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Il cinema e la didattica dell'italiano come L2: Paolo Virzì in classe. (The Cinema and the Didactics of the Italian as L2: Paolo Virzì in the classroom)

Era il 2003 e mi ritrovavo in terra straniera a guardare Mulholland Drive di David Lynch (2001) in lingua originale. Non era impresa facile capire i dialoghi col mio livello di inglese pari forse ad un B1, ma alla fine del film, assieme gli altri due compagni di visione, abbiamo passato due ore a discutere di una possibile interpretazione del film.
Parto da questa osservazione da profana della didattica delle lingue straniere quale ero allora perché meglio si avvicina a quella di molti studenti stranieri che si accingono ad apprendere una lingua straniera per mezzo del cinema. Quello che mi ha impressionata di più nella fruizione del film di Lynch in lingua originale è che sono riuscita ad interpretare il film pur non avendo ben capito a livello linguistico tutti i dialoghi e che, nonostante la complessità intrinseca del film stesso (basti guardarlo doppiato in lingua madre per rendersene conto veramente), qualcos’altro, al di là dei testi stessi, mi ha aiutato a capire il film, o almeno mi ha dato l’incentivo ad interpretarlo.
Questo breve racconto personale per introdurre quello che é il tema principale della mia tesi, cioè in quale modo possa essere utilizzato il cinema nella didattica delle lingue straniere ed in particolare dell'italiano come lingua seconda. Al diffuso uso che se ne fa nella didattica non corrisponde ugualmente una bibliografia ampia sul tema. E perciò mi accingo ad affrontare l'argomento, cercando di dare risposta alle numerose domande che sorgono quando si parla di cinema e didattica. In particorar modo, in che rapporto si mettano tra loro, quali possano essere le possibili implicazioni didattiche e le problematiche annesse, che affronterò ne terzo capitolo.
Ho scelto di parlare dell'ultimo film di Paolo Virzì, Tutta la vita davanti, perché sono stata io stessa colpita dall'attualità delle tematiche che esso affronta della realtà italiana (il film, infatti, è del 2008), come il precariato, le divisioni sociali, gli scarsi finanziamenti alla ricerca, la fuga dei cervelli, i lavori di stampo americano. In quanto giovane anche se non più neolaureata, mi sono trovata io stessa a prender parte ad ambienti lavorativi del genere (un call center di una multinazionale con tecniche di vendita e incentivi a obiettivi di stampo americano) e a vivere la sensazione più frustrante che entusiasmante di avere tutta la vita davanti.
Come la didattica prevede, ho cercato quindi di lavorare su/con un film che sia coinvolgente per me insegnante e che lo sia per la mia classe di lingua. Ho analizzato aspetti relativi alle tematiche incontrate e derivate dal libro dell'esordiente Michela Murgia (primo capitolo) e mi sono inoltrata nel film in particolare cercando di inquadrarlo dal punto di vista cinematografico e stilistico (secondo capitolo).
Infine ho proposto un'unità didattica che applicasse in maniera idonea le tecniche affrontate durante la mia tesi e, con l'aiuto della mia bibliografia, ho cercato di costruire attività ed esercitazioni che fossero applicabili al film. Ho tenuto inoltre in considerazione, attraverso la mia esperienza presso l'Università Cattolica di Lovanio (Belgio) di una classe in cui fossero realmente applicabili le lezioni create, in modo da poter proporle a lezione durante il mio tirocinio in fase conclusiva.

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1 IL MONDO DEVE SAPERE: BREVE ACCENNO ALLA FONTE LETTERARIA. 1.1 UN CASO LETTERARIO. Michela Murgia (Cabras, Oristano, 1972) è l’autrice del libro Il mondo deve sapere che ha ispirato il regista Paolo Virzì alla stesura della sceneggiatura del suo ultimo film Tutta la vita davanti (2007). Come lei stessa ammette nel suo sito ufficiale, il libro non è un romanzo ma è un diario tragicomico di un mese di lavoro alla Kirby, multinazionale di aspirapolveri 1 . In origine, infatti, le vicissitudini di Michela erano raccontate da lei stessa in tempo reale su un blog telematico (http://ilmondodevesapere.splinder.com), sotto consiglio di un’amica. Solo a seguito del concreto successo del blog (già il primo giorno ricevette 5 post), è stato riordinato per essere pubblicato da un editore milanese. Nel 2007, l’autrice ha quindi collaborato alla stesura del soggetto e della sceneggiatura cinematografica del film Tutta la vita davanti. Il suo libro ha anche dato vita ad una rappresentazione teatrale omonima e la Murgia ora scrive su quotidiani e settimanali nazionali, mentre esce in libreria il suo ultimo libro Viaggio in Sardegna – undici percorsi nell’isola che non si vede (Tascabili Einaudi, 2008). 1.2 DAL LIBRO AL FILM. Come scrive Paolo Cacciolati 2 , nel film Tutta la vita davanti c’è molto più “romanzo”, c’è intreccio e sviluppo delle vicende personali dei protagonisti. Insomma, c’è più storia nel film, è più romanzo il film del libro. Infatti per la critica e per la stessa autrice, il libro appare uno scorcio di autobiografia romanzata più che un romanzo. E’ evidente che anche con questo testo si è alle prese con una trasversalità di generi e di formati, una via su cui sembra marciare compatta buona parte dell’ultima leva dei nostri narratori, trasversalità che ha fatto storcere il naso a più di un critico nostalgico del romanzo tradizionale 3 . 1 L ’ i n f o r m a z i o n e è p r e l e v a t a d a l s i t o u f f i c i a l e d i Michela Murgia. 2 P . C a c c i o l a t i , Il mondo deve sapere, di Michele Murgia (e Tutta la vita davanti, di Paolo Virzì), Bottega di lettura, 17apr.08. 3 ibidem.

Tesi di Master

Autore: Alessia Raineri Contatta »

Composta da 44 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4408 click dal 07/04/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.