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Principi sociali e libertà economiche nell'Unione Europea: tutela del lavoratore e "forza" dei sindacati europei

Informazioni tesi

  Autore: Letizia Salerno
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Studi europei
  Relatore: Loredana Zappalà
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

Qual è l’approccio utilizzato oggi nel descrivere la dimensione sociale dei diritti nell’ordinamento giuridico europeo? Si fa sempre più riferimento al cosiddetto constitutional cross fertilization .
Con tale espressione si intende il rapporto di reciproco condizionamento delle regole giuridiche nazionali e sovranazionali che si realizza mediante un processo di osmosi tra ordinamenti nazionali e ordinamento europeo.
Tale logica multilivello sembra assumere rilievo sulla base di due presupposti che saranno successivamente formulati: la superiorità del diritto sovranazionale sulle costituzioni interne non ha fondamento gerarchico ma funzionale, né si tratta di un primato incondizionato, ma solo in ragione della funzione della migliore tutela possibile dei diritti, secondo l’art. 53 della Carta di Nizza.
Tale logica non implica, quindi, l’abbandono delle peculiarità nazionali, di cui si devono al contrario considerare le specificità.
Tale meccanismo di interazione sembra riguardare sempre più le dinamiche sociali interessanti gli ordinamenti giuridici nazionali. Anche in tal senso, prendendo in considerazione gli esempi opportuni, se ne rilevano tre possibili conseguenze:
- indifferenza e/o ridondanza;
- conflitto;
- positiva integrazione.
Il mio lavoro di tesi vuol enucleare queste conseguenze a partire dai casi in cui sia intervenuta la Corte di Giustizia. In effetti, i recenti casi risolti dalla Corte, nel riconoscere i diritti sociali come tratto identitario dell’ordinamento europeo, sembrerebbero far propendere verso una visione di conflitto tra diritti sociali nazionali e la loro dimensione sovranazionale ossia europea. Tale visione di conflitto sembrerebbe derivare dalla forte discrepanza in merito tra regolazione dei diritti sociali e regolazione della libertà di circolazione e della libertà di concorrenza nello spazio europeo, le cosiddette libertà “economiche”.
Probabilmente, una nuova visione di costruzione dell’assetto costituzionale dell’Ue, che prescinde da una logica esclusivamente politica, impone di considerare la relazione tra dimensione sovranazionale dei diritti e loro identità nazionali in termini non meramente di coesistenza, ma di vera e propria evoluzione o co-evoluzione. E l’effetto di “cross fertilization” costituzionale per quanto riguarda il riconoscimento e l’affermazione dei diritti sociali è accentuato dall’interscambio tra i cinque nuovi pilastri che reggono l’architettura dei diritti fondamentali in Europa, da Lisbona in poi: le nuove disposizioni generali di apertura dei Trattati (in particolare gli artt. 2 e 3 TUE e gli artt. 9 e 10 TFUE); i Principi generali classici dell’Unione Europea; la Carta dei diritti fondamentali (Carta di Nizza), con la sua posizione di equipollenza tra diritti sociali e gli altri diritti culturali, civili e politici; la Convenzione Europea dei diritti umani con l’applicazione diretta delle sue disposizioni in ragione dell’adesione formale dell’UE alla Convenzione; le tradizioni costituzionali nazionali, comuni a tutti gli Stati Membri (Caruso, 2010). In qualche modo quindi vi è reciproca influenza, che negativa o positiva possa considerarsi, creandosi una vera e propria interferenza, come sancito dalle sentenze Ue di ultima generazione, vero e proprio strumento di dialogo i due livelli costituzionali.
Che questa interferenza vada a scapito dei diritti sociali o dei diritti “economici”, o se voglia al contrario conciliarli verso la costruzione di quel “Modello Sociale Europeo” in cui coesione sociale e welfare sono compatibili ed anzi funzionali ad una crescita e ad una competitività sostenibili, come auspicato al Consiglio Europeo di Nizza del 2000 , quale eventuale obiettivo ultimo del processo di integrazione europea, è appunto l’oggetto della mia tesi.

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4 INTRODUZIONE Qual è l’approccio utilizzato oggi nel descrivere la dimensione sociale dei diritti nell’ordinamento giuridico europeo? Si fa sempre più riferimento al cosiddetto constitutional cross fertilization 1 . Con tale espressione si intende il rapporto di reciproco condizionamento delle regole giuridiche nazionali e sovranazionali che si realizza mediante un processo di osmosi tra ordinamenti nazionali e ordinamento europeo. Tale logica multilivello sembra assumere rilievo sulla base di due presupposti che saranno successivamente formulati: la superiorità del diritto sovranazionale sulle costituzioni interne non ha fondamento gerarchico ma funzionale, né si tratta di un primato incondizionato, ma solo in ragione della funzione della migliore tutela possibile dei diritti, secondo l’art. 53 della Carta di Nizza. Tale logica non implica, quindi, l’abbandono delle peculiarità nazionali, di cui si devono al contrario considerare le specificità. Tale meccanismo di interazione sembra riguardare sempre più le dinamiche sociali interessanti gli ordinamenti giuridici nazionali. Anche in tal senso, prendendo in considerazione gli esempi opportuni, se ne rilevano tre possibili conseguenze: - indifferenza e/o ridondanza; - conflitto; - positiva integrazione. 1 Si rinvia a B. Caruso, Changes in the workplace and the Dialogue of Labor Scholars in the “Global Village”, in B. Aaron - K.V. W. Stone (a cura di), 2007.

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