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Paesaggi del degrado

L'inserimento dei paesaggi del degrado all'interno dell'oggetto della pianificazione del paesaggio da parte della Convenzione europea del Paesaggio del 2000, non è stato seguito da un dibattito approfondito sul significato stesso del degrado in relazione al concetto contemporaneo di paesaggio; per questo motivo la tesi indaga alcune fonti letterarie e normative in relazione al degrado del paesaggio, partendo da una riflessione etimologica, per arrivare ad una proposta di definizione "operativa" di degrado del paesaggio che unisca la dimensione della landscape ecology alle riflessioni sui paesaggi di risulta condotte dal punto di vista dell'architettura del paesaggio (vedi i "Drosscape" di Alan Berger). Le categorie individuate da questa definizione vengono poi applicate allo studio dei paesaggi degradati in un ambito di studio preciso, il medio corso del fiume Panaro (provincia di Modena), dalle quali analisi vengono tratte alcune indicazioni in merito alla riqualificazione del paesaggio locale ed agli strumenti di pianificazione del paesaggio regionali e provinciali.

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6 introduzione Dinamiche di trasformazione nei paesaggi contemporanei. Il titolo del lavoro di tesi che si va ad introdurre, avrebbe potuto essere questo. Il tema centrale che viene trattato è relativo al paesaggio, agli elementi che lo costituiscono ed alle modalità in cui le trasformazioni che vi avvengono possono essere gestite (o non gestite) attraverso l’attuale panorama legislativo e gli strumenti di pianificazione disponibili. Attraverso l'analisi della situazione legislativa e di pianificazione regionale, con la creazione di un orizzonte di riferimento concettuale in merito alle trasformazioni ed al degrado del paesaggio, si intende orientarsi all'interno dell'attuale panorama teorico e applicativo in merito a questa tematica. Con lo studio di un ambito territoriale definito, si cerca in seguito di avvicinarsi il più possibile ad un contesto paesaggistico concreto, capirne le dinamiche e sperimentare una metodologia di definizione degli elementi di degrado, che sia propositiva e orientata al recupero e alla riqualificazione e tenga in conto per quanto possibile l'apporto dei saperi locali. Le molteplici questioni sulle quali questa tesi intende indurre riflessioni, si alimentano anche del dubbio su quanto la formula “totalizzante” del concetto di paesaggio introdotta con la Convenzione Europea del Paesaggio del 2000 sia effettivamente spendibile ed efficace per l’obiettivo di una migliore gestione delle mutevoli e interrelate dimensioni paesaggistiche e sulle modalità con cui questa formula venga oggi traslata all'interno dei piani paesistici regionali di seconda generazione, con riferimento in particolare alla situazione emiliana. A ciò si giunge avendo la possibilità di esaminare da vicino la genesi di uno strumento regionale d’indirizzo, oggi in corso di elaborazione, quali sono le “linee guida per la riqualificazione dei paesaggi degradati e compromessi” della Regione Emilia-Romagna, nel contesto dell'elaborazione del nuovo piano paesaggistico regionale. Che il paesaggio venga osservato con il focus puntato sui suoi fenomeni di degrado è quindi una naturale conseguenza di una serie di elementi non a caso concomitanti: l’introduzione nella stessa Convenzione del riferimento ai paesaggi della vita quotidiana e del degrado come ambiti da gestire e governare al pari di altri di maggior “pregio”; l’elaborazione conseguente da parte della Regione Emilia-Romagna (e con modalità differenti di tutti i piani paesaggistici regionali di seconda generazione) di strumenti di indirizzo per il recupero di

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Pianificazione del Territorio

Autore: Francesco Uccellari Contatta »

Composta da 247 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2027 click dal 06/05/2011.

 

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