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Un nuovo approccio alla risoluzione degli alberi di guasto dinamici

Nell'odierno contesto industriale, la conformità alla direttiva Seveso e alle successive modifiche, implica la redazione del rapporto di sicurezza con il quale analizzare possibili modalità di guasto e dunque di rischio.
La valutazione quantitativa della probabilità di accadimento può essere effettuata, tra i tanti modi, attraverso l'utilizzo di alberi di guasto, ovvero un'analisi di tipo top down di natura deduttiva per cui certe specifiche cause pilotano il sistema verso un evento di particolare interesse.
Attraverso alberi di guasto statici e dinamici è possibile modellare sistemi di guasto complessi ma a volte difficilmente risolvibili attraverso il semplice ricorso a processi Markoviani a causa dell'annoso problema della state explosion. Perciò è necessaria l'applicazione di tecniche di gerarchizzazione mediante le quali individuare moduli indipendenti all'interno dell'albero di guasto. A tali moduli verrà associata una ditribuzione esponenziale negativa col rischio, in certi casi, di andare incontro ad una eccessiva approssimazione.
Il lavoro svolto in questa tesi mira a superare le debolezze della distribuzione esponenziale per caratterizzare moduli indipendenti di un albero di guasto, associando a ciascuno di essi una distribuzione di Weibull a quattro parametri.

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CAPITOLO 1 INTRODUZIONE 1 1 Introduzione. 1.1 Premessa. Il D.Lgs 238/2005, che ha modificato in Italia il D.Lgs 334/99, attuazione della Direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose, afferma che se un impianto è soggetto a rischio di incidente rilevante è necessario redigere un Rapporto di Sicurezza attraverso cui può essere mostrato che è stata eseguita un’analisi di sicurezza al fine di stimare il rischio relativo all’uso di sostanze pericolose. Il rapporto di sicurezza consente di:  dimostrare di aver messo in atto una politica di prevenzione degli incidenti rilevanti e un sistema di gestione della sicurezza;  dimostrare che i pericoli di incidenti rilevanti sono stati individuati e che sono state prese le misure necessarie per prevenirli e per limitarne le conseguenze;  dimostrare che la progettazione, la costruzione, l'esercizio e la manutenzione di qualsiasi impianto, deposito, attrezzatura e infrastruttura connessi con il funzionamento dello stabilimento, che hanno un rapporto con i pericoli di incidente rilevante nello stesso, sono sufficientemente sicuri e affidabili;  dimostrare l'avvenuta predisposizione dei piani di emergenza interni;  fornire gli elementi che consentono l'elaborazione di un piano di emergenza esterno;  fornire alle autorità competenti informazioni sufficienti. Dunque il rapporto di sicurezza permette al gestore dell’impianto di definire quali misure di prevenzione e protezione siano state messe in atto per difendersi dai rischi valutati attraverso l’analisi di sicurezza, previa identificazione dei possibili incidenti.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Marco Giuseppe Cacioppo Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 232 click dal 12/04/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.