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L'Aquila post sisma. Vita e ricostruzione nella C.A.S.E Progetto

Informazioni tesi

  Autore: Giulia Guerriero
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Gioia Di Cristofaro Longo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 183

L’Aquila post sisma. Vita e ricostruzione nelle C.A.S.E. Progetto
Il terreno della mia ricerca è il Progetto C.A.S.E.: Complessi Abitativi Simicamente Ecocompatibili. Sono dei complessi residenziali costruiti a L’Aquila in seguito al sisma del 6 aprile 2009. Ospitano circa 15 mila cittadini aquilani.
L’idea della mia ricerca è riflettere e analizzare come il terremoto ha influito sulla vita familiare e sociale della comunità aquilana. La mia attenzione si concentra sullo spazio domestico dei Progetto C.A.S.E. con l’obiettivo di cogliere una visione della realtà indagata. Nel mio lavoro ho adottato un punto di vista interno, in quanto io stessa cittadina aquilana e residente in uno degli alloggi costruiti in seguito al sisma. Partendo da premesse generali sulle catastrofi naturali e sul comportamento e le reazioni di una comunità dinanzi a un evento catastrofico quale il terremoto, cerco di indagare come la mia città ha risposto a un tale evento. Prendo spunto dal lavoro di Gianluca Ligi sull’antropologia dei disastri, dagli studi autorevoli di Amalia Signorelli sul rapporto dei soggetti e i luoghi, nei luoghi e tra i luoghi. Rifletto dunque sull’influenza che i cittadini esercitano sul loro habitat e su come invece il luogo di residenza influisce sulle dinamiche relazionali. Grazie all’osservazione partecipante e grazie all’utilizzo del metodo delle interviste aperte rifletto e analizzo le conseguenze che il terremoto ha portato sulla comunità de L’Aquila. Il sisma ha distrutto gran parte del centro storico, ha raso al suolo interi quartieri, ha cancellato una notevole porzione del patrimonio artistico e culturale e ha causato vittime e feriti con una velocità devastante. Nell’immediato del sisma gli aquilani sfollati si sono ritrovati in campi d’accoglienza, gestiti dagli uomini della Protezione Civile. Successivamente sono stati trasferiti in alloggi costruiti appositamente per loro, situati nella vecchia periferia della città, circondati da campi e vallate. Complessi abitativi sicuri, costruiti sotto il marchio antisismico, voluti dal Governo per far fronte all’emergenza aquilana. Ma gli aquilani terremotati cosa pensano? È cambiata la loro residenza, la loro città ha subìto una trasformazione notevole e di conseguenza sono cambiate anche le giornate dei cittadini aquilani. Le parole dei miei intervistati sono state una fonte indispensabile e utilissima per capire come attualmente vivono gli aquilani, come trascorrono le giornate in questi complessi residenziali, quanto sono soddisfatti dello stato di ricostruzione della loro città, che cosa si aspettano dalle istituzioni e di contro quali sono le loro paure, i loro timori, le loro preoccupazioni e le loro aspettative.

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5 CAPITOLO I Disastro <<Da un certo punto di vista, un disastro diventa un disastro solo quando vengono coinvolti uomini o ambienti creati dagli uomini. Una valanga in una valle disabitata o un terremoto in Artide sono eventi geofisici, non sono disastri>>. Karl A. Wester . 1 I.1 Definizione di disastro La definizione di Karl A. Wester è chiara sul concetto di disastro: senza morti, feriti, distruzioni e crolli un disastro non è tale. È semplicemente un evento della natura. Un terremoto, uno tsunami, un‟alluvione diventano eventi critici e disastrosi quando impattano su una data popolazione provocando danni fisici e materiali. Nella terminologia corrente usiamo la parola disastro o catastrofe per indicare un evento o una serie di eventi con conseguenze nefaste e tragiche per un periodo non troppo breve. Per esempio un incidente automobilistico può essere chiamato disastro quando procura dei danni rilevanti a persone e cose con conseguenze che non si esauriscono nell‟immediato. Unanime è il parere di una prerogativa del disastro: il coinvolgimento dell‟uomo. L‟uomo può essere sia artefice del disastro, come nel caso dell‟automobilista imprudente o soggetto dello stesso come nei casi elencati nelle prime righe, quindi terremoti, tsunami, alluvioni eccetera. In questo ultimo caso ci troviamo nella categoria di catastrofi naturali, ovvero una categoria di problemi ambientali completamente a se stante. Interessano i mass media e il pubblico per la elevata portata dei loro effetti, hanno una prevedibilità scarsa e ridotta e portano con sé svariate conseguenze. Le calamità naturali che possono minacciare l‟ambiente e l‟uomo sono le tempeste di vento, gli uragani, le burrasche, i tornado, i cicloni, i danni 1 Ligi G., 2009, op. cit., pag.3.

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