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Personalità ed esercizio fisico

Questo contributo mira ad approfondire le relazioni tra personalità ed esercizio fisico.
La personalità rappresenta il complesso dei sistemi psicologici, che contribuiscono all’armonia e alla continuità del modo di agire e dell’esperienza individuale.
L’esercizio fisico, risultante uno degli svaghi,interessi e attività primarie dell’uomo, pratica connessa ad una sana alimentazione, scioltezza e forza muscolare, capacità motorie, miglioramento del metabolismo generale, miglioramento della circolazione sanguigna e della respirazione, rinforzo del sistema immunitari. Elementi imprescindibili per la salute.
Dapprima ho approfondito gli studi che hanno esaminato i diversi costrutti impiegati per descrivere la personalità, nonché le teorie più accreditate dalla letteratura scientifica.
Successivamente ho esaminato gli studi di rassegna sui rapporti esistenti tra la personalità e l’esercizio fisico.
Infine grazie alla disponibilità di un archivio dati longitudinale reso disponibile dalla cattedra, ho esaminato le relazioni tra Big Five ed esercizio fisico guidato dagli approfondimenti precedenti.

CONTRIBUTO EMPIRICO. Il mio contributo si inserisce all’interno di un più ampio progetto di ricerca longitudinale nato a Genzano di Roma nel 1988 con l’obiettivo generale di individuare i fattori di protezione e di rischio che promuovono l’adattamento/disadattamento nel corso dello sviluppo. Nell’arco di 20 anni circa la ricerca ha interessato complessivamente circa 2100 ragazzi, seguiti longitudinalmente dagli anni della scuola elementare fino all’università e/o all’inserimento nel mondo del lavoro (ultima rilevazione 2008).
Nel mio contributo ho utilizzato i dati cross-sezionali relativi all’anno 2004 di un gruppo di 515 ragazzi, di cui 222 maschi e 293 femmine, di età compresa tra i 19 e i 24 anni.

Come già anticipato l’obiettivo di questo contributo è stato:
-Esaminare le relazioni tra esercizio fisico e tratti di personalità.
In particolare abbiamo condotto diverse analisi della varianza ad un fattore: distinguendo ragazzi con alto, medio e basso esercizio fisico, utilizzando come variabili dipendenti le singole dimensioni di personalità.

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13 fondamentale di personalità di Eysenk esso non ha ricevuta molta attenzione negli studi sull’attività fisica quanto le precedenti. Infatti uno dei cinque studi che riportano questo tratto non evidenziano nessuna relazione tra P. e l’attività fisica. L’Apertura all’esperienza (O), che fa riferimento all’apertura verso nuove idee, verso i valori degli altri e verso i propri sentimenti, su 12 studi solamente 2 hanno trovato una qualche correlazione con l’attività fisica. Lo studio basato sul metodo meta-analitico è stato più esplicito, mostrando una maggiore significatività, con una varianza osservata di 0,01. Esiste un’incidenza leggera. La Gradevolezza (A) che include, ad un polo, caratteristiche come l’altruismo, il prendersi cura, il dare supporto emotivo, e, al polo opposto, caratteristiche come l’ostilità, l’indifferenza verso gli altri, l’egoismo; non ha una correlazione positiva con l’attività fisica. Infine, la Coscienziosità(C), che fa riferimento a caratteristiche come la precisione e l’accuratezza, l’affidabilità la responsabilità, la volontà di avere successo e la perseveranza, risulta essere correlata all’attività fisica con una piccola relazione. Utilizzando i 16 fattori primari di Cattell, gli autori hanno evidenziato una differenza tra uomini e donne che praticavano o non praticavano esercizio fisico. Analizzando i dati dove si evidenziava la coscienziosità, la sfrontatezza e l’avvedutezza si evince che è caratteristico di un alto numero di non praticanti, mentre al contrario coloro che facevano esercizio fisico erano maggiormente sospettosi e generosi (mente aperta, tollerante, di larghe vedute ed autosufficienti rispetto a coloro che non praticavano sport). Nelle donne (27 joggers e 25 non joggers) quelle che facevano attività erano più stabili emotivamente, meno tese e meno ansiose. 2.1 Il ruolo dei moderatori: il Genere, l’età, il paese e la cultura Relativamente al genere, l’analisi degli studi selezionati ha evidenziato risultati contrastanti. La limitatezza degli studi e il numero esiguo dei partecipanti non ha permesso di applicare adeguatamente la tecniche meta-analitiche. Soltanto uno studio ha valutato l’età in modo longitudinale, con la durata di 11 anni comprendente un campione esteso di 19.288 persone con misurazioni ripetute. Nonostante questo, per la sua validità non ne abbiamo altri per avviare un’analisi meta-analitica. Può

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Tommaso D'Arcangeli Contatta »

Composta da 24 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.