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Determinazione di metodi indiretti di stima del carico di combustibile applicabili al fuoco prescritto in brughiera

Informazioni tesi

  Autore: Gherlone Fabrizio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze forestali e ambientali
  Relatore: Giovanni Bovio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 42

Il presente lavoro di tesi ha come obiettivo la definizione di metodi indiretti di stima del carico di combustibile applicabili al fuoco prescritto a fini preventivi e di conservazione di habitat in ambiente di brughiera in Piemonte.
Lo studio è stato realizzato all’interno della Riserva Naturale Orientata (RNO) della Vauda, istituita nel 1993 con lo scopo di “conservare le caratteristiche naturali e paesaggistiche” della brughiera a Calluna vulgaris Hull., uno degli habitat a priorità di conservazione in Europa. L’ambiente di brughiera della Vauda è caratterizzato da una vegetazione acidofila mista, per lo più basso arbustiva ed erbacea. Fino all’alto medioevo la Vauda era coperta da boschi pascolati che vennero fortemente diradati o eliminati a causa delle pratiche agricole. Da metà del 1800 il territorio della Vauda coincide in parte con un poligono militare, ed è quindi sottoposto a servitù che ha fatto sì che gli unici fattori di disturbo fossero rappresentati dal pascolamento e dal fuoco periodico pastorale. La vegetazione di brughiera si è così mantenuta in equilibrio fino all’abbandono di queste pratiche colturali.
Un recente studio promosso dall’Ente di Gestione dei Parchi e Riserve del Canavese ha messo in luce la rapida scomparsa di questo ambiente. Le formazioni vegetazionali della Vauda, stanno gradualmente evolvendo dalla brughiera verso il bosco.
Al fine di individuare degli idonei strumenti di gestione l’Ente Gestore ha incaricato nel 2004 il Dip. Agroselviter dell’Università di Torino di studiare il fuoco prescritto per la prevenzione degli incendi ed il ruolo del fuoco quale fattore ecologico. Il fuoco prescritto è una tecnica di applicazione consapevole del fuoco che mira a produrre determinati effetti attraverso l’applicazione di fronti di fiamma su superfici prestabilite e pianificate, entro specifici limiti ambientali, seguendo determinate procedure operative, al fine di conseguire specifici obiettivi gestionali.
Il fuoco prescritto alla Vauda è stato quindi studiato con l’obiettivo di rigenerare l’habitat di brughiera.
Il complesso di combustibile alla Vauda è caratterizzato da combustibili erbacei classificabili come vivi (Calluna) e morti (Molinia) (nel periodo dei rilievi invernale in cui si applica il fuoco prescritto).
L’obiettivo del presente lavoro è quello di elaborare una relazione allometrica che consenta una stima speditiva del carico di combustibile alla Vauda al fine di fornire uno strumento operativo speditivo ed economico per la pianificazione ed applicazione del fuoco prescritto in questo ambiente.
Il disegno sperimentale ha previsto la descrizione mediante metodi distruttivi dei combustibili in 4 aree sperimentali scelte in base all’omogeneità dei popolamenti. Inoltre sono stati utilizzati dei dati quantitativi del combustibile raccolti con la stessa metodologia in studi precedenti in altre 6 aree sperimentali all’interno della Vauda. Per ogni area sperimentale è stata determinata l’età del popolamento di brughiera. Sono state rilevate le seguenti variabili allometriche:
Indice di copertura
Altezza della Calluna
Contributo specifico Calluna
Età Calluna
I risultati hanno messo in evidenza che fra tutte le variabili studiate l’altezza della Calluna rilevata sul metro quadro è la variabile più adatta per calcolare il carico di combustibile del popolamento. Infatti è la variabile che è risultata essere il miglior parametro per stimare il carico. La curva di regressione del carico in funzione dell’altezza presenta un R2 = 0,92 superiore rispetto agli altri modelli di stima del carico di combustibile totale in funzione delle altre variabili analizzate: CS% Calluna (R2 = 0,85); altezza della Calluna misurata sul transect (R2 = 0,79); età Calluna (R2 = 0,91), rispettivamente.
Inoltre l’altezza della Calluna risulta facilmente rilevabile. Il modello per la stima del carico di combustibile in funzione dell’altezza della Calluna viene riportato di seguito:
Equazione allometrica y = 0,0138x2-0,0860x+3,5259
In conclusione sono state elaborate due tabelle ad un’entrata relative ai due modelli che indicano come rispettivamente al variare dell’altezza della Calluna, vari il carico di combustibile totale, ed il carico della componente viva e morta; esse rappresentano uno strumento operativo utile che può essere utilizzato in campo durante la progettazione di interventi di fuoco prescritto.

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null nullnull null 2. LA DESCRIZIONE DEI COMBUSTIBILI La combustione è una reazione chimica esotermica che può verificarsi esclusivamente quando sono presenti contemporaneamente tre elementi fondamentali: il combustibile, il comburente ed il calore (Cesti 2005). Il combustibile è quindi la materia prima che costituisce i prodotti intermedi e finali delle reazioni che si esprimono nella combustione; le sue caratteristiche risultano quindi estremamente importanti sia per il verificarsi della reazione chimica, ma anche nel condizionare il comportamento del fuoco nella sua globalità e di conseguenza i suoi effetti sull’ambiente (Cesti 2005). Data la grande varietà spaziale sia quantitativa che qualitativa della struttura, del carico e del contenuto di umidità dei combustibili forestali (materiali legnosi, fogliacei o erbacei), è necessario descriverli in modo da ottenere delle descrizioni quantitative confrontabili secondo dei formati standard, detti “modelli di combustibile”, e facilmente estendibili ad altre aree, utili a progettare un intervento di fuoco prescritto; inoltre la caratterizzazione dei combustibili è un utile strumento anche nell’ambito della prevenzione contro gli incendi boschivi e nella simulazione del comportamento di un incendio (Cesti 2005). 2.1. I combustibili vivi e morti Al fine di inquadrare le diverse caratteristiche dei combustibili forestali che influiscono direttamente sul comportamento del fuoco, i combustibili vengono distinti nelle categorie di seguito elencate (Cesti 2005): - Combustibili vivi e morti; - Combustibili rapidi e lenti; I combustibili vivi si identificano in cespugli o arbusti e specie erbacee quando essi sono nella loro fase vegetativa in primavera ed estate. Per le specie arboree invece i combustibili vivi piø importanti sono da considerare le foglie, in particolare per le conifere e per le latifoglie sempreverdi. I combustibili morti si formano dalla morte dei vegetali vivi una volta che sono arrivati al termine della loro attività vegetativa, o che hanno subito traumi esterni che ne hanno provocato il disseccamento, e svolgono un ruolo importantissimo per quanto riguarda il comportamento del fuoco in quanto spesso sono proprio loro a favorirne l’innesco ed a condizionarne la propagazione anche a quelli vivi. Gli esempi piø comuni sono rappresentati dalle foglie di conifere e latifoglie che compongono la lettiera, l’erba dopo l’appassimento, le vecchie ceppaie, i cespugli e alberi secchi, i tronchi morti schiantati o ancora in piedi. La differenza fondamentale che distingue i combustibili vivi dai morti, è il livello di idratazione e le sue variazioni nel tempo. Nei primi infatti il contenuto idrico è regolato dai cicli vegetativi della pianta, mentre nei secondi gli apporti sono passivi e dipendono unicamente dall’apporto meteorico e dall’umidità dell’ambiente circostante. Nei tessuti morti, la percentuale d'acqua è correlata esclusivamente all'umidità ambientale, mentre l'acqua presente nei tessuti vivi, per lo piø è legata a meccanismi fisiologici che assicurano, almeno fino a certi limiti, una presenza di liquidi nei tessuti organici vegetali; quest’ultima non è comunque totalmente

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Parole chiave

brughiera
calluna
carico
combustibile
fuoco
fuoco prescritto
metodi indiretti
riserva naturale orientata
vauda

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