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Le ispezioni del Ministero delle Finanze alla filale di Foggia del Banco di Napoli (1918)

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Avallone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Francesco Balletta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 46

La tesi tratta in via generale della storia del Banco di Napoli dal 1500 al 1930 e nello specifico si occupa dell'introduzione della legge sulla vigilanza bancaria introdotta nel 1926 che ha stravolto il modo di operare del sistema bancario e dell'ispezione effettuata, in via antecedente a tale introduzione cioè nel 1918, dal Ministero delle Finanze alla filiale di Foggia del Banco di Napoli dalla quale emersero diverse peculiarità rispetto alle altre filiali (ad esempio l'ingente ricorso al credito agrario) e varie anomalie di portafoglio.

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3 1. Il Banco di Napoli 1861-1930 1.1. Le origini del Banco Il Banco di Napoli trae origine dai banchi pubblici dei luoghi pii, sorti a Napoli tra il XV e il XVIII secolo. È stato sempre un argomento di grande interesse quello di determinare la "data di nascita" del Banco di Napoli e tradizionalmente la si fa coincidere con quella della costituzione del Monte e Banco della Pietà nel 1539, ma nuovi studi, svolti dal prof. Domenico Demarco, esperto di Storia Economi- ca ed Accademico dei Lincei e da Eduardo Nappi, che da oltre quarant'anni studia e lavora presso l'Archivio Storico, che hanno retrodatato questa nas- cita al 1463, avendo ritrovato documenti riguardanti depositi e prelevamenti dalla cassa di deposito della Casa Santa dell'Annunziata. All'inizio del 1500, a Napoli, l'inflazione era un grave fenomeno che afflig- geva parte del popolo che faceva ricorso all'usura per soddisfare i bisogni primari. Inoltre convivevano la ricchezza definita spagnolesca dell’aristocrazia con l’indigenza del popolo; vi era un gran proliferare di banche e banchieri, per lo più genovesi, di cui l’amministrazione spagnola si serviva per disponibilità di crediti spesso spropositati rispetto alla struttu- ra economica della città. Fra crisi periodiche, le attività dei banchi privati andavano via via esaurendosi. Per far fronte al problema del credito ai po- veri, gruppi di benefattori (aristocratici e borghesi benestanti) iniziarono a riunirsi in congregazioni religiose e finanziare così prestiti di denaro su pe- gno senza interesse. Per alleviare, per quanto possibile, tale piaga incominciarono a sorgere

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Parole chiave

1500
1918
1926
1930
banco di napoli
credito agrario
portafoglio
vigilanza bancaria

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