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L' Italia di Mario Soldati tra cinema, televisione e letteratura

Il presente lavoro analizza la figura di Mario Soldati come il più grande descrittore del Novecento italiano e cerca di mettere in luce il profondo collegamento tra letteratura, cinema e televisione che caratterizza l’esperienza dell’intellettuale torinese, al tempo stesso unica e molteplice.
Soldati non è stato solo uno scrittore, ne solo uno sceneggiatore o semplicemente un regista e un autore televisivo ha incarnato queste figure in un’unica personalità poliedrica, di fatto difficile da individuare e collocare. La sua formazione avviene presso i Gesuiti, poi si laurea in lettere e in seguito frequenta a Roma L’istituto superiore di Storia dell’Arte l’educazione ricevuta in un collegio di Gesuiti per il volere di una madre molto presente e soffocante hanno recato degli influssi evidenziabili nei suoi primi racconti Salmace del 1929 che rappresentano l’esordio come scrittore.
In questi racconti si possono individuare delle sottili reazioni psicologiche, che tale educazione comporta infatti vengono mostrati personaggi ambigui e delle relazioni che superano i confini del peccato, per arrivare a quelli della perversione.
Nel brano che da il titolo alla raccolta è presente una storia di ermafroditismo invece nel racconto Scenario si svolge una storia di omosessualità, in definitiva sono storie di tradimenti, finzioni, ossessioni dove si denota una realtà distorta.
Tutte queste “deviazioni” non vengono descritte in maniera esplicita vengono appena fatte trapelare, in modo tale che il lettore ne abbia conoscenza. La sua formazione cattolica e borghese è controbilanciata dall’influenza dell’amico Piero Gobetti giornalista, politico e antifascista italiano, morto a Parigi nel 1926 che ha recato una dose di anticonformismo valsa a imprimere un pensiero polemico contro alcune ipocrisie sociali dell’epoca
Nel campo artistico intraprende frequentazioni con pittori definiti il (gruppo dei sei) formatosi nel 1928 a Torino in cui nomi erano Enrico Paolucci, Nicola Galante, Carlo Levi, Jessie Boswell, Francesco Menzio e Gigi Chessa, che con la loro pittura espressionista daranno un importante contributo all’arte cinematografica e teatrale di Mario Soldati.
Ma l’esperienza capitale è certamente il viaggio e il soggiorno negli Stati Uniti recatosi nel 1929 dopo aver conseguito una borsa di studio, e ne rimane fino al 1931 dove prosegue gli studi e insegna alla Columbia University.

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2 Introduzione Per analizzare la figura di Mario Soldati come testimone insostituibile del secolo appena terminato e il più grande descrittore dell‟Italia, è doveroso soffermarsi sulle influenze e la formazione che hanno segnato la vita e l‟esistenza delle sue opere. Compie i primi studi presso i Gesuiti, poi si laurea in lettere e in seguito frequenta a Roma L‟istituto superiore di Storia dell‟Arte. L‟educazione ricevuta in un collegio di Gesuiti per il volere di una madre molto presente e soffocante hanno recato degli influssi evidenziabili nei suoi primi racconti Salmace del 1929 che rappresentano l‟esordio come scrittore. In questi racconti si possono individuare delle sottili reazioni psicologiche, che tale educazione comporta infatti vengono mostrati personaggi ambigui e delle relazioni che superano i confini del peccato, per arrivare a quelli della perversione. Nel brano che da il titolo alla raccolta è presente una storia di ermafroditismo invece nel racconto Scenario si svolge una storia di omosessualità, in definitiva sono storie di tradimenti, finzioni, ossessioni dove si denota una realtà distorta. Tutte queste “deviazioni” non vengono descritte in maniera esplicita vengono appena fatte trapelare, in modo tale che il lettore ne abbia conoscenza. La sua formazione cattolica e borghese è controbilanciata dall‟influenza dell‟amico Piero Gobetti giornalista, politico e antifascista italiano, morto a Parigi nel 1926 che ha recato una dose di anticonformismo valsa a imprimere un pensiero polemico contro alcune ipocrisie sociali dell‟epoca. Nel campo artistico intraprende frequentazioni con pittori definiti il (gruppo dei sei) formatosi nel 1928 a Torino in cui nomi erano

Diploma di Laurea

Facoltà: Scienze Umanistiche

Autore: Claudio Di Salvo Contatta »

Composta da 48 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2324 click dal 13/04/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.