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Il Buon Cittadino contro l'uomo Morale; Machiavelli contro Socrate

Informazioni tesi

  Autore: Marianna Reginato
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Beatrice Magni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 51

Oggi si parla molto di virtù, ma lo si fa in modo astratto: ci si riferisce alle essenze astratte delle virtù, che noi comunemente chiamiamo valori.
Non parliamo più di uomini giusti, ma della giustizia, anche se è possibile fare concreta esperienza di giustizia solo incontrando uomini giusti.
Peccato che il problema della virtù sta nello scegliere quale forma dare alla propria vita.
Da qui nasce la mia tesi dedicata alla virtù, partendo dall'analisi e dallo studio di uomini, filosofi, condottieri, che hanno fatto della propria vita una realtà da perseguire.
Da Socrate attraverso i suoi dialoghi a Machiavelli con l'analisi del suo Trattato politico “Il Principe”, due posizioni completamente distinte nell'identificare e applicare nella realtà il concetto di Virtù.
Nel lavoro qui presentato si andrà dapprima ad analizzare uno dei modelli di uomo virtuosi del mondo filosofico- politico della storia ovvero Socrate.
Ci interrogheremo sulle caratteristiche di tale personaggio e sulle motivazioni per cui esso è definito tale.
Attraverso i suoi dialoghi con personaggi mitologi e non, dal dialogo con i sofisti presenti nel Gorgia, all'Apologia di Socrate e infine al Menone arriveremo a tracciare le caratteriste della Virtù e il modo in cui un uomo può ritenersi Virtuoso.
Dal modello ideato in Socrate andremo ad analizzare la descrizione che Machiavelli traccia dell'uomo virtuoso.
Caratteristiche che delineano un modello di uomo che si colloca totalmente distante
dal pensiero Socratico.
Un analisi di uomo virtuoso nel primo e di buon cittadino nel secondo, un antitesi che ci porterà a tracciare una conclusione considerando anche la realtà attuale in cui noi stessi ci collochiamo.
La scelta dei personaggi d'analisi non è casuale spesso si è pensato che Machiavelli e Socrate si trovino agli antipodi del più profondo spartiacque della storia del pensiero occidentale e proprio per questo diventa ancora più interessante lo studio.

Dall'analisi del loro pensiero cercherò di rispondere a domande chiave come:
“ Cos'è la virtù? Chi è l'uomo virtuoso? ”La tradizione classica elabora una grandiosa immagine: l’uomo virtuoso è l’uomo buono, il bravo condottiero, il buon governante. La virtù, inoltre, è sempre varia: la vita virtuosa è una vita ricca, sfaccettata, difficile da ricondurre entro schemi prestabiliti.
Sarà un caso, ma nella lingua italiana il termine virtù non fa distinzione tra singolare e plurale. “La virtù? rimanda sempre a “le virtù?, e non può essere loro separata. La filosofia classica ribalterebbe il problema: l’uomo virtuoso non è colui che va alla caccia di tante virtù; è l’uomo che cambia vita, che migliora su tutti i fronti e inverte la rotta.
La vita virtuosa cresce su se stessa, e gli uomini buoni non possono fare a meno di cercare la compagnia gli uni degli altri”. Bontà e bellezza sono due modi per dire la stessa cosa. Quindi la vita virtuosa è una vita bella, ma non nel senso estetizzante del termine. Piuttosto, è il bene ad essere bello e belle sono le cose buone. La virtù è bella perché splende, ma la sua bellezza può essere colta solo da coloro che sono “educati” a percepirla. Alla luce di ciò, nella prossime pagine arriveremo a una conclusione che darà una risposta a interrogativi quali:
- L'uomo di oggi è un uomo virtuoso? Ha perso questi valori?
- Dove sono tutte queste meravigliose virtù?
- Cosa vuol dire oggi essere virtuoso?

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5 Socrate: Un Modello di uomo Virtuoso “ O mio ottimo amico, tu che sei Ateniese….non ti vergogni, tu che ti prendi tanto cura delle tue ricchezze perchØ si moltiplichino, della tua reputazione e del tuo onore, di non darti affatto pensiero della sapienza, della verità e dell’anima perchØ questa divenga quanto piø può migliore?…GiacchØ non dalla ricchezza deriva Virtø, ma dalla Virtø la ricchezza”. 1 (Cit. Apologia di Socrate) Quando pensiamo a Socrate, indubbiamente ci viene in mente quell' uomo, che ha dedicato alla filosofia l'intera esistenza ed è morto per essa. Nell'impegno di una ricerca condotta con metodo rigoroso e incessantemente perseguita, egli ha posto il valore piø alto della personalità umana: la virtø e il bene. Tale è infatti il significato di quell'identificazione tra virtø e scienza, che è stata tante volte scambiata per intellettualismo. La scienza è per Socrate la ricerca razionalmente condotta e la virtø è la forma di vita propriamente umana; la loro identità è il significato non soltanto dell'opera ma della personalità stessa di Socrate. La ricerca di sØ è nello stesso tempo ricerca del vero sapere e del miglior modo di vivere: cioè è insieme ricerca del sapere e della virtø. Sapere e virtø si identificano secondo Socrate. L'uomo non può tendere che a sapere ciò che deve fare o ciò che deve essere; e tale sapere è la virtø stessa. Questo è il principio fondamentale dell'etica socratica, principio che viene espresso, nella forma piø risoluta, nel Protagora di Platone. I piø degli uomini credono che sapienza e virtø siano due cose diverse, che il sapere non abbia nessuna potenza direttiva sull'uomo e che l'uomo, anche quando sa che cosa è il bene, possa esser vinto dal piacere ed allontanarsi dalla virtø. Ma a Socrate una scienza che sia incapace di dominare l'uomo e che lo lasci in balia degli impulsi sensibili, non sembra neppure una scienza. Se l'uomo si abbandona a questi impulsi, ciò vuol dire che egli sa o crede di sapere che tale sia la cosa piø utile o piø conveniente per lui. Un errore di giudizio, quindi l'ignoranza, è la base di ogni colpa e di ogni vizio. 1 Cfr. Platone, Apologia di Socrate, edizione Bompiani 2000 La virtø per Socrate è ricchezza, è sapienza, è ricerca continua come missione di vita

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