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Centri di permanenza temporanea e tutela dei diritti umani tra diritto e prassi

L'elaborato, dal titolo "Centri di permanenza temporanea a diritti umani tra diritto e prassi", rappresenta un tentativo di evidenziare i limiti del concetto di universalità dei diritti umani, attraverso l'analisi della normativa italiana in materia di immigrazione e del sistema di trattenimento degli stranieri irregolari all'interno dei Centri di permanenza temporanea e assistenza (CPTA). L'ipotesi di questo lavoro è, infatti, che i CPTA costituiscano un elemento di contraddizione, all'interno delle democrazie occidentali, tra la proclamazione dei diritti fondamentali riconosciuti ad ogni uomo in quanto tale e l'esistenza di un doppio regime giuridico che differenzia fra cittadini di uno Stato e non cittadini anche nel godimento di quei diritti che, a partire dalla Dichiarazione Universale di Diritti dell'Uomo del 1948, dovrebbero spettare a tutti gli uomini indipendentemente dal legame con un determinato ordinamento giuridico.

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5 INTRODUZIONE La storia delle migrazioni è la storia che da secoli descrive lo spostamento di milioni di uomini, donne e bambini che lasciano il proprio Paese d'origine alla ricerca di un’occasione di vita migliore. L'esperienza migratoria è fatta di tanti momenti: c'è il momento della partenza, quello del viaggio, infine il momento dell'arrivo, l'unico aspetto della vita del migrante con cui la società di accoglienza si trova a confrontarsi. Troppo spesso, nel sentire comune, i momenti che hanno preceduto l’arrivo vengono dimenticati o relegati ad un piano secondario. Così si dimenticano i mesi, a volte gli anni, passati a preparare il viaggio, gli sforzi economici che spesso tutta la famiglia deve fare per permettere anche a uno solo di affrontarlo, la partenza dalla propria terra in cui si lasciano familiari e amici e il lungo percorso che porta fino al punto di destinazione. Da qui, la scelta di parlare, all’interno di questo lavoro, di migranti, piuttosto che di immigrati, termine, quest’ultimo, che racchiude in sØ il punto di vista della società di accoglienza. Attualmente i migranti che ogni anno si spostano all'interno di uno spazio globale rappresentano circa il 3% della popolazione mondiale e tra il 10-15% circa è costituito da migranti irregolari 1 . I motivi che spingono a lasciare il proprio Paese sono diversi e spesso sovrapposti: le persone si spostano per povertà, miseria, guerre e carestie, spesso fuggono da persecuzioni, molte volte migrare non è una scelta volontaria, ma l'unica opzione possibile per sopravvivere. Accanto a questi fattori oggettivi, si moltiplicano anche le scelte individuali, i tentativi da parte dei singoli di dare nuove forme alle proprie vite. Al di là dei motivi che spingono a spostarsi, le migrazioni sono oggi strutturali all’assetto mondiale e in continua crescita. 1 Secondo i dati dell’OIM, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, attualmente il numero dei migranti è intorno ai 192 milioni, con una crescita annuale del 2.9% circa. International Organization for Migration, World Migration 2005: Costs and Benefits of International Migration, www.iom.int

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Verena Tonelli Contatta »

Composta da 183 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.