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L'estetica della regia lirica russa: il caso di Boris Pokrovskij

Questo lavoro rappresenta un attento studio e una dettagliata analisi della storia della regia lirica russa e dei processi estetici che la guidavano nel XX secolo. Il protagonista di questa tesi è il regista Boris Pokrovskij che con il suo lavoro ha di fatto determinato tendenze e tecniche della regia operistica, dando autorità e centralità a questa professione in senso moderno. Il contributo del regista alla lirica può essere identificato in due punti fondamentali: il primo riguarda i suoi 40 anni dedicati al teatro Bolshoi che vanno dal 1943 al 1982, 25 dei quali in qualità del direttore artistico, il secondo non meno importante fu il ruolo di padre fondatore del teatro Musicale da Camera di Mosca, realtà assolutamente innovativa nella Mosca degli anni 70. In questo teatro, fondato nel 1972, Pokrovskij realizzò opere molto diverse dal repertorio del Bolshoi, portandolo ad essere realtà rappresentativa all’avanguardia del teatro lirico.
Il motivo che ha determinato la scelta di questo argomento è il tentativo di far conoscere il lavoro di Boris Pokrovskij svolto nell’ex Unione Sovietica e che a fronte delle censure dettate dal regime ha subito limiti di divulgazione, determinandone di fatto una scarsa conoscenza al mondo occidentale. Ancor oggi, dopo la scissione dell’Unione Sovietica, l’importanza di Boris Pokrovskij non è ancora totalmente emersa, in quanto poco documentata. Pertanto l’obiettivo di questo lavoro è poter dare il giusto risalto a chi ha contribuito in modo determinante all’immagine gloriosa del teatro Bolshoi.

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Introduzione In Russia, la nascita della regia lirica è databile intorno agli anni ’20 del XX secolo, in coincidenza con la costituzione dell’Unione Sovietica (1922). Proprio in questo periodo muovono i primi passi i grandi registi Konstantin Stanislavskij e Vsevolod Mejerchol’d, preceduti da Fëdor Komissarţevskij e Vladimir Losskij, rappresentanti del fenomeno della pre-regia, caratterizzata dall’ancora non totale autonomia del regista, quale figura dominante della realizzazione scenica. Negli anni ’30 il teatro lirico si arricchisce di una nuova figura, quella di Boris Pokrovskij, che quasi fino alla fine del XX secolo determinerà tendenze e tecniche della regia operistica, dando un contributo fondamentale a questa professione. Proprio per questo Boris Pokrovskij è il protagonista del mio lavoro, essendo colui che ha dato autorità e centralità alla figura del regista lirico nel senso moderno: Col termine “regia” si è soliti identificare un’opera dominata da un progetto estetico cui devono rispondere tutte le componenti spettacolari secondo una strategia unificatrice, ossia secondo un piano facente capo all’unica mente del metteur en scène, in modo che ogni elemento scenico aderisca in ogni suo punto ad una sola prospettiva. 1 L’importanza della figura di Boris Pokrovskij è dettata da due principali fattori: il primo è che per decenni ha rappresentato il Bol’šoj in qualità di direttore artistico, sapendo cogliere tutte le potenzialità che il teatro “imperiale” con il suo enorme palcoscenico offriva alla nascente arte della regia. Il secondo risiede nel fatto che fu il padre del Teatro da Camera con tecniche di estetica e repertorio completamente diversi, spostando negli anni ’70-’80 l’attenzione della Mosca lirica sul suo piccolo teatro, laboratorio di sperimentazione, diventato in seguito famoso in tutto il mondo. 1 Elena Randi, I primordi della regia in Europa, in Il teatro di regia. Genesi ed evoluzione (1870-1950), a cura di Umberto Artioli, Carocci editore, Roma, 2004, pp. 29-30.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Ksenia Tsareva Contatta »

Composta da 180 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 503 click dal 26/04/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.