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Kazakhstan, Turkmenistan e Uzbekistan: la morsa di Gazprom

La presente tesi cerca di analizzare le relazioni intraprese nel campo energetico tra le compagnie nazionali dell’Asia centrale e il colosso statale russo «Gazprom»; nello specifico, si tenterà di esaminare la cooperazione avviata dalle due corporation nazionali, rispettivamente «Gazprom» per la Russia e «KazMunaiGaz» per il Kazakhstan.
Il primo capitolo consiste in un breve riassunto della storia di Gazprom, sottolineando la sua importanza per la politica estera di Mosca, soprattutto con la presidenza di Vladimir Putin, e i dati statistici relativi all’attività della compagnia che si profila come uno dei colossi energetici del mondo, sia in termini economici che in termini strutturali.
Le riserve degli idrocarburi dell’Asia centrale rappresentano una fonte energetica indispensabile per quei paesi che, da una parte sono maggiormente preoccupati per la propria sicurezza energetica – è il caso dell’Europa orientale e occidentale, e dall’altra sono interessati ad assicurarsi le risorse esterne per il proprio bilancio energetico – è il caso della Russia: il secondo capitolo cerca di mettere in evidenza proprio questo aspetto.
Il terzo capitolo è incentrato sul Kazakhstan, che, nel corso degli anni, è riuscito ad instaurare un dialogo alla pari con la Russia, attenuando gli elementi di sudditanza che hanno caratterizzato gli anni novanta del secolo passato; tutto questo è stato reso possibile grazie ad una serie di fattori quali la stabilità politica, la crescita economica, lo sviluppo del settore energetico, il clima favorevole agli investimenti esteri ed, infine, il rispetto e il prestigio che il paese ha raggiunto con la presidenza di Nursultan Nazarbaev, ideatore della dottrina di politica estera multivettoriale. Per quanto riguarda il settore energetico, le due corporation nazionali «KazMunaiGaz» e «Gazprom» cooperano attivamente nei diversi ambiti che vanno dall’esplorazione dei giacimenti al trasporto del gas naturale e non si esclude la possibilità per il Kazakhstan di poter diversificare il proprio mercato energetico.
Infine, il capitolo conclusivo esamina altri due paesi centroasiatici, ossia il Turkmenistan e l’Uzbekistan, sotto una prospettiva che farà risaltare l’importanza del Kazakhstan quale attore centrale nello scacchiere energetico regionale; in virtù della sua posizione territoriale, infatti, tutti i gasdotti principali dell’Asia centrale e diretti verso i mercati esteri attraversano il territorio del Kazakhstan. Da una parte il Turkmenistan e l’Uzbekistan sono legati al loro vicino per quanto riguarda le infrastrutture di trasporto, dall’altra la Russia comprende la posizione strategica di Astana nel grande gioco dell’Asia centrale. Nel capitolo verranno presi in considerazione gli indicatori statistici relativi alle risorse energetiche dei paesi in questione, nonché i dati riguardanti il volume di transito del gas centroasiatico; questi dati sono necessari per capire da una parte il motivo della cooperazione interdipendente tra «Gazprom» e «KazMunaiGaz» e dall’altra la posizione assunta da Turkmenistan e Uzbekistan nel mercato energetico regionale come meri fornitori di idrocarburi.

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1 « The system cannot be disturbed. Without Gazprom, there is no Russia ». Rem Vyakhirev 1 Capitolo 1. Gazprom: nuova arma russa 1.1. Breve storia di Gazprom La corporation Gazprom può essere considerata il nucleo dell’economia russa nella misura in cui la stabilità e la prosperità dell’intera economia della Federazione russa dipendono dalla sua efficienza e dai suoi utili. Non esiste un’altra compagnia in Russia che abbia un’influenza politica ed economica notevole come Gazprom. La storia dell’industria russa del gas naturale, per vari motivi, non è mai stata oggetto di un’approfondita ricerca scientifica da parte degli studiosi russi. Recentemente l’Associazione russa del gas 2 (Rossijskoe gazovoe obshestvo) ha creato una commissione permanente che si occuperà della ricerca storica sull’industria del gas. Nonostante ciò, la maggior parte degli studiosi è concorde nel far iniziare la storia dell’industria russa del gas naturale nel luglio del 1946, anno in cui venne inaugurato il primo gasdotto Saratov- Mosca 3 . Nel luglio del 1942, durante la Seconda guerra mondiale, l’esercito tedesco si stava dirigendo da una parte verso Stalingrado e dall’altra verso il Caucaso per poter bloccare l’accesso alle fonti energetiche di Baku, mentre la città di Donbass, ricca di carbone, era già caduta nelle mani nemiche. Per l’Unione Sovietica incombeva allora la necessità di trovare altre fonti di approvvigionamento energetico. Inizialmente si tentò di utilizzare il legno o lo scisto bituminoso, ma alla fine venne trovata una soluzione: il gas naturale. I primi giacimenti di gas furono localizzati ancora prima dello scoppio della guerra vicino a Saratov, in un villaggio chiamato Elshanka 4 . 1 Chrystia Freeland, Sale of the Century. Russia‘s Wild Ride from Communism to Capitalism, Doubleday Canada, Canada 2000, p. 73. 2 Il sito Internet dell’associazione è il seguente: www.gazo.ru. Da notare che è prevista l’uscita di una raccolta storica documentata che riguarderà la nascita dell’industria del gas russo, che, secondo gli esperti in materia, avrebbe avuto inizio nel 1811, quando un inventore russo Pѐtr Sobolevskij (1781-1841) creò il primo impianto nazionale di estrazione del gas artificiale. 3 Александр Матвейчук, Санкт-Петербург - колыбель газовой промышленности России, (Alexander Matveichuk, San Pietroburgo – culla dell‘industria del gas russo), http://www.finiz.ru/oil/article1247136. 4 Андрей Костенецкий, Саратов-Москва, (Andrej Kostenezkij, Saratov-Mosca), in Rivista storica russa “Rodina” №10, 2009, p. 42, (Российский исторический журнал ―Родина‖).

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Artur Chumak Contatta »

Composta da 251 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.