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Energy derivatives, principali strumenti utilizzati nel Risk Management

Questo elaborato è dedicato al mondo degli energy derivatives; il lavoro è strutturato in cinque capitoli. Il primo dei cinque capitoli ha l'obiettivo di fornire una breve classificazione delle tipologie di rischi presenti nel settore finanziario, con conseguente descrizione di quelli che sono i principali strumenti derivati. Il secondo capitolo fornisce uno sguardo ai derivati energetici, fornendo ad essi innanzitutto una definizione e osservando in quali ambiti essi possano essere utilmente applicati. Il terzo capitolo mette in luce invece l’evoluzione del settore energetico, mostrando quali siano stati i motivi alla base della nascita di derivati energetici per ogni singolo mercato di questo settore. Verranno inoltre fornite cifre e caratteristiche relative alla struttura dei principali mercati dei derivati energetici. Il quarto capitolo è volto invece ad affrontare le problematiche relative alla gestione del rischio, più comunemente noto come risk management, con particolare riferimento alle metodologie più utilizzate, il Valore al Rischio spicca fra tutti. Infine, un piccolo accenno a quella che è una componente secondaria, ma degna comunque di nota, del risk management; ovvero, la gestione del rischio di credito. Verranno illustrate le due principali tecniche brevettate da due grandi esponenti finanziari come J.P. Morgan e Credit Suisse, le quali hanno ideato rispettivamente Credit Metrics e Credit Risk+. L’ultimo capitolo è invece relativo ad uno dei contratti derivati che riscuotono il maggior interesse nel settore energetico e cioè le opzioni su spread. Si osserverà in quali forme è possibile trovare tali strumenti e in che modo essi possono essere impiegati a fini di risk management.

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Introduzione Il mondo politico ed economico, ormai da decenni è attratto dai problemi relativi all'energia ed alle risorse energetiche. Le prime azioni forti dei paesi sviluppati alla ricerca di efficienza energetica risalgono infatti a quattro decenni fa ed ancora oggi queste tematiche rappresentano spesso argomenti centrali. La risposta immediata cui molte nazioni hanno optato a tal fine è stata la liberalizzazione dei mercati di commodities energetiche, con lo scopo di dare efficienza al settore, generando più elevati livelli di concorrenza. Le liberalizzazioni di tale settore, hanno infatti portato nella maggior parte dei casi maggiore efficienza e trasparenza, eliminando quella pesantezza che troppo spesso ha caratterizzato l’azione della macchina pubblica, generando inoltre maggiori opportunità economiche sia nella domanda che nell’offerta relative a tali mercati. L’azione libera degli agenti di mercato nel settore energetico insieme alle peculiari caratteristiche delle commodities energetiche sono le cause degli elevati livelli di volatilità che contraddistinguono questi beni. Pertanto il fabbisogno di risk management avvertito da compagnie attive nell’energetico unitamente alle opportunità di investimento che questo mondo presenta hanno contribuito ad avvicinare la finanza a questo settore. Il risultato è stato la nascita di nuove numerose forme contrattuali, da una parte ispirate a quelle già presenti nel settore finanziario, dall’altra ispirate soprattutto ad operazioni proprie del settore energetico. Questi motivi sono alla base del crescente interesse che l'economia sta dedicando negli ultimi anni alla valutazione ed introduzione di sempre più nuove forme di strumenti derivati, di tipo energetico, strumenti unici nel loro genere date le dinamiche dei prezzi e le forme contrattuali osservabili in questi 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Riccardo Milani Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.