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Gli Spazi nei romanzi di Italo Svevo

Il presente lavoro ha per oggetto le descrizioni dello spazio esterno e interno, dal paesaggio all’ambiente domestico, presenti nei romanzi di Italo Svevo. Ciò che si vuole evidenziare è come tali descrizioni non siano di carattere puramente esornativo o digressivo, ma funzionali alla rappresentazione e all’interpretazione delle storie e dei personaggi. Il presente lavoro è bipartito in due sezioni: la prima, che comprende i capitoli I e II, introduce le caratteristiche descrittive del romanzo otto-novecentesco; la seconda, che comprende i capitoli III e IV, è incentrata, invece, sull’indagine tassonomica degli spazi nei tre romanzi di Italo Svevo, Una vita, Senilità e La coscienza di Zeno. Si illustrano, quindi, i principali codici di riferimento culturale dell’opera sveviana: da alcuni aspetti del decadentismo alle teorie scientifiche di Darwin, dalla filosofia di Nietzsche e di Schopenhauer alla nuova concezione del tempo proposta dal filosofo francese Bergson, fino alla psicanalisi di Freud.Il maggior numero di descrizioni ambientali, soprattutto esterne, caratterizza Una vita: l’autore, attraverso le descrizioni, sembra voler mettere in luce la crisi esistenziale che assilla il giovane protagonista Alfonso Nitti, tra l’abbandono del villaggio natio e la nuova vita in città, a cui si sente estraneo e inadeguato. Sin dall’incipit del romanzo – la lettera alla madre – infatti Alfonso si fa portatore di valori altri rispetto a quelli trovati nel mondo urbano: l’amore della terra e della poesia, la semplicità provinciale, la sete di natura e di rapporti autentici ed elementari. Nell’ambiente metropolitano, invece, predomina il grigiore delle vite anonime e delle periferie caotiche e prive di storia, di forme estetiche appiattite da riproduzioni massificate e infinite.
L’arte impressionistica influenza decisamente le descrizioni di Senilità: l’elemento cromatico ha, infatti, uno spicco del tutto particolare, e numerose sono le pagine in cui sono descritti in modo impressionistico anche i personaggi. Emerge in queste pagine il punto di vista del protagonista, che converge a comprenderne l’interiorità.
La coscienza di Zeno, si è accennato, è il romanzo con il minor numero di descrizioni paesaggistiche e ambientali in genere. A costituire l’innervatura dell’opera sono, questa volta, i temi della psicanalisi, e dunque numerose e dettagliate sono le descrizioni dei meccanismi freudiani della mente: sensi di colpa, somatizzazioni, sogni, lapsus, alibi, rimozioni. In quest’opera tutto – protagonista, personaggi, situazioni, ambienti – è interiorizzato e ricondotto alla coscienza dell’io narrante, eliminando, quasi, le divergenze fra spinte soggettive, psicologico-autobiografiche, e tensioni oggettive, di carattere realistico e naturalistico, presenti nei due romanzi precedenti, e soprattutto in Una vita.

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3 CAPITOLO PRIMO Gli spazi della narrativa 1.1 La narrazione e la descrizione Secondo la terminologia adottata da Chatman 1 , la narrazione è una rappresentazione di eventi, la descrizione una rappresentazione di esistenti (ambienti, paesaggi, personaggi). Se nel poema epico, epico-cavalleresco, mitologico, sacro le descrizioni assolvono essenzialmente una funzione esornativa 2 , trionfante in special modo in età barocca, o allegorico-simbolica, nell‟Ottocento si ha, viceversa, un mutamento sostanziale: i romanzieri attribuiscono spazio e funzione rilevante alla descrizione, che tende a perdere il carattere puramente esornativo per divenire pienamente “significativa”. Per il romanzo moderno, secondo Bourneuf e Ouellet, “lungi dall‟essere un‟aggiunta decorativa più o meno parassitaria, la descrizione condiziona il funzionamento del racconto nel suo insieme” 3 . Le talora lunghe e articolate descrizioni di ambienti e personaggi, infatti, risultano spesso determinanti per comprendere cause e motivazioni dell‟agire dei personaggi: la descrizione, quanto a funzione, si integra con la narrazione. Dunque nel romanzo, dal XVIII al XX 1 S. Chatman, Storia e discorso. La struttura narrativa nel romanzo e nel film, Pratiche Editrice, Parma 1981, p. 15 2 Piacevoli parentesi nello sviluppo degli eventi, momenti di riposo poetico. 3 R. Bourneuf e R. Ouellet, L‟universo del romanzo, Einaudi, Torino 1976, p. 113.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giulia Imperato Contatta »

Composta da 156 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.