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L'evoluzione dell'identità paterna; funzione, ruolo, relazione.

L'elaborato concentra la sua attenzione sulla figura paterna e sulla formazione della sua identità, facendo riferimento ad un possibile padre contemporaneo e affettivizzato. Per introdurre l'argomento il primo capitolo effettua una panoramica sulla famiglia, prendendo in considerazione teorie psicodinamiche e teorie storico-sociologiche. Nel secondo e nel terzo capitolo si entra nel vivo della trattazione, descrivendo le fasi che accompagnano il processo di formazione dell'identità paterna, la funzione che un padre è chiamato a svolgere per separare la diade madre-bambino e il relativamente recente ruolo di padre "affettuoso" riscontrato nella società contemporanea.

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5 Capitolo 1 Una panoramica sulla famiglia 1.1 L’APPROCCIO PSICODINAMICO Cominciare la stesura di un elaborato che ha come fine quello di illustrare i mutamenti avvenuti all’interno della famiglia e le conseguenti modificazioni della figura paterna, senza prima introdurre il concetto stesso di famiglia da un punto di vista psicoanalitico e psicodinamico, non fornirebbe al lettore le premesse necessarie per comprendere tutte le sfumature che accompagnano il processo di costruzione dell’identità paterna e il conseguente percorso a cui va incontro un uomo che si appresta a diventare padre. A prima vista la psicoanalisi potrebbe sembrare una teoria incentrata sull’individuo piø che sul gruppo, ma ad una piø attenta osservazione ci si accorge di quanto, invece, sia possibile rintracciare al suo interno una dimensione prettamente gruppale ( Losso, 2009). Il primo autore che si occupò di sottolineare l’importanza e l’incidenza delle corrispondenze fra le relazioni familiari e i sintomi dei suoi pazienti fu proprio Freud, che sia nello studio sul caso di Elizabeth von R. (1895) , che nello studio del caso di Dora (1905) e in quello del piccolo Hans (1909), si soffermò su rapporto che intercorreva tra i sintomi dei pazienti e le dinamiche di relazione esistenti all’interno della loro famiglia. All’interno della teoria freudiana si può quindi trovare l’origine della visione di famiglia come viene intesa ai giorni nostri, e cioè come cellula fondamentale per lo sviluppo fisico, psichico ed emotivo degli individui. Un’interessante visione delle dinamiche che muovono le relazioni familiari è stata fornita da Meltzer e Harris (1983). Sia Donald Meltzer che Martha Harris possono essere considerati sostenitori delle scuola kleniana; dopo la loro formazione, l’uno in psichiatria e l’altra in lettere, hanno entrambi intrapreso gli studi di psicologia, fino a divenire due tra i principali esponenti della Tavistock Clinic. Questi autori prendono spunto dalla Teoria dei Gruppi di Bion (1965), la quale afferma che all’interno di ogni gruppo sia possibile trovare alcune forme

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Tiziana Gianoglio Contatta »

Composta da 38 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2998 click dal 04/04/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.