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La locatio conductio

Informazioni tesi

  Autore: Monica Colella
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Seconda Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Giuseppina Maria  Oliviero Niglio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

Il diritto romano non conosceva la categoria generale ed astratta del contratto ma singole figure di obligationes ex contractu; la cerchia dei contratti si allarga gradatamente sotto la spinta delle esigenze pratiche per opera della giurisprudenza, in base ad un processo, che per taluni era la analogia, per cui dai tipi esistenti si passava al riconoscimento di nuovi. Si forma così e progressivamente si allarga un elenco di contratti, che mai si chiude, ma sempre aperto al riconoscimento di nuovi rapporti, a cui hanno contribuito oltre la giurisprudenza, il pretore, ed infine la legislazione imperiale. Quando lo sviluppo è chiuso, la giurisprudenza, presenta una sistemazione delle obligationes ex contractu. Una categoria particolare, soggetta ad uno speciale regime, è costituita da quei contratti da cui deriva un iudicium bonae fidei. Tra questi contratti c’è la locatio- conductio, un contratto consensuale che esiste in base al semplice consenso. I romani avevano una concezione unitaria della locatio-conductio, e non pongono mai esplicitamente quella distinzione (che pur sarebbe essenziale per orientarsi), ma trattano alla rinfusa i casi che la dottrina moderna scevera secondo l’appartenenza a ciascuno dei tre tipi. La dottrina moderna,invece, distingue tre tipi di locatio-conductio: Locatio-conductio rei; Locatio-conductio operarum e la Locatio- conductio operis.

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1 PREMESSA Il diritto romano non conosceva la categoria generale ed astratta del contratto ma singole figure di obligationes ex contractu; la cerchia dei contratti si allarga gradatamente sotto la spinta delle esigenze pratiche per opera della giurisprudenza, in base ad un processo, che per taluni era la analogia, per cui dai tipi esistenti si passava al riconoscimento di nuovi. Si forma così e progressivamente si allarga un elenco di contratti, che mai si chiude, ma sempre aperto al riconoscimento di nuovi rapporti, a cui hanno contribuito oltre la giurisprudenza, il pretore, ed infine la legislazione imperiale. Quando lo sviluppo è chiuso, la giurisprudenza, presenta una sistemazione delle obligationes ex contractu 1 . Una categoria particolare, soggetta ad uno speciale regime, è costituita da quei contratti da cui deriva un iudicium bonae fidei. Tra i contratti da cui deriva un iudicium bonae fidei c‟è la locatio- 1 BIONDI, Istituzioni di diritto romano (1956) 437 s.

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