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Evoluzione della televisione italiana dopo la nascita delle emittenti private

Informazioni tesi

  Autore: Roberto Pivotto
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi della Tuscia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Giuseppe Sicari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 66

L'ascesa delle televisioni private trasforma in business quello che era prima un servizio pubblico. Nel 1984 viene creata l'AUDITEL, una società super partes per la rilevazione degli ascolti. I genere televisivi si trasformano nell'ottica di una guerra degli ascolti. Nasce quella che Umberto Eco definisce “neotelevisione”, la quale inizialmente presenta nuovi generi come quelli del contenitore e del talk show. La successiva ondata è composta dai “metageneri”, cioè i tradizionali generi televisivi che vengono contaminati dall'intrattenimento (infotainment, edutainment, sportainment, emotainment). L'ultima fase della neotelevisione è la “TV realtà”, che registra l'esposizione della sfera privata di vip e gente comune al pubblico televisivo. L'ultima frontiera della tecnologia è la TV digitale, che offre un palinsesto ricco di programmi tematici in netta opposizione a quello della televisione generalista. La televisione italiana si presenta all'inizio del nuovo millennio ancora saldamente ancorata al duopolio RAI-Mediaset. La nascita di un terzo polo resta impraticabile nonostante i buoni risultati di La7. L'unica strada percorribile in difesa del pluralismo è aumentare l'opportunità di accesso a nuovi editori con le tecnologie digitali, che in modo opportuno allargano il numero di frequenze disponibili a nuove iniziative private.

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4 INTRODUZIONE Nell‟incertezza dell‟assetto del sistema radiotelevisivo italiano la prima data cruciale è quella del 1975, anno in cui viene varata dal Parlamento la riforma della RAI-Radiotelevisione italiana. La legge è una reazione all‟affacciarsi delle prime televisioni private che hanno infranto il monopolio statale: nel 1972 iniziano le trasmissioni di Telebiella e negli stessi anni due televisioni estere, della Svizzera Italiana e di Capodistria, riescono a trasmettere in Italia con un sistema di ripetitori del segnale. Nel luglio del 1974 con due sentenze consecutive la Corte costituzionale decreta la concessione allo Stato delle sole frequenze via etere, liberalizzando così l‟iniziativa privata nella trasmissione via cavo in ambito locale. Nel settembre dello stesso anno si affaccia sul panorama televisivo italiano la figura dell‟imprenditore Silvio Berlusconi che crea l‟emittente via cavo TeleMilano. In questo testo analizzeremo la fine del monopolio RAI, la contestuale ascesa di Mediaset e delle altre televisioni private, le leggi che sono state promulgate nel tentativo di regolarizzare il sistema radiotelevisivo (in particolare la recente legge Gasparri del 2004), le differenze del sistema italiano con quelli degli altri Paesi europei e i cambiamenti nel modo di fare televisione in conseguenza dell‟emergere di canali privati e nuove tecnologie.

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