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Procedure di valutazione del merito creditizio: metodo standard e metodo IRB

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppina Martone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Seconda Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia delle istituzioni e dei mercati finanziari
  Relatore: Fabrizio Fiordiliso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

L’Accordo di Basilea II sul Capitale è la proposta formulata dal Comitato di Basilea al fine di introdurre una moderna normativa riguardante l’adeguatezza patrimoniale delle imprese bancarie e creditizie. Tale accordo riconosce gli sviluppi che l’industria finanziaria ha fatto in termini di misurazione e gestione dei rischi. Pur riconoscendo la notevole attenzione dedicata negli ultimi anni al rischio di mercato, è innegabile che il rischio di credito rimane la principale causa delle crisi bancarie.
L’obiettivo perseguito con il presente lavoro è quello di illustrare il contributo che può essere fornito dall’applicazione delle recenti tecniche di misurazione del rischio di credito al processo di valutazione delle imprese. Il lavoro è stato strutturato in sei capitoli: il primo capitolo entra nel merito dell’ Accordo di Basilea, tema quanto mai attuale data l’entrata in vigore, nel 2006, delle novità introdotte dall’elaborazione del Nuovo Accordo sul Capitale, a cui peraltro le banche si sono dovute adeguare per essere pronte a recepirle e a metterle in pratica. Seguono poi delle riflessioni sul concetto di rischio di credito e sulla possibilità di insolvenza della controparte.
Nel secondo e nel terzo capitolo si affronta il tema del metodo standard, vi è una descrizione particolareggiata delle agenzie di rating, dei prodotti che sono in grado di offrire ed anche alcuni limiti delle stesse. Segue poi una descrizione sulla determinazione del rating e sui fattori presi in considerazione.
Nel quarto capitolo si affronta il concetto di rating interno che è la più importante innovazione apportata dalle nuove regole dell’ accordo sul capitale, in quanto rappresenta il miglior incentivo per le banche a valorizzare il patrimonio informativo accumulato nel corso delle relazioni creditizie, e a migliorare la qualità dei processi di controllo dei rischi. Si mettono in evidenza i benefici della selezione individuale della clientela, che integrerà il merito creditizio (rating) con più ampie valutazioni prospettiche in termini di potenziale contribuzione del cliente al valore generato dalla banca (remunerazione del capitale assorbito).
Nel quinto capitolo vengono esposti i modelli previsioni di insolvenza: lo Z-score di Altman e il K-score più adatto alla realtà delle PMI italiane non quotate. Nell’ultimo capitolo vi è una descrizione dell’impatto del Nuovo Accordo nel contesto italiano ed in particolare sulle PMI.

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3 Capitolo 1 Valutazione del merito di credito 1.3 La struttura del Nuovo Accordo di Basilea Risale al 1975 l’istituzione del “Comitato di Basilea per la Vigilanza” in materia bancaria. La misurazione del rischio di credito da parte delle banche in una prospettiva di natura gestionale piuttosto che in un’ottica di tipo regolamentare è l’obiettivo per il raggiungimento del quale il predetto comitato fu istituito. L’accordo del 1988, soggetto a ripetuti cambiamenti rispetto alla bozza originaria, prevede un ambito di applicazione, nel caso in cui il modello organizzativo adottato dalla banca sia basato su una pluralità di aziende, che si estende all’intero gruppo bancario comprendendo anche le banche del gruppo che operano a livello internazionale. Con la riforma prevista dall’accordo di Basilea, la misurazione del rischio risulta essere affidata non più alla forma tecnica dell’impiego e alle garanzie che lo assistono ma, piuttosto, ai sistemi di rating. L’introduzione di tale criterio di valutazione del rischio sta a significare che una stessa forma tecnica di impiego potrà assumere gradi di rischio diversi a seconda della capacità di rimborso del debito legata alla affidabilità del prenditore.

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