Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il disegno della figura umana come tecnica proiettiva

CAPITOLO I: EVOLUZIONE DEI METODI PROIETTIVI
In questa prima parte sono approfondite le tematiche relative alla nascita e allo sviluppo storico delle tecniche proiettive e i vari tentativi di classificazione effettuati. Sono esposti i costrutti teorici che ne costituiscono le fondamenta come, ad esempio, il concetto di proiezione: il principio generante dei metodi proiettivi. Dopo aver effettuato una panoramica sui vari modi in cui si è cercato di definire il concetto di proiezione, un paragrafo è dedicato alla descrizione della situazione attuale dei metodi proiettivi e alle posizioni critiche riguardanti la validazione di tali metodi che, per la loro natura, forniscono dati soprattutto qualitativi. La seconda parte del capitolo è dedicata alla presentazione dei test maggiormente utilizzati dai clinici per la rilevazione di diversi aspetti di personalità. Sono presentati brevemente reattivi di tipo strutturale come il Rorschach, il TAT (un test proiettivo tematico) e altri test tra i più diffusi nella pratica clinica. Un paragrafo sarà dedicato alla definizione e alla presentazione dei principali test proiettivi grafici.
CAPITOLO II: EVOLUZIONE DEL DISEGNO
Il capitolo contiene una esposizione delle principali teorie evolutive della produzione grafica formulate da autori come Luquet, Piaget e la Kellog, che hanno ipotizzato delle precise fasi, in ognuna delle quali è possibile osservare il conseguimento o l’abbandono di determinate modalità di esecuzione dovute all’acquisizione di specifiche capacità cognitive. L’ evoluzione grafica è osservata anche in relazione alla teoria psicosessuale psicoanalitica. I successivi paragrafi sono dedicati: alla evoluzione dello scarabocchio, all’evoluzione dell’uso del colore e alle teorie che mettono in relazione la scelta del colore con precise caratteristiche psicologiche o emotive. Le teorie riguardano l’uso del colore in generale e il significato attribuito in particolare alle scelte effettuate da parte dei bambini. La seconda parte del capitolo è dedicato all’approfondimento dei temi maggiormente ricorrenti nei disegni dei bambini e alla evoluzione del disegno della figura umana.
CAPITOLO III: IL DISEGNO DELLE FIGURA UMANA DA TEST
D’ INTELLIGENZA A TECNICA PROIETTIVA
In questa parte del lavoro si prende in esame l’evoluzione storica e metodologica di quei test grafici che, a partire dall’ipotesi proiettiva, utilizzano il disegno della figura umana per inferire: le capacità cognitive del bambino, aspetti legati alla maturazione e tratti di personalità. Gli assunti di base sono costituiti dai costrutti di schema corporeo e immagine corporea. Sono illustrate le caratteristiche dei principali metodi: dal test della Goodenough a quello dalla Machover.
Quest’ ultimo è presentato in maniera approfondita facendo riferimento: alle modalità e ai vari livelli in cui avviene l’ interpretazione del disegno e al significato attribuito ai singoli elementi grafici. In particolare si considerano gli studi di Castellazzi e Nannini per la parte applicativa. In conclusione è descritto lo stato dell’arte del test, sono presentati i risultati di alcuni studi compiuti e descritte le criticità evidenziate dai tentativi di validazione del reattivo.
CAPITOLO IV: IL DISEGNO COME ESPRESSIONE DEL DISAGIO
Questo capitolo della tesi approfondisce le caratteristiche della produzione grafica di soggetti che presentano delle situazioni di disagio. Le problematiche relative alla formazione dell’identità sessuale è affrontata a partire dalle ipotesi della Abraham. Nei paragrafi successivi sono descritte alcune delle modalità di disegno osservabili nelle rappresentazioni di bambini con problematiche di diversa natura: dalla depressione alla psicosi, dalla paranoia all’autismo. In particolare sono considerate le differenze strutturali rilevate tra il disegno del bambino normodotato e quello con problematiche conclamate. Alcuni paragrafi sono dedicati alla presentazione e al tentativo di interpretazione di un tipo particolare di disegni: quelli realizzati da bambini che hanno vissuto l’esperienza terribile della deportazione, nel corso della seconda guerra mondiale, nei lager nazisti.
CAPITOLO V: I DISEGNI DI IGOR
L’ultima parte del lavoro, sperimentale, è dedicata all’esposizione di un caso. La sperimentazione è stata effettuata in un contesto educativo. Per la procedura di somministrazione e interpretazione ci si è attenuti al protocollo suggerito da Castellazzi e Nannini, autori di un dettagliatissimo manuale relativo alla valutazione del Disegno della Figura Umana. Attraverso la decodifica dei disegni, effettuata a scopo puramente didattico, si è cercato di ottenere degli elementi di valutazione aggiuntivi per una migliore comprensione dell’adolescente in questione.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 INTRODUZIONE Questo lavoro di tesi si propone di approfondire le modalità con cui l’utilizzo di una tecnica proiettiva, come il test del Disegno della Figura Umana, possa costituire un valido strumento di conoscenza della personalità umana e in modo particolare della personalità del bambino, affermandosi come una delle modalità d’elezione per tale indagine. Il lavoro si suddivide in diverse parti: la prima parte sarà dedicata alla presentazione delle tecniche proiettive, al loro sviluppo storico e alle ragioni che ne hanno consentito l’ affermazione all’interno del paradigma teorico della psicologia cosiddetta “proiettiva” nonché i punti di vista critici nei confronti di questo assunto teorico. Sarà evidenziato come la peculiarità di queste tecniche sia costituita fondamentalmente da alcuni elementi specifici: il materiale utilizzato per la diagnosi, capace di indurre il soggetto alla formulazione di risposte libere e personali, attingendo alla sfera immaginativa e al proprio inconscio, la semplicità di somministrazione e la sua caratteristica di essere una attività piacevole per i bambini. Soprattutto per quanto riguarda il disegno, fin dall’infanzia esso è considerato uno strumento che consente al bambino di esprimersi e comunicare in maniera spontanea. L’evoluzione delle capacità grafiche in generale, del disegno in particolare e della maniera di utilizzare il colore, saranno descritte facendo riferimento alle teorie evolutive di autori come Luquet, Piaget e la Kellog, che hanno ipotizzato delle precise fasi evolutive, in ognuna delle quali è possibile osservare il conseguimento o l’abbandono di determinate modalità di esecuzione dovute all’acquisizione di specifiche capacità cognitive. Saranno poi brevemente presentati i più importanti metodi per la conoscenza della personalità che si sono sviluppati a partire dall’ipotesi proiettiva e, in modo più ampio, saranno descritti i principali test grafici che fanno uso del disegno della figura umana come elemento interpretativo. In particolare sarà approfondita l’evoluzione e la

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Pasquale Maglione Contatta »

Composta da 148 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4774 click dal 14/04/2011.

 

Consultata integralmente 11 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.