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Il trasporto passeggeri dall'era dei transatlantici alle navi da crociera

La tesi tratta lo sviluppo temporale del trasporto transatlantico di passeggeri via mare dal XIX secolo al 2010, con qualche accenno di previsione per i prossimi anni. All'inizio i viaggi avvenivano su velieri in legno, la cui produzione era molto affermata in Italia data la bravura e l'economicità dei cantieri, mentre verso fine secolo si affermò la navigazione a vapore. Le navi con questo tipo propulsione diedero concretezza al fenomeno dell'emigrazione di massa verso le Americhe, il quale ebbe luogo da fine XIX secolo ad inizio secondo dopoguerra e fu molto redditizio per armatori italiani ed Europei. Fra i primi troviamo Florio e Rubattino, i quali fusero le loro compagnie dando vita alla N.G.I.. Questa, dopo molte vicissitudini, nel 1933 venne rilevata dall'IRI. L'intervento dello Stato nel settore marittimo, fin dal XIX secolo, è sempre stato molto invasivo anche nella cantieristica, tanto che oggi si è realizzato il modello dello Stato imprenditore con Fincantieri.
Nella tesi viene trattata la storia di questa società e, per quanto riguarda le compagnie di navigazione, quella di Costa Crociere. Non mancano i cenni alle innovazioni tecniche e di processo che hanno, alle volte, apportato radicali cambiamente nella navigazione e nella costruzione.
Oggi la navigazione marritima di passeggeri a lungo raggio ha assunto la forma dei viaggi crocieristici, che si sono affermati massicciamente negli anni Sessanta quando l'avvento del trasporto aereo ha mandato definitivamente in crisi quello marittimo di passeggeri.
Negli anni Sessanta nacquero le compagnie che oggi detengono la maggior quota di mercato; negli anni Ottanta, oltre al boom del fenomeno anche nel resto del mondo oltre in America, si verificò la concentrazione delle imprese, fenomeno che ha portato, fino ad oggi, alla configurazione attuale del mercato.
Molti aspetti del fenomeno crociera sono stati analizzati: le principali destinazioni che godono dei benefici impatti positivi generati, sul territorio, da quest'attività turistica; le principali aree di provenienza, importanti per il fatto che una diversa origine del passeggero comporta una diversità di abitudini e di costumi; il passaggio del prodotto crociera dal mercato del lusso a quello di massa; il cambiamento nel metodo di acquisto del prodotto, acquistabile, oggi, anche su portali internet oltre che presso agenzie turistiche.
Un aspetto ricorrente nella tesi è il gigantismo navale: si è passati, infatti, dalle poche migliaia di tonnellate di stazza lorda fino ad arrivare alle 220 mila della Oasis of the Seas, attualmente la nave più grande al mondo. L'aumento delle dimensioni comporta forti economie di scala per le compagnie ma anche la necessità, per i porti, di adeguarsi a costo di ingenti investimenti.

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1 Capitolo 1 L’Era della navigazione transoceanica 1.1 Lo sviluppo europeo L’inizio della storia delle navi passeggeri si può far risalire al 1620 quando il veliero Mayflower dei Padri Pellegrini partì dalla Gran Bretagna, attraversò l’Oceano Atlantico ed arrivò in Nord America. Da quella data agli inizi dell’’800, quando nacquero i primi servizi di linea per la posta, attraversarono l’Atlantico più di due milioni di passeggeri. Il XIX secolo fu caratterizzato dall’avvento della macchina a vapore che venne applicata, per quanto riguarda la navigazione, inizialmente solo a quella fluviale; la prima traversata transoceanica risale al 1819, quando il Savannah impiegò 27 giorni per attraversare l’Atlantico, adottando però il vapore complessivamente per soli 3 giorni come sistema ausiliario alla vela. Nel corso del secolo l’uso del vapore come sistema di propulsione cominciò lentamente ad affermarsi, anche se con qualche difficoltà. In Italia, per esempio, il passaggio al vapore non venne visto di buon occhio sia perchè nei diffusissimi cantieri la costruzione dei velieri in legno era affermata, sia perchè la nuova produzione era più costosa, in quanto il ferro aveva un costo elevato. Vi furono inoltre altri problemi: se da una parte le prime imbarcazioni necessitavano di minor equipaggio e permettevano una più alta velocità rispetto alla vela, dall’altra le macchine ed il combustibile portavano via spazio, appesantivano la nave e creavano una necessità non presente prima, cioè quella di stazioni di rifornimento di carburante, le quali furono impiantate su scala internazionale, su iniziativa britannica, solo nella seconda metà dell’Ottocento. La concorrenza del vapore stimolò la crescita tecnologica dei velieri che divennero più maneggevoli, efficienti e veloci; vennero inoltre messi sul mercato nuovi tipi di velieri, come per esempio i clipper ad elica di Giovan Battista Lavarello, dotati anche di macchina a vapore. La vela

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Valentina Giardina Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.