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Regole all'interno dell'asilo nido

Informazioni tesi

  Autore: Sabrina Pavan
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Gianvittorio Pisapia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 33

La tesi parla dell'insegnamento delle regole al bambino al nido, dell'apprendimento, della motivazione ad apprendere, di come far sì che il bambino riconosca un dato concetto come una regola; spiega come far interiorizzare le regole ai bambini distinguendo tra regole educative e regole funzionali.

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1 INTRODUZIONE Ogni società ha bisogno di regole per poter garantire la tranquillità dei cittadini. Le regole non impongono solo dei limiti e dei divieti, ma offrono dei punti di riferimento e infondono un senso di sicurezza e contenimento nelle persone che le rispettano. La società è composta da varie istituzioni, ognuna delle quali è governata da proprie regole; la società nel suo complesso adotta delle regole valide per tutti, mentre ogni istituzione elabora anche regole proprie, per garantire la propria funzionalità, valide solo all’interno di quella istituzione (per esempio: l’istituzione “scuola materna” ha regole proprie diverse dall’istituzione “municipio”, ma i membri di entrambe le istituzioni sono tenuti al rispetto comune delle regole del codice stradale). In questo lavoro si analizzeranno le regole all’interno di una particolare istituzione: l’asilo nido. La scuola rappresenta un ambiente privilegiato, oltre a quello famigliare, per poter arricchire il bagaglio di esperienze socioemotive del bambino. La frequenza al nido è una pratica sempre più condivisa nelle società occidentali, pur non interessando la totalità dei bambini. A tale riguardo si è assistito negli ultimi anni a importanti cambiamenti di costumi: fino a qualche decennio fa ci si aspettava che fosse la madre a prendersi cura in tutto e per tutto dei figli, stando a casa con loro e dedicando la sua giornata alla cura della famiglia. Questo succedeva almeno nei primi tre anni di vita del bambino, che poteva essere successivamente mandato alla scuola materna. Durante gli ultimi decenni, in maniera più consistente a partire dagli anni settanta, si è verificato un notevole incremento del numero di donne che si sono dedicate al lavoro al di fuori delle mura domestiche e di queste molte erano madri di bambini di età prescolare. Tale cambiamento sociale ha reso necessaria la creazione da parte delle istituzioni di strutture che potessero accogliere e accudire bambini così piccoli 1 . L’asilo nido ospita lattanti e bambini dai 5 mesi ai 3 anni, affidati alle cure delle educatrici che hanno ricevuto una formazione adeguata alle loro funzioni nell’asilo e che hanno, soprattutto, una predisposizione per tale ruolo (con i bambini ci vuole molta pazienza e questa è una caratteristica innata). Come tutte le istituzioni sociali l’asilo nido è governato da regole, divieti e permessi che hanno poi delle ripercussioni sul modo di agire del bambino. L’asilo nido riveste un ruolo molto importante non solo nella vita del bambino, ma anche in quella della sua famiglia e di tutta la società; è a tutti gli effetti un servizio pubblico e come tale si rivolge ad una clientela, a degli utenti. L’utenza è rappresentata da tutta la società perché i bambini che vi vengono accolti saranno poi degli adulti a loro volta membri della società. Ed è stato ampiamente dimostrato che i primi tre anni sono i più importanti nella vita di una persona. L’ipotesi di questo lavoro è: “Se la predominanza di un tipo di regole può determinare l’acquisizione o meno di una competenza normativa futura”. Da questa ipotesi, si presuppone che ci siano più tipi di regole; nel caso specifico si analizzeranno le regole educative e le regole funzionali. Ho scelto questo argomento ispirandomi al tirocinio accademico esterno, svolto in un asilo nido privato, per 2 mesi (250 ore). Nonostante i bambini siano molto piccoli (5 mesi-3 anni), capiscono benissimo l’adulto quando dice loro che cosa si può fare e che cosa non va fatto. Ho riscontrato vari tipi di comportamenti riguardanti le regole da seguire; alcuni di loro rispettano le semplici ma chiare norme di comportamento, altri le ignorano del tutto, e altri manifestano atteggiamenti altalenanti. E’ chiaro che, con una così ampia gamma di atteggiamenti diversi, le educatrici faticano a far rispettare le regole a tutti; ecco quindi che la collaborazione con i genitori diventa fondamentale. 1 Bonichini S., 2002.

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