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Il razzismo e lo straniero

Informazioni tesi

  Autore: Elena Panetta
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Giuseppe Goisis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

“Il razzismo e lo straniero” prova ad affrontare alcuni aspetti divenuti essenziali e caratteristici della modernità, ovvero si interroga su che cosa possa rappresentare lo straniero che incontriamo tutti i giorni.
E’ un individuo di cui dobbiamo avere paura o ci fa paura proprio perché non lo conosciamo e non intendiamo conoscere la sua storia? Questo percorso rappresenta per me una tappa importante perché, forse per la prima volta, affronto un tema complesso di cui mi sento partecipe attiva e che in futuro vorrei continuare ad approfondire. Le tante domande che emergono nel corso di questa tesi non sempre trovano una risposta perché il rischio è sempre quello di cadere nelle reti della ovvietà e nella tanto temuta banalità.
La necessità che si avverte attualmente è la riacquisizione di alcuni valori molto spesso perduti o lasciati in secondo piano nella vita degli individui. Il mio percorso cerca di comprendere gli aspetti dell’altro come diverso da me e propone una sua integrazione, più o meno pacifica e dignitosa, all’interno di questa società.
La Shoah ha rappresentato e rappresenta una “barbarie” da cui non si può prescindere. Ciò che può ancora stupire (e che resta da spiegare) è la tranquilla coscienza con cui gli europei procedevano al massacro degli ebrei: nazisti e fascisti si sentivano chiamati ad assolvere un compito “sacro”, sentendosi completamente liberi di fare quello che volevano, anche solo per puro divertimento. Tutto ciò ha portato a quello che oggi viene chiamato genocidio o sterminio di intere civiltà: per dirla con le parole di Hannah Arendt “ (…) il totalitarismo ha reso la nostra umanità superflua”.
L’Europa, tuttora, non ha ancora capito che la sua forza è radicata nelle differenze e solamente abbandonando i miti nazionalistici sarà possibile far nascere un continente nuovo, intriso di spirito critico contro la solida e radicata dogmaticità.
La parola “razzismo” viene applicata a un numero indefinito di situazioni ed assume una funzione vaga che oscilla tra i molteplici significati di esclusione, rigetto, ostilità, odio e paura fobica. Ma quando esso non risulta più evidente e riconoscibile si pone il problema di quali siano i criteri per identificare le sue diverse forme.

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4 Introduzione “Il razzismo e lo straniero” prova ad affrontare alcuni aspetti divenuti essenziali e caratteristici della modernità, ovvero si interroga su che cosa possa rappresentare lo straniero che incontriamo tutti i giorni. E’ un individuo di cui dobbiamo avere paura o ci fa paura proprio perché non lo conosciamo e non intendiamo conoscere la sua storia? Questo percorso rappresenta per me una tappa importante perché, forse per la prima volta, affronto un tema complesso di cui mi sento partecipe attiva e che in futuro vorrei continuare ad approfondire. Le tante domande che emergono nel corso di questa tesi non sempre trovano una risposta perché il rischio è sempre quello di cadere nelle reti della ovvietà e nella tanto temuta banalità. La necessità che si avverte attualmente è la riacquisizione di alcuni valori molto spesso perduti o lasciati in secondo piano nella vita degli individui. Il mio percorso cerca di comprendere gli aspetti dell’altro come diverso da me e propone una sua integrazione, più o meno pacifica e dignitosa, all’interno di questa società. La Shoah ha rappresentato e rappresenta una “barbarie” da cui non si può prescindere. Ciò che può ancora stupire (e che resta da spiegare) è la tranquilla coscienza con cui gli europei procedevano al massacro degli ebrei: nazisti e fascisti si sentivano chiamati ad assolvere un compito “sacro”, sentendosi completamente liberi di fare quello che volevano, anche solo per puro divertimento. Tutto ciò ha portato a quello che oggi

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