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Promozione e scelte di investimento nel settore delle energie rinnovabili. Un'analisi comparativa

Il settore delle rinnovabili ha assunto un ruolo importante negli ultimi anni in termini di Consumo Interno Lordo di energia elettrica, rappresentando al 2009 il 20% della produzione totale di energia.
Viene fatta un'analisi degli incentivi legate al settore delle rinnovabili e la loro diffusione. Oltre alla distribuzione regionale in termini percentuali, ho effettuato nel secondo Capitolo, un’analisi di autocorrelazione spaziale per capire se si nota una casualità nei dati delle aree vicine, o se si riscontra una certa dipendenza.
Nell’ultimo Capitolo, ho effettuato un’analisi di tipo qualitativo e quantitativo di un questionario.
Il campione del questionario è costituito da imprese Piemontesi e del Trentino Alto Adige, operanti nel settore delle rinnovabili e produttive in tre ambiti: quello delle biomasse, del biogas e idroelettrico.

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3 Introduzione Dal punto di vista storico, la produzione di energia tramite fonti rinnovabili ha assunto un ruolo fondamentale in Italia, soprattutto nel settore idroelettrico. La fonte idroelettrica è stata particolarmente importante per lo sviluppo economico e dell’autosufficienza energetica nel dopoguerra, grazie alla grande disponibilità del bacino idroelettrico rappresentato dalle Alpi. Dagli anni ’70 i consumi di energia elettrica aumentarono sensibilmente, soprattutto in ambito industriale e la produzione idroelettrica incominciò ad essere insufficiente, determinando così una maggiore dipendenza da fonti non rinnovabili come il petrolio ed il metano. Vengono definite come fonti rinnovabili dal D.Lgs n 387 del 2003 le seguenti fonti: eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, delle biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas. Nel 2009, la produzione di energia elettrica prodotta dal settore delle rinnovabili copre il 20% del Consumo Interno Lordo, definito come la sommatoria delle produzioni rinnovabili e non rinnovabili, considerando il saldo import – export. Il saldo Italiano è fortemente in negativo, infatti, siamo definiti come importatori netti di energia elettrica ed anche le materie prime per produrre energia da fonti non rinnovabili dipendono quasi esclusivamente da Paesi come la Russia per il metano e dalla Libia o dagli Emirati Arabi per il petrolio. Dagli anni ’90 si cerca di espandere nuovamente il settore delle rinnovabili, tramite incentivi e agevolazioni fiscali in ambito comunitario e nazionale. L’espansione negli ultimi anni, della produzione di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili è avvenuta grazie alla liberalizzazione in Italia e nell’Unione Europea dei mercati energetici. In Italia la liberalizzazione del settore elettrico è avvenuta nel 1999, con il D.Lgs n. 79 del 16 marzo 1999, decreto legislativo attuativo della Direttiva Comunitaria 96/92/CE. La Direttiva Comunitaria 96/92/CE ha introdotto norme comuni per il mercato europeo dell’energia elettrica, finalizzate a realizzare una graduale liberalizzazione della domanda e creare condizioni favorevoli per lo sviluppo della concorrenza nella generazione e nella vendita di energia elettrica (Goldoni, 1999). In molti Paesi Europei la liberalizzazione era già avvenuta da diversi anni, soprattutto in Gran Bretagna e nei paesi Scandinavi. Le caratteristiche della liberalizzazione del settore possono essere così riassunte: • Liberalizzazione delle attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica, a partire dal 1/04/99. • Riserva allo Stato delle attività di trasmissione e dispacciamento. • Regolamentazione delle attività di distribuzione dell’energia elettrica affidata in concessione all’ex monopolista pubblico Terna Spa. Dal punto di vista dei consumatori finali la liberalizzazione del settore è avvenuta nel 2007, da quel momento anche le utenze finali (famiglie e imprese) possono scegliere tra piø operatori. Il settore elettrico e quello del gas sono fortemente legati, in quanto il metano rappresenta la materia prima di molte centrali elettriche a produzione non rinnovabile, rappresentando nel 2009, il 44,2% del Consumo Interno Lordo di energia elettrica. Il D.Lgs n. 79 del 16 marzo 1999 ha introdotto altre importanti misure per agevolare l’espansione delle fonti rinnovabili, introducendo forme di incentivi come i Certificati Verdi e forme restrittive per i produttori di energia elettrica tramite fonti non rinnovabili (quote obbligatorie). Con le quote obbligatorie i produttori di energia elettrica tramite fonti non rinnovabili, soprattutto petrolio, metano e carbone, devono garantire una certa produzione di energia rinnovabile (quota che viene aggiornata di anno in anno e nel 2011 è del 6,8%).

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Roberto Piovano Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

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