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Società, Comitati, Fondazione: la macchina organizzativa del Carnevale di Viareggio

Il Carnevale di Viareggio nacque nel 1873 su iniziativa di un gruppo di giovani rampolli della Lucca-bene che si trovavano sulla costa a trascorrere il periodo invernale. Costoro, insieme ad alcuni viareggini benestanti, organizzarono dei festeggiamenti carnevaleschi nelle vie del centro cittadino in occasione del martedì Grasso e della domenica precedente. Lo spirito del Carnevale abbandonò così il chiuso delle sfarzose abitazioni private e dei saloni da ballo per diffondersi tra tutta la cittadinanza, senza più alcuna distinzione di ceto, e divenire un patrimonio comune. Intanto le carrozze, addobbate da fiori, statue e caricature satiriche, lasciarono presto il posto ai più complessi e mastodontici carri di cartapesta, costruiti inizialmente dalle maestranze dei fiorenti cantieri navali cittadini e poi da veri e propri professionisti. Questi sono i carristi, spesso chiamati "maghi della cartapesta", che coniugano le abilità manuali del fabbro e del falegname, con conoscenze ingegneristiche e, soprattutto, con spiccate doti artistiche e culturali proprie della pittura, della scultura e del teatro. Da un lato, dunque, il Carnevale di Viareggio divenne un importante fenomeno sociale e culturale, dall'altro un fondamentale motivo di richiamo turistico che consentiva (e consente) una certa destagionalizzazione dei flussi turistici, altrimenti concentrati prevalentemente nel periodo estivo. Nel corso del primo secolo di vita della manifestazione ad organizzare i festeggiamenti carnevaleschi furono alcune Società prima ed alcuni Comitati poi. Questi erano enti di varia natura, composizione e denominazione. Una maggiore stabilità alla guida della manifestazione cittadina si ebbe a partire dal 1972, quando ente garante unico del Comitato Carnevale divenne il Comune di Viareggio. Dal 1987 l'organizzazione del Carnevale passò ad un nuovo ente: la Fondazione Carnevale di Viareggio. Le edizioni predisposte da tale ente, il suo funzionamento, gli obiettivi perseguiti e i risultati raggiunti sono al centro dell'analisi svolta. Basti qui sottolineare come la creazione di tale ente fosse motivata da un lato dalla necessità di separare le sorti del Carnevale dalle contingenze politiche locali, e dall'altro dall'opportunità di creare un soggetto giuridico in grado di gestire i cospicui fondi che dalla metà degli anni '80 provenivano alla manifestazione cittadina grazie all'istituzione di una Lotteria nazionale legata al nome del Carnevale e destinati, almeno nelle intenzioni, alla costruzione di un nuovo complesso architettonico per la realizzazione dei carri allegorici. "Slegare" le sorti del Carnevale dalla quotidianità della politica locale è un obiettivo che, dall'analisi svolta, non risulta raggiunto. Nè nel primo periodo di vita dell'ente (dal 1987 al 1997), caratterizzato dal succedersi di più Presidenti, nè durante la lunga Presidenza di Elio Tofanelli (dal 1998 al 2008). Occorre, inoltre, sottolineare come la costruzione della Cittadella fu realizzata solo diversi anni dopo l'istituzione dell'ente (fu inaugurata nel dicembre del 2001) e con fondi di diversa provenienza: non grazie agli introiti provenienti dalla Lotteria (che peraltro negli anni si sono draticamente ridotti fino a scomparire del tutto), bensì tramite un'operazione finanziaria basata sull'emissione di BOC (Buoni Ordinari Comunali). Analizzando gli anni in cui il Carnevale è stato organizzato dalla Fondazione, sono emersi alcuni punti di forza della manifestazione ed alcuni motivi di debolezza o, meglio, la necessità di risolvere alcuni nodi problematici in vista di una gestione più professionale del Carnevale stesso e di un suo rinnovato slancio verso il futuro. Tra i primi si possono annoverare la sentita partecipazione della cittadinanza alla manifestazione, il valore culturale della stessa (recentemente inserita all'interno del "Codice dei Beni culturali") e la straordinaria creatività e capacità realizzativa dei costruttori viareggini. Tra i punti di maggiore criticità, invece, vanno menzionati i rapporti tra la politica locale e la Fondazione, tra quest'ultima ed i carristi e, infine, una gestione economica rivelatasi non sempre efficiente. Sono questi gli aspetti principali sui quali la nuova gestione della Fondazione, in carica dall'agosto del 2008 e presieduta da Nanni Maglione, dovrebbe intervenire. Così come dovrebbe perseguire alcune azioni strategiche quali, ad esempio, la valorizzazione del Carnevale quale fenomeno artistico e culturale di rilevanza nazionale ed internazionale, e quale risorsa turistica da promuovere tramite nuove forme di collaborazione tra i soggetti coinvolti che consentano di superare le varie contrapposizioni che sono emerse nel corso degli anni.

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3 Premessa Il Carnevale di Viareggio è un fenomeno di notevole importanza da un punto di vista culturale, artistico, sociale, ma anche economico. Il primo capitolo del presente lavoro è volto ad inquadrare in maniera specifica l'oggetto dell'analisi, ovvero gli aspetti organizzativi della manifestazione e le problematiche a ciò connesse. Nel secondo paragrafo saranno invece evidenziati i significati e le funzioni del Carnevale da una prospettiva più generale. Se, infatti, il Carnevale di Viareggio si connota come un fenomeno "moderno" e strettamente connesso, per quanto riguarda i suoi sviluppi, al nascente mercato turistico cittadino, è altrettanto vero che la sua origine è quella antica di festa popolare legata da un lato al mondo contadino ed ai suoi riti, e dall'altro alla liturgia cristiana. Il secondo capitolo ripercorre, attraverso un breve excursus storico, le tappe principali che hanno portato la manifestazione cittadina ad essere ciò che essa è oggi: dall'origine spontanea per volontà di giovani benestanti (viareggini e lucchesi), alla sua diffusione negli

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luca Malocu Contatta »

Composta da 206 pagine.

 

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