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Applicazione di tecniche GIS e modelli di suscettibilità per la previsione del rischio da frana a scala regionale

Informazioni tesi

  Autore: Goffredo Manzo
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Dottorato di ricerca in Scienze della Terra
Anno: 2011
Docente/Relatore: Filippo Catani
Istituito da: Università degli Studi di Firenze
Dipartimento: Dipartimento di Scienze della Terra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 223

Il presente progetto ha avuto come obiettivo l’analisi della suscettibilità al rischio da frana della regione Sicilia (circa 25.000 kmq) tramite l’applicazione di un modello statistico lineare generalizzato (GLM) come la Regressione Logistica. Il software utilizzato per analisi di suscettibilità è stato l’ArcSDM (Arc Spatial Data Modeller) sviluppato come insieme di numerosi strumenti all’interno dell’applicazione ArcTool-Box del software GIS ArcMAP (ESRI). La carta inventario utilizzata è stata redatta all’interno del progetto IFFI ed opportunamente modificata estraendo dai poligoni di frana, tramite un algoritmo dedicato, solo le aree di scarpata essendo queste le più rappresentative tra le condizioni di innesco.
La scelta dei fattori predisponenti utilizzati nel modello è avvenuta tenendo conto di quei fattori giudicati maggiormente influenti all’innesco di fenomeni franosi. Sono stati scelti solo i seguenti cinque fattori: Pendenza del Versante, Carta Litologica, Uso del Suolo, Curve Number, Indice di Anomalia Pluviometrica.
Tutti i parametri necessari al funzionamento del modello sono stati calcolati tramite uno specifico dataset di frane (training set). Di seguito tramite l’ArcSDM è stata prodotta una mappa di suscettibilità al rischio da frana per l’intera regione. Un dataset di validazione (validation set) non utilizzato nel modello è servito per valutare la capacità previsionale del modello. Mediamente sono state classificate correttamente l’81% delle aree in frana e il 80% delle aree non in frana. Tali risultati hanno confermato la buona capacità previsionale del modello.

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Capitolo 1 Introduzione 1.1 Il dissesto idrogeologico in Italia Il dissesto idrogeologico è fra le cause di rischio principali per l’assetto sociale ed eco- nomico del nostro paese. Questo è stato, ed è soprattutto oggi, fortemente condizionato dall’azione dell’uomo e dai continui cambiamenti del territorio che hanno incrementato la possibilità di accadimento di fenomeni disastrosi, e dall’aumentata presenza di beni e di persone nelle zone dove tali eventi sono probabili e si manifestano, con effetti a volte ca- tastrofici. L’antropizzazione del territorio, il continuo disboscamento, l’apertura di cave, l’emungimento incontrollato dalle falde sotterranee, la mancata manutenzione dei versanti e delle valli fluviali e per finire un generale mancato rispetto dell’attuale legislazione urba- nistica e di conseguenza un eccessivo abusivismo edilizio, hanno sicuramente aggravato il dissesto evidenziando la fragilità del territorio italiano. Nell’ambito del rischio idrogeologico il diverso combinarsi di fattori geologici, morfo- logici e climatici dà luogo a un’ampia varietà di fenomeni di dissesto che differiscono per tipologia, cinematismo, caratteri evolutivi e dimensioni delle aree coinvolte. Tra le diverse tipologie di eventi calamitosi, quali terremoti, eruzioni vulcaniche ed esondazioni, le frane rivestono una particolare importanza. L’ingente numero di fenomeni franosi che sono avvenuti negli ultimi decenni in Italia [1] e nel resto d’Europa, ha offerto un’opportunità di studio, che ha arricchito il patrimonio di conoscenze dirette su questi fenomeni, stimolando la nascita di una nuova cultura di previsione e prevenzione, imperniata sia sull’individuazione delle aree più suscettibili al 1

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regressione logistica
rischio idrogeologico
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