon. Il suo percorso, rivisto e modificato diverse volte, si insinua all’interno della Cisgiordania, disegnandosi ad est di molti insediamenti e cancellando di fatto il confine preesistente, tuttora riconosciuto dal diritto internazionale: la Linea Verde nata dall’armistizio del 1948.
I cambiamenti geopolitici hanno influenzato la vita quotidiana delle comunità palestinesi in Cisgiordania sotto diversi punti di vista: si passa dalle limitazioni della libertà di movimento alla difficoltà di coltivare i propri terreni; dalle demolizioni di case alle requisizioni di terre. Costretti in una posizione di inferiorità, i palestinesi trovano molte difficoltà ad ottenere garanzie per il rispetto dei loro diritti da parte dello Stato di Israele.

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15 Capitolo primo Il profilo storico dal 1967 ad oggi L’origine del conflitto arabo-israeliano non risale a quella che è conosciuta come la Guerra dei Sei Giorni del giugno 1967, ma, ai fini di questo elaborato, come già accennato nella parte introduttiva, è importante che la mia attenzione si concentri sugli avvenimenti successivi a quella guerra, che ha segnato l’inizio dell’occupazione israeliana della Cisgiordania. 1.1 Il 1967 e le sue conseguenze Nonostante fra il 1965 ed il 1967 i paesi arabi fossero più preoccupati del mantenimento della loro stabilità interna, minata da una situazione politica in continua evoluzione, Israele viveva momenti di enorme preoccupazione, dovuta alle informazioni che filtravano dai servizi segreti riguardo al riarmo dei suoi nemici in vista di una nuova guerra. Siria, Iraq ed Egitto, nonostante fossero nell’orbita dell’Unione Sovietica, beneficiando pertanto dei suoi favori, non erano invece pronti per un confronto con le ben addestrate forze dell’IDF (Israeli Defense Force). Nei primi mesi del 1967 i fugaci scontri armati e diplomatici fra Siria e lo Stato ebraico avevano però contribuito all’innalzamento della tensione. Il Presidente egiziano Gamal Abd el-Nasser, volenteroso di riproporsi come leader della lotta panaraba, corse in aiuto della Siria e decise di mettere in atto una serie di provocazioni contro Israele.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Roberto Fallini Contatta »

Composta da 201 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.