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Neuromarketing: dalla pianificazione all'impulso, la nuova frontiera del marketing

Da alcune stime recenti siamo a conoscenza di come, oggi, vengano messi in commercio circa settecento prodotti ogni giorno. Complessivamente, oltre 2 milioni di brand lottano tra loro per attirare la nostra attenzione tramite la pubblicità. Per trarre profitto da così tanti articoli simili, gli addetti al marketing tentano di “marchiare” un prodotto sulla mente di noi acquirenti. E allora perché otto nuovi prodotti su dieci falliscono dopo solo pochi mesi? Cos’è che ci attrae verso alcuni brand mentre non riusciamo nemmeno a ricordare il nome di altri? Siamo inseriti in un enorme oceano di messaggi culturali, che vengono recepiti dai nostri neuroni. Tuttavia non capiamo il modo in cui essi possano arrivare al controllo sui nostri comportamenti. Se il marketing vuole la nuda verità deve intervistare i nostri cervelli: che cosa ci spinge, come consumatori, a fare le scelte che facciamo? Che cosa ci indirizza verso una marca o un prodotto anziché un’altra? La comparsa delle neuroscienze, l’uso delle neuroimmagini e gli studi sulle scansioni cerebrali, cercano di scoprire verità che mezzo secolo di marketing research, focus group e sondaggi di opinione non sono riusciti nemmeno a sfiorare.

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Quotidianamente vengono messi in commercio circa settecento prodotti ogni giorno. Complessivamente, oltre 2 milioni di brand lottano tra loro per attirare la nostra attenzione tramite la pubblicità. Per trarre profitto da così tanti articoli simili, gli addetti al marketing tentano di “marchiare” un prodotto sulla mente di noi acquirenti. E allora perché otto nuovi prodotti su dieci falliscono dopo solo pochi mesi? Cos’è che ci attrae verso alcuni brand mentre non riusciamo nemmeno a ricordare il nome di altri? Siamo inseriti in un enorme oceano di messaggi culturali, che vengono recepiti dai nostri neuroni. Tuttavia non capiamo il modo in cui essi possano arrivare al controllo sui nostri comportamenti. I metodi tradizionali di ricerca, come le ricerche di mercato e i focus group, non sono all’altezza del proprio compito di capire che cosa pensano veramente i consumatori. E questo perché le nostre menti irrazionali, inondate di pregiudizi culturali radicati nella nostra tradizione, nell’educazione e in tutta una serie di altri fattori subconsci, esercitano un’influenza potente ma nascosta sulle scelte che compiamo. Tutti regolarmente, che ci piaccia o meno, ci comportiamo in modi per cui non abbiamo una spiegazione logica o ben definita. Che cosa ci spinge come consumatori a fare le scelte che facciamo? Che cosa ci fa scegliere una marca o un prodotto anziché un’altro? Che cosa pensa veramente chi fa acquisti? Le vere reazioni ed emozioni che proviamo come consumatori si trovano più facilmente nel cervello, in quell’intervallo di nanosecondo fra il pensiero e la sua traduzione in parole. Così, se il marketing vuole la nuda verità – la verità inalterata, non censurata, su ciò che ci fa fare un acquisto – deve intervistare i nostri cervelli. La comparsa delle neuroscienze, l’uso delle neuroimmagini e gli studi sulle scansioni cerebrali, cercano di scoprire la verità. Nasce così il Neuromarketing, singolare incontro tra marketing e scienza,

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Giuseppe Millea Contatta »

Composta da 121 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 13722 click dal 29/03/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.