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Dal Turismo all'Immigrazione: la Comunità inglese a Napoli

Dal Grand Tour all'immigrazione: viaggio cronologico degli inglesi che, da semplici turisti cominciarono a stanziarsi in maniera definitiva nella città di Napoli.
Come vivevano, dove vivevano, quali furono le attività da loro svolte nel capoluogo partenopeo.

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3 INTRODUZIONE Nei primi anni dell’Ottocento, l’Europa è caratterizzata dal fenomeno migratorio. Contadini, disoccupati, operai ma anche uomini d’affari, abbandonano il proprio paese di origine in cerca di fortuna. Nell’economia mondiale si crea, così, una integrazione tra i vari paesi ed un mercato del lavoro globalizzato 1 . Tra questi paesi, l’Italia è stata sempre considerata una delle mete preferite. In età moderna, l’arrivo di forestieri nella nostra penisola si può far risalire al fenomeno del Grand Tour, nato in Gran Bretagna nel Cinquecento. Questo viaggio portava i giovani aristocratici inglesi alla scoperta di nuove città e di nuove culture. Col passare degli anni, l’aspetto educativo viene sostituito da un gusto per l’esotico, per l’archeologia e per il paesaggio. Nel XVIII secolo, questo cambiamento suscita un nuovo interesse per il Sud e per il Mediterraneo, grazie anche alle innovazioni nel settore dei trasporti, che permisero di raggiungere le località più al meridione. La pratica del viaggio, infatti, si diffonde sempre di più nel corso dei secoli e diventa accessibile a tutti, non solo agli aristocratici. L’abbassamento dei costi, permette alle classi operaie di viaggiare, facendo diffondere il “turismo di massa”. La città italiana che, dall’inizio del Grand Tour, segnava il confine meridionale, oltre il quale nessun viaggiatore si spingeva, era Napoli. 1 D. L. Caglioti, Vite parallele. Una minoranza protestante nell’Italia dell’Ottocento, Bologna, Il Mulino, 2004, pag. 9.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Valentina Antonucci Contatta »

Composta da 39 pagine.

 

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